Il ritiro della patente sarà valido in tutta Europa
Il Consiglio Trasporti dell’Ue accende il secondo semaforo verde della direttiva sulla sicurezza stradale. Intanto Salvini tuona contro il 2035
Sospensione e ritiro della patente saranno validi in tutta Europa. Bisogna ancora decidere da quando, ma intanto il Consiglio Trasporti dell’Ue approva un pacchetto di nuove regole sulla sicurezza stradale (proposte dalla Commissione) che avevano già superato l’esame del Parlamento di Strasburgo. Ora manca solo il cosiddetto Trilogo.
Stando alla revisione della normativa, lo “Stato membro di rilascio” sarà obbligato a ritirare la licenza di guida degli automobilisti all’estero che si sono macchiati di gravi infrazioni al Codice della Strada di un altro Stato membro.
Per fare alcuni esempi, in Italia i casi sono quelli di guida in stato di ebrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti (con modifiche dal 14 dicembre), eccesso di velocità oltre i 40 o 60 km/h (sospensione nel primo caso e ritiro nel secondo), guida pericolosa, uso del telefono senza vivavoce, guida senza patente o con patente scaduta oppure falsa, lesioni e omicidio stradali (ma non sempre) e altri.
Come funziona
Secondo il testo approvato, lo stop in uno Stato membro verrà comunicato entro 10 giorni al Paese che ha rilasciato la patente. A quel punto, scatterà un termine di 15 giorni per decidere se estendere la decisione a tutto il blocco dei 27. L’automobilista sarà informato dell’eventuale sanzione entro altri 7 giorni lavorativi.
“Le sospensioni della patente di guida con una durata inferiore a tre mesi e per le quali il periodo rimanente da scontare è inferiore a un mese – specifica il Consiglio – sono escluse dall’ambito di applicazione della direttiva”.
“Lo Stato membro dell’infrazione può anche imporre un periodo di divieto di riemissione della patente di guida durante il quale può decidere di non riconoscere la patente di guida che è stata riemessa nello Stato membro di rilascio”.
Capitolo 2035
Il meeting a Bruxelles diventa anche occasione per Matteo Salvini, ministro dei Trasporti, di ricordare l’iniziativa italiana contro lo stop alla vendita di motori a benzina e diesel in Europa dal 2035, che chiede di anticipare la discussione della clausola di revisione della norma dal 2026 all’inizio del 2025.
“È un suicidio ambientale, sociale, politico e industriale – le parole del vicepremier –. Non siamo più soli nella battaglia a difesa del lavoro italiano ed europeo, ma ci sono ancora troppi Paesi che per ideologia, arroganza o ignoranza rischiano di distruggere l’industria dei motori a vantaggio della Cina. La Francia prima di tutti”.
Consigliati per te
Compreremo auto cinesi, come abbiamo fatto con le giapponesi e le coreane?
La Mazda2 Hybrid si aggiorna
Il taglio delle accise è stato prolungato, di nuovo
Volkswagen: "E-fuel? Forse una nicchia, mentre cinesi e elettrico..."
IBM e Dallara: è accordo, così l’AI accelera la progettazione
La Bugatti Mistral che vuole volare
Ecco chi guiderà lo sviluppo delle nuove Lamborghini