Lotus Elise, ecco com'è nata e perché si chiama così
Elisa Artioli ci racconta la storia della sportiva inglese, che ha preso il nome da lei
Le automobili storiche ci fanno appassionare, soprattutto quando le vediamo dal vivo. Come ad Auto e Moto d'Epoca 2024.
Ci emozionano le loro forme, le caratteristiche meccaniche e anche... i ricordi e le storie delle persone che stanno dietro alle automobili.
In questo Talk di Motor1.com vi raccontiamo una di queste storie, legata alla Lotus Elise: quella di Elisa Artioli, la persona che ha dato il nome alla piccola sportiva inglese.
Il nome della Elise
Elisa Artioli era una bambina di due anni e mezzo quando la Elise fu presentata nel 1995 - con lei a bordo - al Salone di Francoforte. E da quel momento la sua storia si è legata a questa Lotus: da quando ha la patente, Elisa guida una Elise prima serie e ha acquistato l'ultimo esemplare di Elise prodotto nella fabbrica inglese di Hethel.
Con lei abbiamo parlato di una sportiva rimasta nel cuore degli appassionati per la leggerezza e la purezza dell'esperienza di guida. Tutto è cominciato con l'avventura imprenditoriale del nonno, Romano Artioli (in quel periodo impegnato anche nel rilancio di un altro marchio automobilistico: Bugatti), che voleva far tornare la Lotus ai valori del suo fondatore, Colin Chapman.
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La leggerezza dell'alluminio
Leggerezza, quindi, prima di tutto. E fu così che per lo scheletro della Lotus Elise si scelse una tecnica costruttiva nuova per il settore automobilistico, che prevedeva l'utilizzo di componenti in alluminio realizzati per estrusione e poi assemblati tramite incollaggio. Si decise di imitare una soluzione adottata in campo aeronautico per collegare elementi metallici senza saldature, per non alterare le proprietà meccaniche dei materiali.
Anche rispetto alla rivettatura c'era il vantaggio di tenere basso il peso e migliorare la distribuzione degli sforzi: il telaio pesava così 68 kg, circa la metà di uno equivalente in acciaio, con una rigidezza torsionale di oltre 11.000 Nm per grado. In più, questo telaio rappresentava anche un elemento di stile della Elise, perché rimaneva a vista nell'abitacolo, come sulle auto da corsa.
Lotus Elise S1, la prima serie
Per sfruttare al massimo i vantaggi legati a questa leggerezza costruttiva, anche il motore Rover "serie K" 4 cilindri 1.8 da 120 CV fu scelto tenendo in considerazione il peso. Stesso discorso per l'impianto frenante, senza servoassistenza, dotato di dischi in materiale composito a matrice metallica (MMC) a base di alluminio, con pinze in lega di magnesio. Queste - e altre - scelte tecniche furono tra le peculiarità che caratterizzarono la prima generazione della Elise (1996 - 2001).
Nelle evoluzioni successive la piccola Lotus fu equipaggiata con motori più potenti, come del caso della versione Sport 135. Sulla Elise 111 S venne poi introdotto il sistema di fasatura variabile delle valvole VVC, per una potenza di 145 CV, salendo a 160 CV sulla Elise Sport 160 e a 177 CV sulla serie limitata 340 R, con carrozzeria in vetroresina completamente modificata.
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Lotus Elise S2, la seconda serie
Dal 2001 il testimone passò alla Lotus Elise S2, con un estetica ridisegnata e modifiche limitate al telaio, finalizzate sostanzialmente a migliorare l'accessibilità e lo spazio nell'abitacolo, rivisto anche per quel che riguarda le finiture interne.
Questo progetto permise anche di realizzare una variante per General Motors, la Opel Speedster, lasciando a Lotus il motore Rover Serie K che poi, in un secondo momento, fu affiancato anche da un propulsore Toyota.
Dopo la versione Sport 135, che offriva più potenza rispetto ai 122 CV della Elise S2 standard, la gamma si allargò con le Elise 111 e 111 S dotate di fasatura variabile VVC e 160 CV di potenza. E con la 111 R del 2004, spinta dal motore 1.8 Toyota 2JZ-GE VVTL-i da 192 CV. Nel 2006, per offrire una nuova motorizzazione di accesso, la Elise S venne dotata di un'altro motore Toyota 1.8 (sigla 1ZZ-FE), con 136 CV e cambio a 5 marce.
Con la Elise SC entra poi a listino un motore con compressore volumetrico abbinato al Toyota 2ZZ-GE, con 212 CV di potenza.
Lotus Elise S3, la terza serie
Con le nuove normative antinquinamento europee entra in vigore nel 2011 lo standard Euro 5, che porta sulla Elise una nuova gamma di motori. La versione di accesso ha un motore 1.6 Toyota 1ZR-FAE con 136 CV, affiancata successivamente dalla Elise S con motore 1.8 Toyota 2ZR-FE abbinato al compressore volumetrico, per un totale di 220 CV, che di fatto sostituisce la precedente Elise SC. Nel frattempo viene anche introdotto un restyling, ridisegnando la parte anteriore e posteriore della carrozzeria e introducendo una nuova plancia.
Fotogallery: Auto e Moto d'Epoca 2024, lo stand di Motor1.com
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