I tre gruppi avrebbero collaborato per ritardare l’arrivo dei sistemi per il taglio delle emissioni

La Commissione Europea ha accusato di collusione i gruppi tedeschi BMW, Daimler (di cui fa parte Mercedes) e Volkswagen, nell’ambito di un’indagine condotta dall’autorità garante della in merito a possibili violazioni del regime di libera concorrenza.

I tre costruttori avranno 10 settimane di tempo per rispondere alle accuse, stando a quanto riporta il sito del Guardian, che parla di multe fino al 10% del giro d’affari annuo in caso di colpevolezza.

Al centro le emissioni inquinanti

Le accuse della Commissione Europea seguono le perquisizioni di luglio 2017, dopo un’inchiesta del quotidiano tedesco Der Spiegel che parlò di incontri segreti fra rappresentati dei tre gruppi tedeschi per coordinarsi sul tema delle emissioni inquinanti dei motori diesel.

E’ proprio questo il tema al centro della vicenda: BMW, Daimler e Volkswagen avrebbero collaborato per frenare l’arrivo sulle loro auto di tecnologie per il contenimento delle emissioni inquinanti.

Violata la libera concorrenza

L’antitrust in particolare accusa i tre gruppi di aver violato la disciplina sulla libera concorrenza perché i consumatori europei non hanno potuto acquistare vetture con le migliori tecnologie per la salvaguardia dell’ambiente.

Le indagini sono concentrate sul filtro antiparticolato ed i sistemi SCR per la riduzione dei gas allo scarico. L’UE aveva già punito nel 2014 un cartello fra i produttori di tir Daf, Daimler, Iveco, Man e Volvo, sanzionati per complessivi 2,93 miliardi di euro.