Roma, da novembre stop alle auto più inquinanti in Fascia Verde
Dal primo del mese, vietata la circolazione ai veicoli benzina fino a Euro 2 e a quelli diesel fino a Euro 3: lo dice il sindaco
Un “patto civico, che non si realizza da un giorno all’altro, ma che non è più rimandabile”. È con queste parole che il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, presenta l’ultima iniziativa per ridurre il traffico e l’inquinamento nella capitale: dal primo novembre, stop alla circolazione dei veicoli Euro 2 a benzina ed Euro 3 a diesel nella Fascia Verde della città.
Ma non solo, perché nel 2023 si aggiungeranno altri limiti, che colpiranno gli Euro 3 a benzina e gli Euro 4 a gasolio. L’annuncio è arrivato durante l’evento “Roma riparte, la città si connette”, all’Auditorium Parco della Musica.
Meno auto, più bus
Si tratta di un nuovo giro di vite, che segue quello entrato in vigore il 1° novembre scorso e che diceva basta ai motori benzina Euro 0 ed Euro 1 e a quelli diesel da Euro 0 a Euro 2. La scadenza era fissata al 31 ottobre 2022, ma ora sappiamo che la stretta successiva sarà ancora più severa.
“C’è una quota alta dell’uso dell’auto a Roma e bisogna introdurre misure di disincentivo all’abuso, non all’uso, della vettura privata”, sono le frasi con cui il sindaco giustifica la misura. Gualtieri spiega poi quali saranno le mosse successive per andare incontro ai cittadini costretti a lasciare i veicoli in strada o in garage: “L’ipertrofia nell’uso dell’auto va contrastata con un’offerta del trasporto pubblico”.
Il sindaco è infatti consapevole che “le automobili sono utilizzate un po’ per abitudine, ma molto per necessità”: la circolazione di circa “un milione di vetture al giorno” è anche “frutto di un deficit del trasporto pubblico”. Cambiare la mobilità in città servirà a “restituire il tempo e dare più qualità alla vita delle persone”.
Tesoretto di 4 miliardi
È anche per questo motivo che, tra dicembre 2024 e gennaio 2025, verrà istituita una “pollution o congestion charge”, dove si potrà accedere “soltanto a pagamento”, anche se il primo cittadino ipotizza “un certo numero di ingressi liberi per tutti”.
A disposizione della capitale ci sono 3,9 miliardi di euro, che verranno investiti in nuove fermate della metropolitana, altre quattro tranvie e mobilità dolce fino al 2026. Poi, assicura Gualtieri, arriveranno altri fondi, per coprire gli anni che porteranno al 2030.
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