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BMW dice sì al biodiesel HVO e parte l’alleanza con Eni

Dopo il primo pieno in fabbrica, anche gli italiani possono rifornire le BMW diesel con biocarburante HVO. Insieme anche nuove colonnine

BMW dice sì al biodiesel HVO di Eni
Foto di: BMW

Chi ci segue sempre lo sa già: da qualche mese le nuove BMW diesel escono dalla fabbrica con il pieno di HVO, un biocarburante al 100% rinnovabile compatibile con i motori a gasolio di ultima generazione (serie B47 e B57, omologati Euro 6d), anziché il tradizionale diesel.

Fin a oggi, però, si trattava di un gesto simbolico o poco più, quel primo pieno nella maggior parte dei casi era l’unico momento in cui l’auto veniva a contatto con questo carburante rinnovabile. Dopo la consegna, gli automobilisti tornavano al diesel tradizionale, perché l’HVO era praticamente introvabile alla pompa o troppo costoso.

BMW Italia ed Eni, però, hanno ora siglato un accordo che mira a portare questo biocarburante in molte più stazioni di servizio, per metterlo alla prova nel concreto e farlo sfruttare a sempre più persone. Ecco i dettagli.

Un accordo nuovo

L’accordo tra le due aziende prevede la possibilità di utilizzare l'HVO in purezza (100%) nei motori BMW diesel già omologati dal 2015 in poi (Euro 6d), senza modifiche né aggiornamenti software.

Secondo i dati forniti da BMW Italia, in circolazione nel nostro Paese ci sono circa 500.000 auto con motori B47 e B57 Euro 6d già pronte a rifornirsi con questo tipo di carburante, capace di ridurre le emissioni di gas serra (GHG) fino al 90% rispetto al diesel fossile.

Per l’utente cambia poco in termini pratici, si fa rifornimento come sempre, ma si inquina meno, non allo scarico ma considerando tutto il ciclo produttivo della miscela. La differenza, infatti, sta nella composizione: l’HVO di Enilive è prodotto con materie prime rinnovabili, secondo la Direttiva Europea sulle Energie Rinnovabili.

La fabbrica BMW di Debrecen

La fabbrica BMW di Debrecen

Foto di: BMW

Più colonnine per chi guida elettrico

Ma non è tutto. L’accordo tra BMW ed Eni non si ferma ai carburanti alternativi, ma prevede anche una parte rilevante dedicata alla mobilità elettrica, grazie alla collaborazione con Plenitude.

Il piano prevede lo sviluppo di nuovi hub di ricarica On The Road, distribuiti in aree strategiche in tutta Italia con l'obiettivo di rendere ancora più semplice e capillare l’accesso alla ricarica per chi guida una BMW elettrica o plug-in hybrid, con offerte dedicate e integrazione nell’ecosistema digitale del brand tedesco.

Massimiliano Di Silvestre, Presidente e AD di BMW Italia, ha dichiarato:

“A differenza di tante promesse future, questo è un cambiamento reale e operativo. L’HVO è disponibile oggi, funziona sulle nostre auto e può dare un contributo concreto alla riduzione delle emissioni del parco circolante”.

Cos'è l'HVO

E parlando proprio del nuovo carburante, come avevamo spiegato in un approfondimento dedicato, HVO sta per Hydrotreated vegetable oil ed è un biocarburante composto al 100% da HVO puro. Si tratta di un gasolio rinnovabile prodotto da materie prime di scarto e residui vegetali e da oli generati da colture non in competizione con la filiera alimentare.

Per realizzarlo Eni ha siglato accordi e partnership mondiali in diversi Paesi dell’Africa, tra i quali Kenya, Mozambico e Congo, dove ha sviluppato una rete di agri-hub in cui vengono prodotti oli vegetali. Una volta lavorati nelle raffinerie italiane - in particolare a Gela - danno vita ai biocarburanti utilizzabili nei motori compatibili.

Non si tratta di un carburante a zero impronta carbonica ma, secondo le informazioni rilasciate dall'azienda, promette - almeno sulla carta - di ridurre le emissioni di CO2 tra il 60 e il 90%.

L'HVOlution all'Eni Station di Via Salaria a Roma

L'HVOlution all'Eni Station di Via Salaria a Roma