Parte la Settimana europea della mobilità sostenibile, in calendario da venerdì 16 a giovedì 22 settembre. Dedicata alle “Migliori connessioni”, l’edizione 2022 dà occasione al Governo per fare il punto sui risultati portati a casa in un anno e mezzo di lavoro e sulle basi gettate per il futuro, quando sull’esecutivo Draghi calerà il sipario.

Ammontano a oltre 94 miliardi di euro gli “investimenti aggiuntivi” messi in campo dal ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili (Mims) in questi 18 mesi di operato. Un tesoretto che arriva dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), dal Piano nazionale complementare (Pnc), dall’ultima legge di Bilancio e dall’anticipazione del Fondo sviluppo e coesione (Fsc).

Fino a 280 miliardi

I fondi, ricorda il dicastero, finanzieranno la realizzazione di 700 chilometri di ferrovie ad alta velocità e di linee regionali, soprattutto al Sud; 216 chilometri di nuove metro, tranvie e busvie nelle città; 1.800 km di piste ciclabili urbane ed extraurbane e nuove connessioni e potenziamenti ferroviari con 11 porti e 13 aeroporti.

E poi la manutenzione di 2.000 chilometri di strade provinciali e regionali; acquisti di nuovi treni passeggeri e merci, in particolare nel Meridione; rinnovo di 55 stazioni ferroviarie al Sud; acquisto di circa 5.000 autobus ecologici per rimpiazzare quelli più inquinanti e costruzione di decine di stazioni di ricarica elettrica e a idrogeno sulle autostrade.

Opere previste

  • Ferrovie: 700 km
  • Metro, tranvie e busvie: 216 km
  • Piste ciclabili: 1.800 km
  • Collegamenti porti e aeroporti: rispettivamente 11 e 13
  • Manutenzione strade: 2.000 km
  • Rinnovo stazioni: 55
  • Autobus: 5.000

Ma non finisce qui, perché il Governo fa sapere che lascia in eredità investimenti programmati per i prossimi 10 anni dal valore di quasi 280 miliardi di euro, di cui 209 “già disponibili”, come risulta dall’Allegato Infrastrutture al Def.

“Nello specifico, le risorse sulla mobilità urbana che possono essere utilizzate nell’immediato e per i prossimi dieci anni per il potenziamento del trasporto rapido di massa nelle città sono pari a 8,7 miliardi di euro, per l’acquisto di autobus a basse emissioni (elettrici, idrogeno, metano) sono previsti stanziamenti per complessivi 3 miliardi di euro, per l’acquisto di treni passeggeri e merci 600 milioni di euro e per il potenziamento e lo sviluppo delle ciclovie urbane ed extraurbane sono previsti 600 milioni”.

“In particolare, le risorse del Pnrr devono essere investite entro il 2026, anno in cui dovranno essere state realizzati 500 chilometri di piste ciclabili urbane, circa 200 chilometri di linee per il trasporto rapido di massa e acquistati circa 3.000 autobus a emissioni zero”.

“Approccio nuovo”

Per il titolare del Mims, Enrico Giovannini, gli interventi “mirano a creare non solo più connessioni sul territorio, ma anche a fornire un sistema più sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale”.

“La straordinaria quantità di risorse investite, le riforme adottate e le pianificazioni elaborate in questo anno e mezzo - insiste il ministro - consentiranno al nostro Paese di colmare molti dei ritardi accumulati negli anni e rendere il sistema della mobilità più sicuro, efficiente ed ecologico, riducendo le disuguaglianze tra Nord e Sud e tra aree urbane e aree interne.

Abbiamo disegnato una strategia di lungo periodo che mette al centro le persone e le loro esigenze di mobilità, le imprese e la loro capacità competere, l’ambiente e la resilienza alla crisi climatica”.

Il ministro Enrico Giovannini

Giovannini, che si prepara al cambio della guardia (qui il nostro speciale sulle elezioni 2022), rivendica anche un “nuovo approccio culturale alla mobilità sostenibile”, che anima non solo l’esecutivo, ma anche “Regioni, Province e Comuni”, oltre “agli operatori privati”. Una sensibilità “che all’inizio del 2021 non era così diffusa”.

“Analogo discorso – conclude Giovannini – vale per la digitalizzazione, con un’attenzione particolare al modello del “Mobility as a service” (Maas), per il quale il Governo finanzia lo sviluppo di soluzioni di mobilità integrata a Bari, Firenze, Milano, Napoli, Roma e Torino”.

Il documento pubblicato dal Mims