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Da un aereo a un'auto, l'incredibile motore da 47 litri. Video

Il motore BMW da 47 litri derivato da un aereo degli anni ’20 è il più grande ad essere stato montato su un’auto. Percorre 1 km/l

La storia della BMW Brutus, l'auto col motore più grande del mondo

Oggi spesso il mondo dell’auto s’ispira all’aviazione per concepire design e soluzioni per l’abitacolo. Un tempo, però, era esattamente il contrario. Negli primi anni del Novecento, la battaglia per il dominio tecnologico non era sulle strade, ma nell’aria.

BMW, Mercedes, Rolls-Royce: ognuno di questi costruttori aveva elaborato il suo motore per gli aerei da guerra. In quest’epoca, i V12 erano più frequenti negli hangar che nelle concessionarie e tra questi c’era il mastodontico BMW VI, un propulsore di 510 kg lungo 1,8 metri da 45,84 litri concepito nel 1926.

Cosa sarebbe successo se fosse stato montato su un’automobile? Per scoprirlo, si è dovuto aspettare il 2006.

Il progetto

Nel 2002 un addetto dell’Auto-Technik Museo di Sinsheim, in Germania, ritrovò questo motore aeronautico in una discarica spagnola. Derivato da un Heinkel He 11, inizialmente il propulsore avrebbe dovuto essere esposto al Museo, ma il direttore Hermann Layher aveva piani ben più ambiziosi.

Nel 2006 il numero uno del Museo ordinò la realizzazione di una vettura utilizzando proprio questo incredibile ammasso di bielle e pistoni.

Nonostante i presupposti folli del progetto, Layher trovò una serie di appassionati disposti a dargli una mano e a dare vita alla Brutus, un vero mostro su quattro ruote. Come base fu usato il telaio American LaFrance recuperato da un camion dei pompieri del 1907 e fu aggiunta una trasmissione a tre rapporti che sfrutta un sistema a catena.

Alla fine, l’auto da 2,5 tonnellate era davvero capace di muoversi. E anche velocemente, seppur in modo molto goffo.

“Supercar” a modo suo

Il pilota veterano gallese Roger Collings è riuscito a portare la BMW Brutus fino a 200 km/h mettendo insieme discrete dosi di coraggio e d’incoscienza, visto che l’auto frena solamente con le ruote posteriori e che non esiste una reale protezione tra il guidatore e il motore.

Senza contare che l’immensa coppia e la ripartizione dei pesi completamente sbilanciata rende la vettura incontrollabile se non si dosa con cautela l’acceleratore.

Naturalmente, il motore è stato adeguatamente rivisto per l’utilizzo su un’auto. La cilindrata è stata aumentata a 47 litri netti (o quasi 6 motori 8.0 W16 della Bugatti Chiron, se preferite) con una potenza che è passata da 500 a 750 CV raggiunti a 1.700 giri al minuto.

L’auto, provata anche da Jeremy Clarkson nel corso di una puntata di Top Gear, sbuffa letteralmente benzina e olio. E, come si può immaginare, non è esattamente attenta ai consumi, dato che si stima che percorra meno di 1 km/l.

Non è comunque un problema per un’auto destinata a trascorrere la maggior parte del suo tempo in esposizione al Museo di Sinsheim, salvo qualche saltuaria partecipazione ad eventi e manifestazioni.