Rinviare i dazi sulle auto elettriche: la proposta della Commissione Ue
Posticipo di tre anni per l'entrata in vigore delle tasse sulle auto elettriche. Fondo di 3 miliardi per le industrie delle batterie
Altri tre anni di tempo. È la richiesta che la Commissione Ue fa al Consiglio europeo sull’applicazione dei dazi doganali alle auto elettriche scambiate con il Regno Unito, previsti negli accordi post-Brexit.
Non più quindi il 2024, ma il 2027 per l’introduzione delle tasse al 10% sull’import-export dei veicoli a zero emissioni che non contengono precise percentuali di componenti “made in Ue”. La proposta di rinvio è “una tantum” e prevede una clausola che ne vieta l’estensione oltre la nuova scadenza.
Esulta l’industria
La decisione – fa sapere l’esecutivo di Bruxelles – arriva dopo le preoccupazioni sollevate dalle industrie di auto, batterie e chimica, ancora scosse da pandemia, guerra in Ucraina (con conseguente crisi degli approvvigionamenti) e concorrenza internazionale: si legga alla voce “Inflation Reduction Act” americano.
Le batterie e la loro architettura interna
Le regole erano state invece scritte per incentivare la produzione locale di tecnologie chiave nella transizione, come veicoli elettrici e accumulatori. La tempesta scatenata da Covid e conflitto nell’est del continente ha però “portato a una situazione in cui l’espansione dell’ecosistema europeo delle batterie è stata più lenta di quanto inizialmente anticipato”.
Altri fondi in arrivo
Contemporaneamente, la Commissione si impegna a finanziare la produzione di accumulatori sostenibili per tre anni, attraverso un tesoretto da 3 miliardi di euro. “Ciò – scrive l’esecutivo Ue – creerà significativi effetti di ricaduta per l’intera catena del valore delle batterie europee, in particolare il suo segmento a monte, oltre a sostenere l’assemblaggio di veicoli elettrici in Europa”. Verrà quindi creato uno “strumento dedicato per la catena del valore delle batterie nell’ambito del Fondo per l’innovazione”.
“La proposta odierna – conclude la nota – sarà ora discussa in Consiglio. La decisione del Consiglio determinerà la posizione dell’Ue nel Consiglio di partenariato, il massimo organo decisionale dell’accordo sul commercio e sulla cooperazione”.
Fonte: Commissione europea
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