Biagini Passo, la Golf 4x4 Cabrio un po' italiana
La meccanica della Country, la carrozzeria della MkI e un po' di estro italico. Esclusiva all'esordio, oggi semplicemente rara
In quasi 50 anni e otto generazioni, la Volkswagen Golf ha assunto davvero tutte le fisionomie e le forme che le mode succedutesi nel corso della sua carriera le hanno suggerito. E quello che non ha osato fare Volkswagen lo hanno proposto tuner, preparatori e carrozzieri, dando vita ad un sottobosco di varianti praticamente sconfinato.
Una di queste elaborazioni è tornata momentaneamente sotto i riflettori lo scorso anno, ricordata dalla stessa Casa tedesca che un anno fa ne ha celebrato il 40° anniversario. Parliamo della Biagini Passo, un'insolita 4x4 decapottabile basata sulla Golf County e costruita in piccola serie.
Speciale già nella base
A rendere particolarmente degna di attenzione la Passo è il fatto che essa traeva origine da un modello a sua volta piuttosto insolito: la Country era infatti una variante della Golf di seconda generazione che anticipava in molte delle sue caratteristiche la formula delle moderne "cross country", fatta eccezione per la carrozzeria che era quella della berlina a 5 porte.
Le specifiche includevano un assetto rialzato di ben 6 cm (più della media delle "cross" moderne a dirla tutta) con sospensioni rinforzate, la trazione integrale semipermanente Syncro e un allestimento dalla forte caratterizzazione offroad che includeva non soltanto le piastre inferiori ma anche la griglia di protezione anteriore, fari supplementari e la ruota di scorta sul portellone.
Uno strano "ibrido"
Su questa base, in quello stesso 1990 la carrozzeria Biagini ha sviluppato il progetto per una derivata ancora più speciale: Passo era infatti una decapottabile ed era stata realizzata adattando sul telaio della Country completo della meccanica originale, con motore 1.8 da 98 CV, la scocca della Golf Cabriolet di prima generazione ulteriormente modificata nel frontale e con fanalerie personalizzate attingendo a componenti di varia provenienza.
Destinata soprattutto ai mercati dell'est europeo, la 4x4 aperta by Biagini era assemblata ad Atessa, vicino a Chieti, nello stabilimento in cui veniva prodotta la ACM, una variante della fuoristrada rumena ARO 10. Così come quest'ultima, tuttavia, anche Passo non ha avuto il successo sperato: i dati sull'effettiva produzione non sono noti, ma si parla al più di poche centinaia di unità (circa 300 secondo alcune fonti, molte di meno secondo altre) assemblate in nemmeno 2 anni.
A rischio estinzione
Ancora più rare quelle sopravvissute ai giorni nostri, anche per via della scarsa protezione dalla ruggine che ha senz'altro condannato una parte consistente dei pochi esemplari esistenti alla rottamazione, senza per questo rendere eccessivamente preziosi quelli rimasti. Difficile, comunque, fare una stima, perché oggi anche le ricerche a tappeto presso i principali siti di compravendita di usato non ne restituiscono traccia nemmeno a livello continentale.
Del resto, anche la stessa Golf Country che le faceva da base non si può dire abbia avuto una carriera lunga, essendo stata tolta di listino già nel '91 dopo aver totalizzato poco meno di 8.000 esemplari.
Fotogallery: Biagini Passo, la 4x4 "ibrida"
Consigliati per te
Clienti impossibili e mestiere: parte "Il Bar del Lunedì"
La nuova Jaguar si chiamerà così
Il camper pronto per una spedizione in Islanda si può comprare
Grande Panda manuale: solo benzina a 14.900 euro (al lancio)
Diciamo addio alla Volkswagen Touran, la storica monovolume
Il massimo per Cupra Formentor? Il SUV 5 cilindri da 635 CV di Abt
In arrivo una Volkswagen Polo da 285 CV, la ID. Polo GTI Clubsport