Tra presente e futuro delle hypercar più estreme al mondo, Mate Rimac, il 34enne ceo di Bugatti Rimac ha raccontato i piani e le ambizioni dell’alleanza nel corso di una lunga intervista ad Automotive News Europe.

L’amministratore delegato della neonata partnership franco-croata ha presentato alcuni retroscena sullo sviluppo della Rimac Nevera e ha anticipato l’evoluzione dei prossimi modelli firmati Bugatti.

Progetti in espansione

Partendo dall’hypercar elettrica, la sua produzione è stata fortemente minata dalla crisi dei chip. Rimac ha assicurato che i primi esemplari raggiungeranno i clienti entro due mesi, ma lo sviluppo è stato particolarmente difficile: “

“Anche se stiamo parlando di un modello a tiratura limitata, è pur sempre un progetto complesso. Buona parte delle componenti hardware e software viene prodotta internamente e abbiamo dovuto procurarci migliaia di componenti. Per un processore che fino a qualche tempo fa valeva un dollaro, abbiamo dovuto spendere 10, 20, 50 o, in alcuni casi, anche 100 dollari, solo per evitare di interrompere completamente la produzione”.

Il neonato Rimac Group ha una capacità produttiva di 50 Nevera e 80 Bugatti all’anno e ha piani per passare da 1.500 a 10.000 dipendenti nei prossimi anni. Niente male se si pensa che nel 2011 uno staff di sole 8 persone presentarono il primo concept Rimac realizzato in appena 8 esemplari:

“Oltre alla creazione di supercar, abbiamo avviato Rimac Technology che fornisce componenti a tante Case in tutto il mondo. Produciamo 200 batterie per Koenigsegg, 150 per l’Aston Martin Valkyrie e stiamo lavorando per incrementare l’output fino a centinaia di migliaia di unità elettriche all’anno. E non parliamo solo di batterie, ma anche powrertrain, sistemi d’infotainment e altre componenti fondamentali in un’auto elettrica”.

Le Bugatti del domani

Da sempre il business di Mate Rimac ha ruotato intorno all’elettrico. Con Bugatti, però, la questione sarà diversa:

“I successi di Bugatti degli ultimi 20 anni si sono basati sul pazzesco propulsore W16. Per noi sarebbe facile creare un’auto simile alla Nevera e sbatterci sopra il logo Bugatti, ma non è mai stata la mia volontà. Sono a favore delle elettriche pure, ma la prossima Bugatti sarà equipaggiata con motori termici altamente elettrificati, i quali saranno sviluppati in modo finanziariamente sostenibile.

Creeremo dei modelli eccezionali e unici sul mercato senza spendere miliardi. E abbiamo tempo per farlo visto che Bugatti è sold out fino al 2025, anche grazie al grande lavoro dell’ex ceo Stephan Winkelmann”.