Non sono protagoniste di film dell'orrore, ma di storie vere non meno terrificanti fatte di incidenti strani e fatali

Le auto protagoniste di film come “Christine” e “La macchina nera” hanno provocato non pochi brividi negli spettatori, ma in fin dei conti si trattava pur sempre di finzione.

Ci sono però alcune auto che nella realtà si sono guadagnate una reputazione molto più sinistra, legata a numerose morti misteriose seguite ad altre particolarmente clamorose. Ecco 5 vetture da cui ancora oggi è meglio stare alla larga.

La Porsche 550 di James Dean

Il divo di “Gioventù bruciata” un po’ maledetto lo era già di suo e il fatto che amasse anche le corse non rende poi così sorprendente la sua dipartita, avvenuta il 30 settembre del ’55 a soli 24 anni mentre sulla sua Porsche 550 Spyder ribattezzata “Little Bastard” stava andando in California. Dove, per la cronaca, avrebbe preso parte a una gara in barba al monito della sua casa di produzione, la Warner Bros, che glielo aveva proibito proprio per timore di incidenti.

Porsche 550 Spyder di James Dean

La leggenda oscura dell piccola Porsche, altrimenti protagonista di grandi successi sportivi, è però arrivata dopo la morte nemmeno troppo sorprendente dell’attore. La carcassa, recuperata e utilizzata per una campagna di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale, è infatti stata protagonista di numerosi altri ben più strani incidenti durante i trasporti o gli spostamenti, in cui sono rimaste ferite o addirittura uccise diverse persone.

I resti, rispediti infine a Hollywood in treno, non sono mai giunti a destinazione, scomparsi - o più probabilmente trafugati - durante il tragitto e mai più rintracciati, aggiungendo un ultimo mistero irrisolto alla inquietante storia della "Little Bastard".

La Lincoln Continental di JFK

L’assassinio del 35° p\residente degli Stati Uniti durante la sfilata del 22 novembre 1963 a Dallas, è un episodio ancora in parte avvolto dal mistero, non tanto per le modalità quanto per i retroscena. Sull’auto, una speciale variante della Lincoln Continental del ’61 siglata SS-X-100 aleggia però una leggenda nata proprio dopo l’attentato.

Lincoln Continental di JFK
Lincoln Continental di JFK

La vettura fu infatti utilizzata ancora peer qualche anno, provvedendo però a migliorare la sicurezza con varie blindature e una copertura trasparente antiproiettile che le valse il soprannome di “Bubble limousine”, prima di finire nel Museo Ford in Michigan.

Tuttavia, negli anni più di un testimone ha giurato di aver visto una strana ombra seduta sul sedile posteriore, nella posizione occupata da Kennedy quando fu ucciso. Suggestione?

Lincoln Continental di JFK

Le Dodge 330 di Old Orchard Beach

Avete presente l’espressione “auto nata male”? Questo modello ne è la rappresentazione, perché la sua cattiva reputazione riguarda in parte l’intera produzione e in parte alcuni specifici esemplari. La Dodge 330 fu prodotta tra il 1962 e il 1964 in poche migliaia di esemplari, e pare fosse anche piena di difetti e problemi che la fecero ritirare dal mercato in appena due anni.

Dodge 330

Tre esemplari furono acquistati dalla polizia del comune di Old Orchard Beach, ma rivelarono diverse anomalie come irregolarità nel funzionamento del motore e nella tenuta in curva, oltre a parti difettose quali cinture e sportelli che si sganciavano in movimento.

I tre agenti a cui furono affidate le auto finirono persino incriminati per alcuni incidenti, si dice oltre trenta, in cui perirono anche diversi animali domestici e selvatici, fino a che la polizia decise di dismetterle.

Qui inizia la parte più agghiacciante della leggenda, perché pare che le tre vetture passate in mano a privati abbiano causato una serie di morti ancora più strane che ammonterebbero a diverse decine.

Una in particolare, riverniciata in oro e soprannominata “Golden Eagle”, è ritenuta causa della morte di diversi animali e persone per via di bizzarri malfunzionamenti, spingendo addirittura al suicidio uno degli ultimi proprietari.

L’ultimo la tiene attualmente ferma nel suo giardino, nascosta alla vista dalla vegetazione. Si dice che sia stata proprio lei ad ispirare a Stephen King il romanzo "Christine" da cui è stato tratto il celebre film del 1983.

Dodge 330

La “Black Volga”

La “macchina nera” dell'omonimo film del '71 non è stata del tutto un'invenzione cinematografica perché qualcosa del genere esiste dagli Anni ’60 nell’Europa dell’est dove tuttora è al centro di una terrificante leggenda locale.

The Black Volga

I racconti parlano di una GAZ 21 Volga - modello molto popolare in Russia e dintorni - nera con cerchi bianchi e tendine ai finestrini che nascondono gli occupanti. Quest’auto sarebbe responsabile di molte uccisioni e della sparizione di diversi bambini tra Polonia, Ungheria, Russia Ucraina, Bielorussia, Grecia e persino Mongolia.

Dietro il mito si celano probabilmente alcuni probabili fatti reali, come l’attività di elementi deviati della polizia segreta, loschi traffici di organi o altro ancora. Questo spiegherebbe anche il fatto che l’auto, in alcune delle moltissime versioni della leggenda, non sia una 21 ma una 24 - modello successivo - e in tempi più recenti una vettura occidentale, Mercedes o BMW.

The Black Volga

La Graf&Stift di Francesco Ferdinando

Meno famosa della Lincoln di Kennedy (peraltro l’unica a non aver fatto direttamente vittime), la torpedo su cui nel 1914 fu ucciso l’erede al trono dell'impero austroungarico, episodio che scatenò la Prima Guerra Mondiale, ha in realtà una fama molto peggiore.

Graf&Stift di Francesco Ferdinando

Si tratta di una 28/32 CV, modello di pregio costruito dalla viennese Graf&Stift nel 1911, che dopo il clamoroso episodio passò di mano diverse volte accompagnata in ciascun caso da incidenti fatali.

Certo, parliamo di un’epoca in cui scarsa sicurezza e poca esperienza dei conducenti avevano senz’altro un ruolo attivo in numerosissime tragedie, tuttavia si dice che ben 13 dei 15 proprietari successivi siano morti in modo violento a bordo o a causa dell’auto, che oggi è conservata nel Museo di Storia Militare di Vienna.