Fu l’ultimo tentativo, per Lancia, di ritagliarsi uno spazio tra le berline di prestigio con un'auto fatta interamente in Italia

Negli anni ‘90 la Lancia comincia a soffrire di un ridimensionamento e di una malagestione da parte di Fiat Auto, che si tramuta poi in una lenta e dolorosa agonia, che oggi giunge quasi al termine.

La componente sportiva del marchio è stata piano piano dismessa, a favore di un’immagine più austera, mentre la Kappa fallisce nel raccogliere le fortune della Thema nel segmento E. Al Lingotto decidono di provare a far recuperare a Lancia l’aurea, e anche la clientela, perduta, con una nuova ammiraglia.

Lancia Thesis

La Dialogos

Sotto la direzione di Frank Stephenson, capo del design di Fiat e Lancia, e le mani di Flavio Manzoni, noto per il prototipo della Fulvia del 2003, la Lancia dà alla luce la Dialogos, una grossa e sontuosa berlina dallo stile retrò, che richiama molto i modelli del passato, in particolar modo l’Aurelia, ma che sfoggia al suo interno un allestimento moderno e tecnologico per i tempi.

Al Salone di Torino del 1998 la vettura raccoglie gli entusiasmi del pubblico, convinto che sia finalmente giunto il momento del rilancio di Lancia.

Lancia Thesis

Esordio in Vaticano

Nel 2000 viene consegnata una nuova limousine al pontefice: la vettura, passo ed altezza a parte, presenta in tutto e per tutto l’aspetto definitivo, derivato direttamente dalla Dialogos, di quella che è destinata a reggere le sorti della Lancia nell’alto di gamma. Una linea decisamente più “normale” ma senza rinunciare alla grande griglia frontale e ai caratteristici fari posteriori.

Lancia Thesis

L’arrivo della Thesis

La Lancia Thesis debutta sotto i riflettori nel 2001 sfoggiando i suoi lussuosi interni, con un equipaggiamento di serie e una lista di optional paragonabile alle imbattibili concorrenti tedesche, così pure anche i prezzi di listino.

Fu proprio la cifra d’acquisto, abbinata ad un design troppo elaborato per i gusti della clientela, ad una immagine del marchio ormai in caduta e, probabilmente, anche ad una rete di vendita troppo abituata ad occuparsi di utilitarie a penalizzare fin dall’inizio la diffusione della Thesis sulle nostre strade.

Lancia Thesis

La produzione

Inizialmente presso lo stabilimento di Rivalta (TO), si trasferisce poi in quel di Mirafiori.

Spinta dalle sole ruote anteriori la Lancia Thesis è disponibile con il 2.4 JTD, con potenze comprese tra 150 CV e 185 CV, il cinque cilindri 20V, 2.0 turbo da 185 CV e 2.4 da 170 CV, e il V6 Alfa Romeo, 3.0 da 215 CV e 3.2 da 230 CV, quest’ultimo in grado di toccare i 240 km/h e di toccare i 100 km/h in 8,8 secondi.

I cambi a disposizione sono il manuale a sei marce e l’automatico, utilizzabile anche in modalità sequenziale, a cinque. Cavallerie e prestazioni sono però inferiori rispetto alle avversarie.

Lancia Thesis

Al servizio dell’elite

Se tra i clienti privati non conquista grandi consensi la Lancia Thesis riesce a guadagnarsi una buona presenza nel parco auto della classe politica, tanto da prestare servizio anche presso il Quirinale. Ne viene realizzata la versione Protecta, munita di vetri e lamierati blindati oltre ad altri dispositivi per la sicurezza degli occupanti.

Nel 2006 la Thesis fa una comparsata al Festival del Cinema di Venezia, di cui Lancia è sponsor, accompagnando i divi del cinema al tappeto rosso.

Lancia Thesis

Dopo alcune versioni speciali, anche con verniciatura bicolore, una proposta di limousine da parte di Stola ed un totale di 16 mila esemplari prodotti  l’ultima Lancia Thesis esce dallo stabilimento dalla catena di montaggio nel 2009, pronta a cedere il posto alla rimarchiata Chrysler 300 C importata dal Canada, la Thema.

La Lancia Thesis si è rivelata un progetto molto complicato, un esborso economico costato molto caro a Fiat, ma alcuni, soprattutto i Lancisti, la considerano come l’ultima auto degna di portare lo scudo blu.

Fotogallery: Lancia Thesis