Volkswagen ID.3, ecco come si sta a bordo dell’elettrica tedesca
Più spazio rispetto a una Golf, tanta tecnologia ma spazio di carico che non fa miracoli per via del motore posteriore
L’auto elettrica porta con sé numerosi vantaggi, dall’addio al benzinaio alla soddisfazione di non inquinare, passando per una guida che diventa brillante grazie alla coppia istantanea e tanto spazio in più a disposizione. Caratteristiche che, naturalmente, si ritrovano anche sulla Volkswagen ID.3, la prima elettrica della casa tedesca basata sulla piattaforma MEB. Questa volta però ci siamo voluti concentrare unicamente sull’abitacolo, per capire come si sta a bordo e quanto spazio in più c’è rispetto – ad esempio – a una Volkswagen Golf.
Un posto per tutto
Al di là dell’effetto high tech e minimal della plancia, con i suoi 2 monitor a colori per strumentazione e infotainment, ciò che colpisce lo spazio ricavato nel tunnel centrale. Non c’è il cambio manuale coi suoi ingombranti leveraggi e nemmeno il selettore per la trasmissione automatica, spostato alla destra della strumentazione. Ecco quindi numerosi vani porta oggetti che nascondono le immancabili prese USB.
Prendete a esempio una Golf e vi renderete conto di quanto spazio si liberi con l’elettrificazione. Il beneficio è naturalmente a uso e consumo anche dei passeggeri anteriori, in quanto la larghezza del tunnel non è eccessiva e c’è maggiore spazio per le gambe. Ma il meglio in questo senso lo si ha quando si viaggia sul divanetto posteriore.
I piedi ringraziano
Motore elettrico sistemato sotto il vano di carico e batterie “affogate” nel pianale: un’operazione che dà come risultato un pavimento perfettamente piatto. Così non bisogna fare i conti scomodi scalini in abitacolo, con tanto spazio per i piedi anche a beneficio di chi viaggia al centro del divanetto.
L’unica pecca del motore sistemato al posteriore è quella di non riuscire ad avere uno vano di carico da record, co 385 litri di capacità, appena 5 in più rispetto alla Golf.
Fotogallery: Volkswagen ID.3 1st
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