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Leapmotor: "La nostra forza è la rete di concessionari Stellantis"

Il brand cinese punta a offrire auto tecnologiche alla portata di tutti. Ne ho parlato con il numero uno del brand, Federico Scopelliti

Leapmotor, intervista a Federico Scopelliti
Foto di: Motor1 Italy

Di brand cinesi, negli ultimi anni, in Europa e in Italia ne sono arrivati tantissimi. Ce ne sono alcuni che, forti di un marchio già conosciuto, come per esempio MG, hanno attecchito velocemente, altri che invece partono completamente da zero.

E poi c'è Leapmotor, che sta nel mezzo. Perché se è vero che si tratta di un brand nuovo, ha alle spalle una joint venture da oltre un miliardo di euro con Stellantis e può sfruttare la sua rete di vendita e di assistenza.

Ora che la gamma, dopo il SUV C10 e la citycar T03, si sta per ampliare ulteriormente con la B10, le ambizioni della Casa cinese crescono a loro volta e allora, in occasione del Salone dell'Auto di Torino, ho scambiato qualche parola con Federico Scopelliti, Direttore di Leapmotor Italia, per capire come l'azienda stia crescendo e quali sono i nuovi orizzonti.

Leapmotor è un brand molto giovane ma che sta riscuotendo tanto interesse. Per chi magari ancora non lo conosce, in poche parole, come lo descriverebbe?

È un brand nuovo, votato alla tecnologia e che ha una promessa chiara al cliente: portare l'eccellenza tecnologica a tutti. E quindi è qualità, tecnologia, funzionalità ad un prezzo contenuto. E tutto questo è dovuto a una forza tecnologica che ha il brand, ovvero quello di produrre internamente più del 70% delle proprie vetture, senza fornitori.

Questo permette di ridurre al minimo i costi e di offrire la vettura a prezzi competitivi, nonostante dei contenuti che di solito sono disponibili su auto molto più care.

Leapmotor C10 REEV 2025 - Prova su strada

Leapmotor C10 REEV 2025 - Prova su strada

Foto di: Leapmotor

Percepite qualche resistenza, qualche dubbio, qualche scetticismo proprio col fatto che sono un'auto made in China?

Certo, assolutamente sì, ma questo io credo che sia normale. L'abbiamo vissuto in passato anche con le vetture dei brand giapponesi, dei coreani e adesso con i cinesi. È chiaro, alla fine il cliente ha sempre ragione, quindi il cliente deve vedere la vettura, la deve provare e poi deve decidere.

La nostra fortuna è che i nostri primi clienti sono i veri primi ambasciatori. Ci sono diversi gruppi, per esempio su Facebook, che si sono creati e i feedback, che noi guardiamo con molta attenzione per capire cosa dobbiamo migliorare, sono tutti molto positivi. Questo ci fa piacere, questo sta aiutando il brand a crescere.

Sul comunicato stampa di presentazione della C10, questa veniva definita come SUV premium. Poi è arrivata la T03, che invece è una citycar dal prezzo contenuto. Adesso la B10. Qual è l'identità, allora, di Leapmotor? Come unite tutte le anime di prodotti differenti e collocati diversamente? 

Il punto base fondamentale è di nuovo una tecnologia votata a rendere al cliente la vita migliore. Migliore nel senso di semplicità, facilità di utilizzo e poi in un certo senso avere una sorta di “casa” dentro alla vettura.

Quindi quando sali all'interno di una vettura tu ti trovi bene, anche durante i viaggi perché hai tutto configurabile. C’è tanto comfort perché l'obiettivo è quello di avere una dotazione di serie standard molto elevata. Quindi le Leapmotor le definirei così: vetture con tanta tecnologia e tanto comfort a bordo a disposizione di tutti.

Leapmotor T03

Leapmotor T03

Foto di: Leapmotor

L'Italia è un mercato poco ricettivo sull'elettrico. Voi come vedete la situazione?

Potremmo parlare per ore di questo tema. In realtà io penso che gli italiani vedano nell'elettrico tanti aspetti positivi, ma ci sono dei limiti. Il primo è il prezzo. Oggi noi stiamo vedendo che, grazie agli incentivi la nostra "piccolina", la T03, è venduta a 4.900 euro. Molte persone stanno venendo in concessionaria e stiamo intercettando tanti che non pensavano neanche di cambiare l'auto. Ora invece stanno pensando di cambiarla, la cambieranno e la prenderanno elettrica.

Quando 50.000 italiani avranno avuto accesso ai fondi, avranno avuto la possibilità di entrare nel mondo elettrico, staremo a vedere. Si scoprirà che in realtà guidare elettrico ha dei punti più delicati ma si può fare. E, soprattutto, guidare un elettrico alla fine ha anche tantissimi vantaggi.

Questo salone dimostra che ci sono tanti brand nuovi che arrivano dalla Cina. Qual è la differenza tra Leapmotor e gli altri?

La prima differenza, quella più importante per il cliente, è che siamo in partnership con Stellantis. Leapmotor, di fatto, può essere considerato un brand del gruppo e viene venduto all'interno di 125 concessionari Stellantis. Questo significa che il cliente è rassicurato al fatto che trova Leapmotor all'interno del concessionario dove andava fino a poco tempo fa per comprare altri brand europei.

Soprattutto, questo significa disponibilità dei ricambi praticamente immediata. Noi abbiamo i magazzini pieni di pezzi di ricambi, per cui paradossalmente è più veloce ottenere dei pezzi di ricambi di Leapmotor che di altri brand perché siamo appena lanciati e abbiamo tanta disponibilità nei magazzini. L'assistenza, la garanzia: i vantaggi della joint venture.

Stellantis ha investito un miliardo e mezzo in Leapmotor, per cui anche quelli che dicono magari la joint venture può finire domani, ecco, no. Direi proprio di no.

Leapmotor B10, gli interni

Leapmotor B10, gli interni

Foto di: Leapmotor

Nel valutare la joint venture e poi nell'arrivo sul mercato avete anche valutato rischi di cannibalizzazione con altri brand di Stellantis?

L'obiettivo della joint venture per Stellantis è quello di dare la possibilità al nostro cliente di accedere a una tipologia di vetture che fino a oggi non era rappresentata in Stellantis, quindi una tipologia di vettura elettrica o elettrificata, moderna, cinese, visto che appunto ci sono tanti player che stanno arrivando. Questo era un modo di rispondere ai nuovi trend e avere comunque un'alternativa interna per il cliente, ad un prezzo contenuto.

Qual è la sfida principale nel Suo ruolo, visto che state lanciando di fatto un brand? E quali sono i prossimi step di sviluppo di Leapmotor? 

Allora, innanzitutto la prima sfida è quella di rendere il brand riconoscibile in Italia, e su questo stiamo lavorando tanto con il team marketing, proprio per presentarlo e renderlo visibile, e i nostri concessionari ci stanno dando una grande mano.

L'altro aspetto è trasferire l'identità del brand, definirne il posizionamento e il carattere. È un brand che non si vuole prendere troppo sul serio, è ironico, ma molto serio quando si parla di prodotto e di contenuti. Ecco, questa è la sfida più grande, quindi a livello di marketing. Poi, ovvio, c'è il tema dei volumi di vendita, però devo dire che fino adesso non ci possiamo lamentare.

Fotogallery: Leapmotor B10, la versione per l'Italia