L’Europa dichiara guerra alle auto troppo vecchie? Non esattamente. Fa discutere la proposta di regolamento Ue sull’End of Life Vehicles (ELV), presentata nello scorso 13 luglio dalla Commissione per riscrivere le regole sulla gestione dei veicoli fuori uso.

A infiammare la polemica è il presunto obbligo di rottamazione delle vetture colpite da segni del tempo molto importanti, che verrebbe comunicato agli automobilisti attraverso una semplice lettera a casa. Ma le cose stanno davvero così? Vediamo.

Obbligo di rottamazione auto: quando

Sono complessivamente 13 quelli che il testo (non definitivo) definisce “Criteri per valutare la riparabilità del veicolo”, considerato “irreparabile” o “tecnicamente non riparabile” quando, per citare alcuni esempi:

  • è stato ridotto in pezzi o smembrato
  • è stato bruciato completamente al punto da risultarne distrutto il vano motore o l’abitacolo
  • i componenti strutturali e di sicurezza hanno difetti tecnici irreversibili e non sostituibili
  • la riparazione del veicolo richiede la sostituzione del motore, del cambio, della carcassa o dell’insieme del telaio
  • è stato immerso nell’acqua fin sotto il cruscotto con danni al motore o al sistema elettrico
  • perde carburante o suoi vapori con un rischio di incendio e di esplosione
  • perde liquidi di funzionamento (carburante, liquido per freni, liquido antigelo, acido della batteria, liquido refrigerante) con un rischio di inquinamento delle acque
  • i freni e i componenti dello sterzo sono eccessivamente usurati

Per questi casi (e non solo), la bozza stabilisce che il proprietario “conferisce il veicolo fuori uso a un impianto di trattamento autorizzato o (…) a un punto di raccolta, senza indebito ritardo, dopo aver ricevuto l’informazione che il veicolo soddisfa uno dei criteri di non riparabilità (…)”.

Ares Modena, la sede e le officine

Auto in officina

Lettera a casa?

“Sarà un elenco di criteri stabiliti da Bruxelles a dire se un’auto può continuare a circolare o se, invece, deve essere avviata alla demolizione”, denuncia quindi l’eurodeputata leghista Isabella Tovaglieri.

“In un futuro non troppo lontano potrebbe dunque capitare di ricevere una lettera del registro automobilistico che ci comunica che il nostro veicolo è diventato un rifiuto da smaltire con effetto immediato”.

Il regolamento sarebbe poi colpevole di obbligare i Costruttori a utilizzare percentuali ben precise di materiali riciclati, che farebbero aumentare i prezzi delle auto e ridurrebbero il valore delle vetture usate e vicine alla rottamazione.

“Auto? No: pezzi di rottame”

Non tarda però la risposta di Bruxelles, che replica per bocca di un portavoce ripreso dall’Agi: la proposta della Commissione “non impedisce che le auto riparabili vengano riparate”.

“Inoltre – si legge ancora sull’agenzia di stampa – non c’è nulla in questo regolamento che impedisca ai proprietari di automobili in qualsiasi tipo di stato di tentare di ripararle o farle riparare.

È solo nel caso in cui un’auto venga venduta che ci sono delle norme in questo regolamento che consentirebbero alle autorità di accertare se un’auto è effettivamente un’auto o se, in realtà, non è più un’auto, ma piuttosto un pezzo di rottame che deve essere trattato in linea con le norme sui rifiuti”.

tesla model 3 dopo l'incidente

Una Tesla Model 3 incidentata

Stando perciò all’esecutivo Ue, i “Criteri” non costringerebbero gli automobilisti a separarsi dalle loro amate vetture, a meno che queste non siano praticamente inutilizzabili. Ma, soprattutto, l’obbligo di separazione non scatterebbe con una semplice lettera a casa (almeno per ora).

Contattate infatti da Motor1, fonti della Lega confermano che quella della missiva è solo un’ipotesi del partito, perché la proposta di regolamento Ue sull’ELV si trova ancora in una fase embrionale e potrebbe essere modificata o respinta, anche alla luce delle prossime elezioni europee.

I nodi “rincari” e “svalutazione”

E che dire su rincari nei listini e svalutazione dell’usato? Da questi punti di vista, l’Ufficio per i Rapporti con l’Unione europea della Camera scrive che “i consumatori potrebbero vedere un aumento dei prezzi dei veicoli nuovi di circa 39 euro per veicolo e una riduzione dei prezzi di 12 euro per veicolo nella vendita di vetture usate”.

Si parla dunque di poche decine di euro. In più, “si prevede che le misure a sostegno del recupero e della vendita dei pezzi di ricambio usati si traducano in prezzi più bassi per i consumatori, offrendo loro un vantaggio”.