Motori Douvrin, i "fratelli minori" dei PRV
Nel 1977 Peugeot e Renault diedero vita a una famiglia di motori benzina e diesel in alluminio, meno noti dei V6 realizzati con Volvo
Malgrado Peugeot e Renault siano da sempre rivali, e ancora di più da quando la prima ha acquisito anche il marchio Citroen, si sono trovate a collaborare in più di un'occasione, soprattutto sul fronte motori.
Il frutto forse più noto di questa alleanza risale al 1974 e ai V6 PRV, per i quali è stata coinvolta anche Volvo, ma in realtà il numero di famiglie di propulsori nate da questa collaborazione è ben maggiore.
L'alleanza Peugeot-Renault inizia infatti alla fine degli Anni '60 con una serie di unità di piccola cilindrata a cui fanno seguito una decina di anni più tardi i cosiddetti "Douvrin", che prendono il nome dalla località in cui sorge la fabbrica Peugeot dove sono prodotti insieme ai PRV.
Anche turbo
I motori Douvrin sono una famiglia di quattro cilindri che include unità di 2 e 2,2 litri a benzina e un 2.1 diesel, sia utilizzati su diversi modelli di entrambi i costruttori, sia "prestati" ad altri marchi. Tutti hanno basamenti e teste realizzati in alluminio, albero a camme singolo e due valvole per cilindro, ad eccezione di alcune particolari versioni dei benzina dotati di tre valvole (due di aspirazione e una di scarico).
Il 2.0 ha misure di alesaggio e corsa superquadre, 82x88 mm e una cilindrata effettiva di 1.995 cc. La prima a entrare in produzione è una versione a carburatori con potenze comprese tra 103 e 110 CV montato inizialmente sulla Renault 20 per poi passare sotto i cofani di Citroen CX e Renault 18, 25, Fuego ed Espace. Una variante depotenziata a 80 CV viene destinata ai commerciali Trafic e Master e a due piccoli fuoristrada prodotti da Cournil e Auoverland.
Renault 21 Turbo 1987
La variante a iniezione elettronica, che nelle versioni più potenti arriva invece a 120 CV, viene destinata alle Renault 21, 25 e Safrane (sulle quali Renault propone anche quella con tre valvole per cilindro e fino a 140 CV), alle Espace di prima e seconda generazione e alla Peugeot 505. Sulla Renault 21, infine, nel 1987 viene offerta la versione turbocompressa da 175 CV, ridotti a 162 nel 1992 con l'introduzione del catalizzatore.
Peugeot 505 2.0 GTI 1984
Il 2.2
La versione da 2,2 litri, 2.155, è ottenuta allungando la corsa fino a 89 mm. Escludendo la base da 115 CV, che arriva su Renault 20 e Citroen CX, le altre sono tutte a iniezione, con livelli di potenza che vanno da circa 95-100 CV per quello destinato ai furgoni Trafic e Master fino a circa 120, 130 e 140 CV su Renault Espace, 25 e Safrane e Peugeot 505.
La Renault Fuego Turbo D del 1984
Il 2.1 Diesel
La versione a gasolio deriva dal 2.2, con la corsa leggermente ridotta (86 mm) e una cilindrata effettiva di 2.068 cc. La costruzione resta in alluminio, ma con canne cilindri in ghisa, l'iniezione è indiretta. La prima versione, aspirata, ha potenze che vanno da 60 a 72 CV ed equipaggia le Renault 18, 20, 21 e 25. Viene inoltre fornita alla AMC, con cui Renault ha un accordo di collaborazione, per la Jeep CJ-7 destinata ai mercati europei.
Renault 21 Turbo D 1988
Ne vengono derivate anche due varianti sovralimentate: la prima ha un turbocompressore Garrett ed è offerta con potenze comprese tra gli 80 e i 90 CV su molti modelli: si va infatti dalle Renault Fuego alle 18, 20, 21, 25, 30 e Safrane, oltre che sui furgoni. Lo monta, inoltre, dal 1985 al 1993 la prima generazione del Jeep Cherokee venduta in Europa. Più rara la variante con turbo a geometria variabile da 92 CV, che compare nel 1995 su Espace ma soltanto per due anni.
Fotogallery: I motori Douvrin di Renault e Peugeot
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