Dai prezzi medi all’app: cosa cambia all'auto col decreto Carburanti
Tra nuovi cartelloni e controlli anti-speculazioni, il Governo rivede i pieni di benzina e diesel: ecco le novità in arrivo
Il pieno all’auto sta per cambiare. Niente di rivoluzionario, sia chiaro. Ma qualcosa, da qui a poco, sarà diversa da prima. Per esempio l’aspetto delle stazioni di rifornimento; oppure i sistemi che ci permettono di scoprire i prezzi di benzina e diesel.
Tutto frutto del decreto Carburanti, sbarcato nell’Aula della Camera per la fiducia e la votazione finale verso la conversione in legge. Superato lo step a Palazzo Montecitorio, mancheranno poi il via libera del Senato e l’entrata in vigore del provvedimento. Intanto, però, il testo ha già preso forma, permettendoci di scoprirne i contenuti. Vediamoli.
Prezzi medi in città e autostrada
Sono soprattutto due le misure che interessano gli automobilisti. La prima riguarda i tabelloni con i prezzi self e servito dei carburanti, che adesso non saranno più soli. Insieme a questi, infatti, faranno la loro apparizione alcuni cartelloni, da esporre con “adeguata evidenza”, che riporteranno i cosiddetti “prezzi medi”.
Si tratta della “media aritmetica” (come specifica il Dl) dei costi di benzina e diesel, calcolata in base alla zona in cui sorgono le stazioni carburanti: per quelle in città o comunque fuori dalle autostrade, la media sarà regionale (che diventa provinciale se ci si trova nell’area di Trento e Bolzano); mentre, per quelle in autostrada, la media sarà nazionale. I prezzi verranno poi pubblicati sul “sito internet istituzionale” del ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit).
Alcuni prezzi dei carburanti in autostrada
Le medie si baseranno su dati indicati dai singoli benzinai, che saranno obbligati a comunicare i prezzi al dicastero ogni settimana o “al variare, in aumento o in diminuzione, del prezzo praticato”. Chi non rispetterà la norma riceverà una multa tra i 200 e i 2.000 euro.
“Ove la violazione degli obblighi di comunicazione sia reiterata per almeno quattro volte, anche non consecutive, nell’arco di sessanta giorni – si legge nel decreto –, può essere disposta la sospensione dell’attività per un periodo da uno a trenta giorni.
La sanzione di cui al primo periodo si applica, con i medesimi importi e modalità, anche in caso di violazione dell’obbligo di esposizione del prezzo medio (…). L’accertamento delle violazioni di cui ai precedenti periodi è effettuato dal Corpo della guardia di finanza”.
App, Mr Prezzi e buoni benzina
L’altra modifica importante riguarda la creazione di un’app ministeriale, che sarà “gratuita” e consentirà agli automobilisti di trovare tanto i prezzi medi quanto quelli praticati dai singoli benzinai, grazie ad “apposite funzioni di selezione”.
L'app per smartphone della Volkswagen Touareg
Spazio anche alle attività contro le speculazioni (finora più paventate che accertate). Sarà infatti compito del “Garante per la protezione dei prezzi” preparare, ogni tre mesi, una relazione sui costi dei carburanti. Tra le pagine, saranno “illustrate le variazioni rilevate nella filiera”.
“La relazione – aggiunge il provvedimento – è pubblicata nel sito internet dell’Osservatorio dei prezzi e delle tariffe del ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit)”.
Ultima, una specifica sui buoni benzina, ossia quei bonus carburanti da 200 euro che i datori di lavoro concedono una tantum ai dipendenti. Introdotti dal Governo Draghi e confermati dall’esecutivo Meloni per tutto il 2023, “non concorrono alla formazione del reddito del lavoratore”. Adesso il Dl specifica che “l’esclusione dal concorso alla formazione del reddito del lavoratore, disposta dal primo periodo, non rileva ai fini contributivi”.
I prossimi passi
Dopo l’approvazione di Palazzo Madama, la pubblicazione in Gazzetta ufficiale e l’entrata in vigore, il Mimit avrà 15 giorni per approvare il decreto attuativo, che definirà con precisione “le caratteristiche e le modalità di esposizione dei cartelloni”: dal punto preciso in cui installarli, alle dimensioni, passando per il colore e altro ancora. Così le stazioni carburanti avranno un nuovo (ma contestatissimo) look.
Fonte: Camera
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