Volvo cambia il ceo e torna al passato, perché ora?
Dal 1° aprile Jim Rowan non sarà più il numero uno di Volvo, al suo posto Hakan Samuelsson, che ha già guidato la Casa dal 2012 al 2022
Dopo poco più di 2 anni Volvo ha deciso di cambiare ceo. Via Jim Rowan, in carica dal marzo 2022, lascerà la guida della Casa e sarà sostituito da Håkan Samuelsson, già amministratore delegato dal 2012 al 2022. Un ritorno a sorpresa, considerando anche che il manager svedese ha 74 anni e dopo aver assunto la guida di Polestar era in pensione da giugno 2024.
C'è anche da sottolineare come Volvo abbia chiuso lo scorso anno con risultati positivi, tra ricavi e vendite. Nulla faceva quindi presupporre a un addio a Rowan. Cos'è successo?
L'anno delle sfide
Prima di tutto bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare: Rowan ha guidato Volvo ai record del 2024, ottenuti in un contesto certamente non facile, specialmente nella seconda metà dell'anno. Come mai non è bastato questo per farlo rimanere saldo alla guida di Volvo? Chiaramente nel comunicato stampa nel quale si annuncia il ritorno di Samuelsson non se ne fa menzione, ma gli indizi non mancano.
In primis - forse - il voler spingere fortemente sull'aspetto del software. Rowan non è un tipico car guy, viene dal mondo della tecnologia (BlackBarry prima e Dyson poi) e nei suoi 3 anni ha investito molto proprio su ciò che non si vede. Quasi trasformando, riprendendo il titolo della sua ultima intervista rilasciata ad Autocar poco più di un mese fa, Volvo in una software house che costruisce auto. Un tema che in un momento storico come questo ha di certo il suo peso, ma tra dazi e crisi di prodotto può non aver trovato d'accordo i vertici di Geely, il Gruppo cinese che controlla Volvo. Che, per bocca del presidente Eric Li, ha comunque ringraziato il manager scozzese
"Il suo impegno e la sua energia hanno costruito una solida base nelle capacità digitali e siamo grati per i suoi sforzi in un periodo di cambiamenti significativi. Non vediamo l'ora di costruire su questa base con un focus rinnovato e uno slancio industriale"
Ecco allora che si ritorna al passato, cedendo nuovamente il timone a Samuelsson, lui sì manager con una lunga esperienza nel mondo auto. Colui che ha avuto il merito, riconosciuto in primis da Geely, di far uscire Volvo dal pantano post Ford (proprietaria fino al 2010) riposizionandosi come vero marchio premium, capace di fare concorrenza (con numeri più bassi) ad Audi, BMW e Mercedes.
L'uomo dei record
I numeri sono lì a testimoniarlo: record su record, anno dopo anno. Puntando sul prodotto e su scelte industriali forti, ciò di cui il mondo auto ha bisogno in un 2025 infarcito di sfide. Samuelsson è stato l'uomo dietro alla scelta di abbandonare i motori diesel ben prima dei concorrenti, di limitare la velocità massima a 180 km/h per motivi di sicurezza, di quotare Volvo in borsa e aprire uno stabilimento negli Stati Uniti.
Proprio quest'ultimo punto, oggi come oggi, è cruciale per evitare che i dazi imposti da Trump colpiscano ancora più duramente Volvo. La fabbrica di Ridgeville (Carolina del Sud) non riesce a soddisfare la richiesta del mercato statunitense, con una produzione di circa 24.000 unità contro le 128.701 vendute nel 2024.
Volvo EX30
Numeri sbilanciati che andranno affrontati nel corso dell'anno, assieme agli altri dazi, quelli imposti dalla Commissione Europea alle auto elettriche prodotte in Cina. La Volvo EX30, assemblata nello stabilimento di Zhangjiakou (Cina), è quindi soggetta all'extra tassazione e proprio per questo motivo nel corso del 2025 sbarcherà anche a Gent (Belgio).
Sfide che richiedono la presenza di un uomo che sia focalizzato sul prodotto auto, lasciando probabilmente in secondo piano - senza dimenticarsene del tutto - software e altre tematiche.
"Con rapidi cambiamenti tecnologici, crescente complessità geopolitica e crescente concorrenza tra le regioni, il Consiglio ritiene che l'azienda sia meglio servita da una leadership con profonda esperienza industriale, profonda conoscenza del nostro gruppo e una comprovata capacità di operare in ambienti difficili".
ha dichiarato Eric Li.
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