La Cina sporge reclamo ufficiale contro i dazi, l'Europa risponde
Lo ha fatto al WTO, l'organizzazione mondiale del commercio, dicendo che minano la cooperazione globale
I dazi europei sulle auto elettriche cinesi continuano a far discutere e ora si passa alle carte bollate. Secondo quanto anticipato da Automotive News infatti il 9 agosto la Cina ha presentato un reclamo formale presso l'Organizzazione mondiale del commercio (WTO) sostenendo come
La sentenza nella conclusione provvisoria dell'UE è priva di fondamento fattuale e legale. Ha violato gravemente le regole del WTOe ha minato la cooperazione globale per affrontare il cambiamento climatico
ha sostenuto il Ministero del commercio cinese.
Passo indietro
Sempre stando a quanto riportato da Automotive News un portavoce del ministero del colosso orientale ha poi aggiunto
Esortiamo l'UE a correggere immediatamente i propri errori e a salvaguardare insieme la cooperazione economica e commerciale tra Cina e UE, nonché la stabilità della filiera di fornitura dei veicoli elettrici
La risposta della Commissione Europea non si è fatta attendere molto e stando a quanto riportato dalla Reuters l'Europa sta studiando i documenti presentati dalla Cina, preparando una risposta a tempo debito. Da parte sua comunque la Commissione si dice certa che le misure adottate nei confronti delle auto elettriche cinesi siano "compatibili con le norme dell'OMC", ha commentato un portavoce.
Intanto le mosse intraprese dagli Stati Uniti prima e dall'Europa poi potrebbero diventare realtà anche in Canada, dove il Governo starebbe valutando l'introduzione di nuovi dazi, anche alla luce del più che possibile ingresso di BYD nel mercato locale.
I perché dei dazi in Europa
Confermati lo scorso 4 luglio e attivi dal 5 luglio i dazi europei sulle auto elettriche prodotte in Cina sono una risposta alla politica di dumping avviata dalla Cina, vale a dire tutte quelle manovre atte a mantenere bassi i prezzi in maniera artificiale, tramite sussidi statali come tassazione agevolata, prestiti e altro.
Pratica della quale la Cina è stata accusata dalla Commissione Europea, che ha così deciso di introdurre i dazi con gli importi riportati nella tabella che trovate qui sotto:
| Gruppo automobilistico | Nuovo dazio (da aggiungere al 10%) | Dazio totale |
| MG SAIC Motor | 37,6% | 47,6% |
| Geely Group | 19,9% | 29,9% |
| BYD Group | 17,4% | 27,4% |
| Altre società che hanno collaborato | 20,8% | 30,8% |
| Tutte le altre società | 37,6% | 47,6% |
Come si nota la sovratassazione è diversa a seconda dei brand. Il Gruppo più colpito è SAIC, quello al quale si applicano i dazi minori è invece BYD. Gli importi sono differenti anche in base al livello di collaborazione delle Case cinesi nel corso dell'inchiesta.
Il reclamo della Cina si unisce al coro di proteste contro i dazi sollevato da alcuni costruttori tedeschi e da 31 associazioni europee, non solo del mondo automotive. Vedremo ora come risponderà l'Europa.
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