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Pubblicità auto: in Francia dovranno essere più “sostenibili”

Dal 1° marzo 2022 tutti gli spot di auto in Francia dovranno suggerire modi alternativi per muoversi in città. Non mancano le polemiche

Bicicletta a Parigi

La Francia sta lavorando tanto nell’ambito dell’ecosostenibilità. Anche se, al momento, il Paese non ha imposto uno stop ai motori termici dal 2035 in poi (come fatto da alcune nazioni come l’Italia), negli ultimi anni il governo ha introdotto sempre più leggi per indirizzare i cittadini verso scelte più responsabili verso l’ambiente.

L’ultimo provvedimento in ordine cronologico è forse uno dei più curiosi: dal 1° marzo 2022 tutte le pubblicità delle auto dovranno “cambiare”.

La legge

Secondo quanto riportato da France 24, la legge prevede che tutte le pubblicità di auto mostrate in televisione, radio, stampa e online dovranno proporre messaggi specifici per indurre i cittadini a utilizzare il meno possibile le quattro ruote. In particolare, le Case dovranno far riferimento al car sharing, al trasporto pubblico o suggerire di usare la bici o camminare per percorrere brevi distanze.

Inoltre, ogni pubblicità (tranne quelle trasmesse in radio) dovranno includere lo slogan #SeDéplacerMoinsPolluer, ossia “in movimento con meno inquinamento”. Chi non rispetterà l’obbligo riceverà una multa fino a 50 mila euro per ogni spot mostrato.

La stretta francese

Alcuni marchi hanno mostrato qualche perplessità su questo provvedimento. Ad esempio, Lionel French Keogh, il ceo della divisione francese di Hyundai, ha sottolineato che la legge non distingue tra modelli elettrici e con motore termico mettendo le due alimentazioni sullo stesso piano.

Secondo Keogh si rischia di demonizzare ulteriormente le auto e produrre così effetti negativi sulle campagne di elettrificazione delle Case.

In generale, comunque, la Francia ha in programma una forte stretta sulla comunicazione dei modelli più “inquinanti”. Addirittura, dal 2028 i marchi non potranno pubblicizzare tutti i modelli che emettono più di 123 grammi di CO2 al km. Insomma, secondo Parigi tutto parte da una corretta comunicazione.