Tavares parla per la prima volta dopo l'addio a Stellantis
Carlos Tavares ha concesso un'intervista al settimanale portoghese Expresso e definisce "pacifica, ponderata e consensuale" la separazione con Stellantis
Sono passate quasi due settimane dalle dimissioni di Carlos Tavares dalla guida di Stellantis. Giorni di indiscrezioni, polemiche, nuovi piani e via dicendo. Mancava solo un tassello: una qualche dichiarazione da parte dell'ex amministratore delegato, scomparso dai radar. Fino a oggi, con la pubblicazione di un'intervista rilasciata al settimanale portoghese Expresso.
Tavares ha risposto a numerose domande, parlando prima di tutto del come e perché abbia lasciato Stellantis. Ecco i passaggi più importanti.
Mancanza di consenso
È stata questa la motivazione principale che ha determinato la separazione, presa di comune accordo con il management di Stellantis "
La decisione l'abbiamo presa insieme, io e John Elkann, con il quale ho un rapporto estremamente pacifico. È quasi un amico
Ha commentato Tavares, allontanando quindi le voci di licenziamento o altro. Dimissioni presentate in maniera "pacifica, ponderata e consensuale", arrivate a seguito di un consenso che, come detto, era venuto a mancare all'interno del consiglio di amministrazione. Non c'era più quindi una uniformità di vedute e la decisione è stata la naturale conclusione "per non creare un rischio di disallineamento all'interno della governance dell'azienda".
Guida spericolata?
Carlos Tavares ha poi preso in prestito analogie con il motorsport - sua passione da sempre - per spiegare cosa stesse succedendo ai piani alti di Stellantis
"Ci sono due tipi di piloti: quelli che, per evitare di forare uno pneumatico o danneggiare le sospensioni stanno lontani dai cordoli e cercano di ottenere il miglior tempo possibile guidando nella parte centrale della pista e c'è chi, per andare il più veloce possibile, passa sui cordoli. Atteggiamento perfettamente lecito ma più rischioso, pericoloso per le sospensioni e aggressivo per gli pneumatici. Io ovviamente rientro della seconda categoria".
Carlos Tavares e John Elkann
Una guida che ha portato Stellantis non a schiantarsi ma a stressare numerose componenti - leggasi i brand che compongono il Gruppo - con risultati di certo non esaltanti. Tavares ha poi aggiunto
In questo periodo decisamente darwiniano che l'industria automobilistica sta attraversando potrebbe essersi creata un po' d'angoscia attorno a una strategia aggressiva in cui questa fase è vista più come un'opportunità che come un rischio. Inoltre ho assunto posizioni molto nette in materia di tutela ambientale. Forse questo insieme di fattori ha generato divergenze e un'azienda che ha 250.000 dipendenti, un fatturato di 190 miliardi di euro, 15 marchi che vende in tutto il mondo, non può essere gestita con una mancanza di consenso che si ripercuote immediatamente sulla gestione strategica".
Tavares tra stipendio e nuovi orizzonti
Immancabili i passaggi sullo stipendio di Carlos Tavares, al centro di innumerevoli polemiche. Compensi milionari che il manager ha giustificato ricorrendo ancora una volta a un'analogia con il mondo dello sport
"Se l'azienda vuole comprare un certo manager e questo è disponibile solo per una certa cifra, si tratta semplicemente di una transazione che nessuno è obbligato ad accettare. A molta gente questa cosa non piace, ma a me sì".
Ma cosa farà Tavares nella sua vita post Stellantis? Nessun rientro nel mondo delle auto, ma una probabile partecipazione alla privatizzazione di Tap, la compagnia di bandiera portoghese "Me lo stanno chiedendo molti amici. Sento un certo richiamo patriottico".
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