Dai battilastra all'hi-tech: l'evoluzione tecnologica delle supercar
Una volta la produzione era affidata agli artigiani. Ora servono team di specialisti per realizzare i capolavori della Motor Valley
Creatività e ingegno non bastano: ormai, per produrre una supercar serve un vero team di esperti. Sembrano lontani i tempi in cui venivano coinvolti solamente gli artigiani specializzati. Questo però significa che le auto sono sempre più veloci e, soprattutto, sicure. Ecco come sono cambiati i metodi di produzione e come nascono i bolidi della Motor Valley.
Un progetto sempre più complesso
Un tempo realizzare le supercar era molto più semplice. Non c’erano tecnologie estreme, regolamenti complessi o anche solo il marketing. La produzione era affidata principalmente ad artigiani e al caro vecchio "olio di gomito". Una delle figure più importanti era quella dei battilastra, il cui nome spiega esattamente la loro mansione. Questi ultimi plasmavano le forme dell'auto battendo letteralmente le lastre d'acciaio fino a raggiungere il risultato finale.
Oggi far uscire un’auto dalla fabbrica è molto più complesso. Si parte sempre da un bozzetto, ma non tanto su carta, quanto su personal computer. I designer, però, non possono sbizzarrirsi ed essere completamente creativi.
Nel corso del loro lavoro devono interfacciarsi con tanti altri esperti. Le forme dell'auto, infatti, devono rispettare regole precise in materia di sicurezza ed essere anche studiare per alloggiare tutta la componentistica e i collegamenti elettrici.
L'idea prende vita
Una volta superata la fase embrionale del progetto, l'auto iniziare a prendere letteralmente vita. Da un file su PC si passa ad un prototipo in argilla e ai test nella galleria del vento.
Un'auto efficiente dal punto di vista aerodinamico è più veloce e consuma meno carburante. Quest'ultimo aspetto sarà sempre più rilevante in futuro, in cui l'obiettivo sarà aumentare prestazioni e autonomia delle vetture elettriche. Ferrari e Lamborghini, infatti, hanno già annunciato che nei prossimi anni vedremo i primi modelli full electric.
Esauriti i test "statici" si passa al "matrimonio" tra la carrozzeria e il powertrain. A seguire, ci sono migliaia di chilometri di collaudi su strada rigorosamente mimetizzati per “disorientare” gli appassionati e i media.
Dopo la presentazione ufficiale, è tempo della produzione dei primi esemplari e della consegna ai fortunati proprietari. Insomma, la Via Emilia non è solo la strada "più veloce del mondo", ma anche un vero e proprio laboratorio di innovazioni e tecnologie.
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