Il governo ha allo studio un fondo per la riconversione dell'industria dell'automotive. "È uno dei temi sul tavolo nazionale per accompagnare dieci anni di trasformazione", ha spiegato il vice ministro allo Sviluppo economico, Gilberto Pichetto, nel corso di un convegno sul futuro del settore promosso a Torino dalla Fim.

Il fondo, ha aggiunto Pichetto, dovrebbe avere una dotazione di 300-400 milioni l'anno. "Non possiamo usare la cassa integrazione ordinaria o straordinaria, i contratti di sviluppo. Siamo di fronte alla fine di un prodotto", ha osservato il vice ministro. "Prodotto che riguarda una massa di imprese. Bisogna accompagnare i lavoratori a professionalizzarsi e a fare la trasmigrazione e aiutare le imprese che vogliono cambiare mestiere a farlo".

Per Pichetto poi, la dotazione del fondo potrebbe essere integrata con parte delle risorse per gli incentivi all'endoterrmico che «dal 2023 non avranno più senso».

Stellantis: non a breve una soluzione per i chip

Al convegno è intervenuto anche Davide Mele, vice direttore operativo del mercato Enlarged Europe di Stellantis, spiegando che per la crisi dei chip "non ci sarà una soluzione nel breve tempo" e che l'azienda "è obbligata a prendere decisioni contingenti. Stiamo mettendo attenzione massima per individuare le azioni da mettere in piedi, ma non si trova una soluzione da un giorno all'altro. Lavoriamo 24 ore al giorno ma dobbiamo gestire la contingenza temporanea, dobbiamo adattare la nostra competitività allo stato attuale della fornitura".

Nonostante tutto, ha aggiunto, "continuiamo nel nostro impegno di investimenti e puntiamo al raggiungimento degli obiettivi della fusione. Il piano da 5 miliardi per l'Italia sarà implementato, mentre il piano al 2030 è in fase di sviluppo, si procederà per step, che saranno condivisi con la massima trasparenza".

Oggi Stellantis ha annunciato un nuovo stop produttivo, fino a martedì 21 settembre, per la Sevel di Atessa, la maggiore fabbrica di veicoli commerciali d’Europa.