Nel 2010 a qualcuno venne in mente di lanciare la sportiva V8 in un tunnel per il "giro della morte"

La Mercedes SLS AMG non è nata sotto una buona stella. La supercar arrivata nel 2010, infatti, è stata sviluppata dalla Casa tedesca dopo il divorzio di Daimler con McLaren (con cui era stata precedentemente realizzata la SLR). AMG, invece, si è occupata dello sviluppo e della messa a punto del motore. A differenza della MP4-12C (la nuova sportiva di Woking), la SLS AMG era una reinterpretazione della mitica 300 SL "Ali di gabbiano".

In un momento dove le rivali erano molte e una più agguerrita dell'altra (Ferrari 458, Porsche GT2, Lamborghini Gallardo ecc), il marketing pensò ad una strategia di comunicazione capace di lasciare il segno, puntando su qualcosa di diverso rispetto a quanto visto fino a quel momento.

Ai limiti della fisica

La versione web dello spot è parecchio più lunga di quella vista in TV una decina di anni fa e ritrae anche i preparativi per un numero di magia su quattro ruote dall'effetto wow assicurato. Una cosa che vogliamo subito farvi notare, però, è il colore della SLS usata nel video. Il resto delle campagne, infatti, videro modelli con la tipica livrea grigia metallizzata per richiamare le famose Silberpfeil (Frecce d'argento), ma questo esemplare era rifinito in rosso; cosa e chi vi viene in mente a proposito di "frecciatine"?

Entrando nel vivo della pubblicità, l'attenzione si concentra sul pilota e sullo staff che sembra prepararsi per eseguire uno stunt. Dopo pochissimo, infatti, la SLS viene lanciata all'interno della galleria, dove grazie a due rampe riesce a completare un "360" che lascia tutti a bocca aperta, fisica compresa. 

In merito all'idea che sta dietro l'advertising siamo sicuri che questa basti e avanzi per lasciare l'azione bene impressa nella mente degli appassionati e del pubblico, ma è superfluo dire che solo grazie ad alcuni effetti speciali sia stato possibile portare a casa il risultato.

La comparsa di Schumacher 

Altro fatto curioso è che lo spot abbia visto due diversi personaggi al volante della sportiva. Nella prima edizione il protagonista era uno dei piloti collaudatori della Casa, mentre in un'altra, alla fine, scopriamo che sotto il casco c'era il 7 volte campione del mondo di Formula 1, Michael Schumacher

Il buon Michael, che proprio in quel momento, a 41 anni, era tornato su una Freccia d'argento monoposto, sorride e fa l'occhiolino, dopo la comparsa del claim della campagna: "A cockpit. An engine. Two wings. Is it still a car?" (Un cockpit. Un motore. Due ali. Parliamo sempre di un'auto?).