Tutto nasce tempo fa, con un’inchiesta della Procura di Teramo nei confronti di Strada dei Parchi, concessionaria delle autostrada A24 e A25

Se a partire dal 20 maggio avete in programma di percorrere l’A24 potreste trovarvi nelle condizioni di dover mettete in conto una lunga deviazione. Il motivo è presto detto: a partire dalla mezzanotte del 19 maggio prossimo il Traforo del Gran Sasso potrebbe chiudere in entrambi i sensi di marcia, tranciando di fatto l’Italia a metà. Un pericolo che ad oggi sembra inevitabile ma che, in extremis, potrebbe essere scongiurato. Ma andiamo con ordine.

Suddivisione di responsabilità

Tutto nasce tempo fa, con un’inchiesta della Procura di Teramo nei confronti di Strada dei Parchi, concessionaria delle autostrada A24 e A25, Istituto nazionale di fisica nucelare e la società di gestione del servizio idrico della provincia di Teramo. Inchiesta che aveva portato alla luce il pericolo di inquinamento della falda acquifera del Gran Sasso.

Come conseguenza la Regione Abruzzo, costituendosi parte civile, ha chiesto a Strada dei Parchi di effettuare urgentemente interventi per evitare l’inquinamento, per un importo totale di circa 104 milioni di euro. Cifra monstre per lavori che la concessionaria ritiene non di sua competenza, come sottolineato anche dal Ministero dei Trasporti.

Purtroppo, dopo mesi, non si è arrivati ancora a un dunque e per evitare sanzioni, Strada dei Parchi ha deciso di chiudere il traforo a partire dal 19 maggio. Per ora sembra impossibile uscire dalla situazione di stallo che si è creata, nonostante gli appelli da una parte e dall’altra per riuscire a giungere a un accordo.

“La chiusura del Traforo del Gran Sasso, annunciata dalla società concessionaria, sarebbe un grave colpo per l'Abruzzo e lo condannerebbe ad un insostenibile isolamento – ha commentato Stefania Pezzopane, deputata del PD ed ex presidente della Regione Abruzzo dal 2004 al 2010 – Serve immediatamente la nomina di un commissario per la messa in sicurezza delle acque e la destinazione di precise risorse per gli interventi necessari a questo scopo. È intollerabile la superficialità con cui il governo ha seguito finora questa vicenda”.

Le conseguenze

Con la chiusura del Traforo del Gran Sasso l’Italia viene di fatto divisa a metà tra est e ovest e percorrendo la A24 bisogna pensare a tragitti alternativi, ben più lunghi. Nella fattispecie:

  • Per chi è diretto verso Teramo si consiglia di uscire a L’Aquila Ovest, percorrere la SS 80 per il Valico delle Capannelle. Per le lunghe percorrenze invece il consiglio è quello di percorrere la A25, proseguendo sull’A14.
  • Chi invece proviene da Teramo ed è diretto verso L’Aquila, A25 e Roma /RM può uscire a San Gabriele/Colledara, percorrere la SS 80 verso il Valico delle Capannelle e rientrare in autostrada a L’Aquila Ovest. L’alternativa, se si proviene dalla A14, è quella di utilizzare la A25.

Il Traforo

Inaugurato nel 1984 (con inizio lavori nel 1968) con i suoi 10.176 metri di lunghezza i Traforo del Gran Sasso è il terzo più lungo d’Italia (dopo Monte Bianco e Frejus) e il più lungo d’Europa con schema a “doppia canna” (2 gallerie, una per ogni senso di marcia). Passa sotto il Corno Grande e si trova a un’altezza media di 973 metri sul livello del mare.

Il Traforo dà accesso ai laboratori sotterranei dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, aperti nel 1987.