Compreremo auto cinesi, come abbiamo fatto con le giapponesi e le coreane?
Le macchine cinesi sono solo delle "cinesate", o faranno concorrenza alle europee come in passato fecero le giapponesi e le coreane?
In questi giorni avrete sentito parlare spesso del Salone dell'auto di Pechino 2026, di tutte le novità che sono state presentate e delle tendenze che sembrano emergere per quel che riguarda motori, tecnologia e prezzi. Sono state fatte diverse analisi su come si svilupperà il mercato dell'auto, visto che stanno per arrivare sempre più modelli non solo con motorizzazioni 100% elettriche, ma anche con motori ibridi e - in qualche caso - solo termici.
Tornando dalla trasferta in Cina, quindi, ho pensato a come sono state "accolte" le auto cinesi in Italia fino ad ora e a cosa succederà da adesso in poi. Riflettendo anche su cosa è successo in passato con le auto giapponesi e coreane.
I pregiudizi sulle auto cinesi
Le auto cinesi esportate sul nostro mercato non sono più soltanto elettriche, questo lo si è capito da un po' di tempo a questa parte. E non sono più nemmeno soltanto auto costruite in economia, anche questo ormai è chiaro.
Jaecoo 8
Leapmotor B05 (2026)
Di SUV e crossover con un un marchio cinese, infatti, se ne vedono sempre di più nelle nostre strade. E capita spesso di sentire le persone parlare di queste auto, per il fatto che - quasi sempre - costino meno delle concorrenti ma con dotazioni più complete; o anche per i dubbi sulla qualità, sull'assistenza, sui ricambi.
Ma non erano discorsi che si facevano anche negli anni '90, con le prime auto coreane che si presentavano sul mercato? E prima ancora, negli anni '80, quanto ci hanno messo le auto giapponesi a convincere i clienti europei?
Kia Sportage Black Edition (2026)
Toyota Yaris Cross GR Sport (2026)
Le cinesi non sono più solo elettriche
Il confronto fra queste tre industrie automobilistiche asiatiche, finora, è stato preso poco in considerazione. Un po' perché inizialmente le auto cinesi sembravano puntare tutto sulle motorizzazioni elettriche, e un po' anche per il pregiudizio diffuso sulla differenza di qualità con le cugine giapponesi e coreane.
Ora che però anche i cinesi propongono motori ibridi o termici e che gli standard costruttivi si stanno allineando, viene da chiedersi se in Italia si assisterà a una diffusione sul mercato simile a quella che ha interessato le auto giapponesi e coreane.
La nuova Omoda 5
Garanzie di 7-8 anni e oltre 150.000 km
Sembrerebbe proprio di sì, anche perché le auto cinesi stanno offrendo garanzie di 7-8 anni e a volte più di 150.000 km. Proprio come fecero per primi i costruttori giapponesi e coreani. E perché anche i cinesi, come hanno fatto in passato i loro parenti orientali, iniziano a sviluppare e mettere a punto le loro auto con tarature dedicate alle abitudini degli europei per quel che riguarda la risposta delle sospensioni o dello sterzo.
Su certi aspetti stanno persino anticipando delle modifiche regolamentari che molti di noi vorrebbero vedere in Europa, come nel caso del divieto per le maniglie delle porte solo elettriche o del ritorno all'utilizzo di più tasti fisici all'interno degli abitacoli.
In Cina la BMW iX3 ha maniglie differenti rispetto alla versione europea per rispettare le nuove leggi
Dall'Asia all'Europa, passando dagli USA
E se le auto cinesi potessero essere vendute anche negli USA? Be', proprio come è successo con le giapponesi e le coreane, probabilmente questo le farebbe affermare anche sul mercato europeo. Soprattutto per quel che riguarda i SUV e i veicoli 4x4 in generale, con le motorizzazioni ibride plug-in e range extender che in Cina sono state sviluppate per il vantaggio competitivo nel settore delle batterie.
Del resto, anche le full hybrid - soprattutto di Toyota e Honda - sono state apprezzate prima negli Stati Uniti, per poi sbarcare in Europa, dominando buona parte dei segmenti di mercato. E il discorso vale anche per marchi premium come Lexus e, più di recente Genesis per quel che riguarda il gruppo Hyundai: anche in questo caso dall'Asia si è passati in America, prima di arrivare in Europa.
Genesis GV70 2026
Lexus RZ (2026)
Made in China: risparmio o qualità?
Questo non vuol dire che tutto si ripeterà per forza allo stesso modo. Ma non è vero nemmeno che le auto cinesi sono delle "cinesate", non paragonabili per qualità alle giapponesi e coreane che molti europei comprano e apprezzano. Al momento manca ancora un po' di personalità al design esterno e all'architettura degli abitacoli, che rendono un po' tutte uguali tra loro le auto Made in China. E c'è anche la questione dei marchi, che sono tanti e poco differenziati tra loro, per essere percepibili agli occhi dei consumatori europei.
Omoda 5 SHS-H (2025)
Lepas L6
Ma a livello di nuove soluzioni tecniche e di posizionamento di prezzo in rapporto ai contenuti, sembra proprio che l'arrivo delle auto cinesi stia obbligando i costruttori tradizionali europei a doversi rimboccare le maniche per stare al passo. Proprio come è accaduto in passato con la concorrenza dei giapponesi e dei coreani.
Consigliati per te
Il taglio delle accise è stato prolungato, di nuovo
La nuova BMW Serie 7 che non può andare in autolavaggio
IBM e Dallara: è accordo, così l’AI accelera la progettazione
La Mazda2 Hybrid si aggiorna
Ecco chi guiderà lo sviluppo delle nuove Lamborghini
Volkswagen: "E-fuel? Forse una nicchia, mentre cinesi e elettrico..."
Furgoni, marzo 2026 torna positivo, ecco i più venduti