Quando ci si interroga su come ridurre le emissioni di anidride carbonica che stanno intossicando l'aria, spesso ci si trova davanti a soluzioni pioneristiche fra le più disparate. Non tutti invece pensano alla soluzione naturale che lo stesso pianeta Terra creò 420 milioni di anni fa (significa quasi 200 milioni di anni prima dei dinosauri) per ridurre l'anidride carbonica: gli alberi.

Ecco perché Brembo, che quest'anno compie 60 anni di attività, ha sfruttato l'occasione per un festeggiamento green e per fare del bene all'atmosfera, piantando una foresta di oltre 14.000 alberi in Kenya, nella regione del Lago Vittoria.

Vantaggi ambientali e sociali

La potenzialità degli alberi è sorprendente: i 14.000 alberi piantati da Brembo in Kenya saranno in grado di assorbire oltre 7.000 tonnellate di anidride carbonica nell'arco di dieci anni e al contempo creeranno ossigeno respirabile. Questa foresta fa parte del piano carbon neutral di Brembo, che punta a diventare priva di emissioni inquinanti entro il 2040.

In più l'azienda ha aderito all'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile dell'ONU: è un programma d'azione per le persone, per il pianeta e per la prosperità sottoscritto nel 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell'ONU. Gli obiettivi dell'Agenda, lo ricordiamo, sono 17, per un totale di 169 "target" che vanno raggiunti entro il 2030. La foresta di 14.000 alberi di Brembo contribuisce al completamento di 10 obiettivi sui 17 totali, portando benefici sia ambientali che sociali.

Sì, anche sociali, perché la foresta è composta da una combinazione di specie da fusto e specie da frutto, creata in funzione delle esigenze del territorio. Grazie alla collaborazione con una ONG locale, il progetto coinvolgerà circa 1.300 contadini che si occuperanno di gestire e curare la foresta - sin dalla sua piantagione - oltre a fornire frutta fresca "a chilometro zero" per le popolazioni locali.

Cristina Bombassei, Chief CSR Officer di Brembo, è entusiasta di poter agire attivamente in modo sostenibile per l'ambiente e per il sociale:

"Questo progetto forestale è coerente con gli obiettivi emersi dalla Cop26 di Glasgow, ed è la dimostrazione che, anche tra realtà differenti, la crescita sostenibile è un obiettivo possibile grazie alla cooperazione.

In Brembo abbiamo una forte cultura della sostenibilità, che si concretizza nell'uso razionale delle risorse, nel riciclo dei materiali, nella riduzione delle emissioni e nello studio per la realizzazione di prodotti sempre più eco-friendly.

La foresta diventa parte di questo nostro impegno globale, con il quale abbiamo voluto cogliere l'impulso delle Nazioni Unite che invitavano non solo i governi e gli individui singoli, ma anche le aziende ad avere un ruolo attivo nella sfida contro il cambiamento climatico".

Ovviamente la natura non ha creato gli alberi con lo scopo di "pulire l'atmosfera dall'anidride carbonica per aumentare l'ossigeno", e anzi erano - e sono tutt'ora - una forma di vita che si nutre di luce e CO2 con l'ossigeno come "scarto".

All'epoca l'anidride carbonica era molto presente nell'atmosfera: per noi sarebbe stata invivibile, ma una vita basata sulla CO2 avrebbe prosperato. Da qui la nascita delle prime foreste, nel periodo Devoniano (tra 420 e 350 milioni di anni fa).

Sta di fatto che per noi l'ossigeno è vita e il nostro "scarto" è il nutrimento degli alberi, dunque sarebbe un peccato non approfittarne facendo del bene alle persone e al pianeta in un colpo solo.