Se BYD avrà successo in Europa, alcuni costruttori potrebbero sparire
Ecco cosa ha detto Alfredo Altavilla, Special Advisor Europa di BYD, a #FORUMAutoMotive
“Se raggiungeremo i nostri obiettivi nel vecchio Continente, qualche costruttore europeo potrebbe sparire”. Alfredo Altavilla, Special Advisor Europa di BYD, lo ha detto oggi intervendndo a #FORUMAutoMotive, dove ha parlato dei piani di crescita del colosso cinese che, stando agli analisti, quest'anno dovrebbe raddoppiare le vendite.
Il numero dei modelli in listino è sempre più alto e BYD sta valutando anche l'introduzione dei marchi Denza e Yangwang. E poi c'è la rete di ricarica, dopo il network di ricarica proprietario costruito in Cina BYD valuterà "se fare lo stesso anche in Europa".
In Europa BYD avrà fornitori italiani?
Nelle scorse settimane una delegazione di BYD ha incontrato i fornitori di componentistica italiani per valutare la possibile collaborazione con le sue fabbriche in Ungheria e Turchia (la prima sarà operativa entro quest'anno e la seconda dal 2026). Adesso è arrivato un feedback.
Altavilla ha detto che "la proprietà cinese ne ha apprezzato il livello di competenza. Non imporremo loro di delocalizzare le proprie attività, collocandosi nell’immediata prossimità dei nostri impianti", ha aggiunto, confermando che il colosso cinese "intende localizzare in Europa nuovi impianti".
La terza fabbrica in Europa decisa entro l'anno
Il processo di selezione del terzo stabilimento è cominciato e, stando alle dichiarazioni di Altavilla, "terminerà per la fine dell’anno". In questi giorni è emersa l'ipotesi di una fabbrica in Germania, ma "non ci sono decisioni definitive. Smentisco le indiscrezioni uscite su alcuni organi di stampa", ha precisato lo Special Advisor Europa di BYD.
L'unica certezza, stando alle sue dichiarazioni, "è che sarà difficile localizzare uno stabilimento in Paesi che non sono friendly nei confronti delle auto cinesi e l’Italia ha votato a favore dei dazi".
"Secondo me sarebbe auspicabile trovare modi di collaborazione tra player cinesi ed europei - ha aggiunto -. Il Green Deal è sbagliato e complica il percorso di transizione. Insistere sull’obbligo del tutto elettrico al 2035 è impossibile da raggiungere. L’estensione almeno all’ibrido plug-in è necessaria". Altavilla si è poi espresso sulla sospensione delle multe decisa dall’UE, che, a suo parere, "non ha alcun senso e aumenta le incertezze dell’industria e del consumatore che rinvia l’acquisto e frena il mercato".
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