La foresta Iveco? Va dal Polo Nord al Polo Sud
I progetti di riforestazione e compensazione della CO2 a cui Iveco ha aderito in vari Paesi hanno già superato i 7.000 alberi piantati
La lotta alle emissioni si porta avanti in diversi ambiti, da quello più diretto dei prodotti, con elettrificazione e alimentazioni alternative, ai piani per l'efficientamento delle fabbriche fino alla compensazione con progetti a favore della biodiversità
Iveco è tra costruttori che hanno affiancato all'impegno per la sostenibilità delle attività la partecipazione a progetti di riforestazione e ampliamento delle aree verdi con cui l'industria compensa parte delle sue emissioni di anidride carbonica. Ad oggi, con vari progetti in diversi Paesi ha già totalizzato oltre 7.000 alberi, che piantati ad appena 7 metri uno dall'altro sarebbero sufficienti a coprire la distanza tra Polo Nord e Polo Sud.
Tre iniziative in tre Paesi
Il colosso dei mezzi pesanti ha deciso di legare la sua politica commerciale per i mezzi a gas naturale e biogas, che offre da anni con specifiche versioni dei suoi prodotti di punta Stralis e S-Way, l'adesione al progetto "Plant the Future" e la creazione di una Foresta Iveco diffusa in diversi paesi del mondo.
In Italia, Iveco ha stretto una partnership con la piattaforma e-commerce Treedom con la quale ha piantato 300 alberi di cui 30 in Basilicata, 50 nella foresta dedicata al Biogas Wipptal e 50 nei comprensori di GLS Italia.
In Polonia, il marchio ha invece stretto una partnership con Ecobal, un'organizzazione dedicata alla protezione delle foreste, per piantare 5.000 alberi su un sito di 5 ettari a Dwukoły per aumentare la biodiversità dell'area e supportare la compensazione delle emissioni di Co2.
In Germania, invece, le la Casa ha un diverso progetto che prevede sia piantato un nuovo albero per ogni esemplare di S-WAY Natural Gas venduto e uno per ogni Stralis NP usato che viene rimesso in servizio. Questa iniziativa, condotta con il progetto Plant-my-tree ha già collezionato 2.100 nuovi alberi.
A questi se ne aggiungeranno circa 700 in vari paesi dell'Africa, Asia e America Latina, uno per ogni motore rimesso a nuovo dal programma Iveco Regen.
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