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Motori trapiantati? No, adesso si riciclano

SUSTAINera (Stellantis) e SOREMO presentano il circuito chiuso che dà nuova vita ai motori

Motori trapiantati? No, adesso si riciclano
Foto di: Stellantis

Negli anni '90-2000, nel mondo del tuning trapiantare un motore era una vera sfida, quasi un'arte. Si prendeva il cuore di un'auto sportiva e lo si infilava sotto il cofano di un'altra, spesso più sobria, per regalarle una seconda anima. Un motore, infatti, di solito ha una sola vita, ma oggi anche questa regola è riscritta e non per fare scena, ma per costruire un futuro industriale più intelligente (e sostenibile).

Stellantis, attraverso la sua divisione per l'economia circolare SUSTAINera, ha deciso che i motori a fine corsa non vanno più rottamati e dimenticati: vanno smontati, selezionati e rigenerati. Insieme al partner storico SOREMO, specializzato nel trattamento dei veicoli a fine vita, il gruppo automobilistico ha lanciato una filiera chiusa di recupero dell'alluminio: un sistema in cui ogni pezzo ha un futuro, anche dopo aver smesso di girare.

A tutta... economia circolare!

A guidare questa nuova direzione è SUSTAINera, la business unit di Stellantis dedicata all'economia circolare, che in occasione di POLLUTEC 2025 annuncia insieme a SOREMO un circuito chiuso per il recupero dell'alluminio dai motori a fine vita (End-of-Life Vehicles). E attenzione, qui non si tratta di "salvare" qualche pezzo per metterlo su un altro veicolo, ma di smontare, separare, fondere e ricreare. Gli stessi motori dismessi diventano materia prima per nuovi propulsori.

Il processo parte dai centri di smontaggio di Stellantis, come il Circular Economy Hub di Torino, dove i motori dismessi vengono selezionati e inviati agli impianti specializzati di SOREMO. Lì, il lavoro è chirurgico: ogni componente viene analizzato e separato con precisione, i metalli vengono identificati, trattati e raffinati.

SUSTAINera (Stellantis) e SOREMO presentano il circuito chiuso che dà nuova vita ai motori
Foto di: Stellantis

Il risultato? Lingotti di alluminio ad alta purezza, pronti per essere inviati alla fonderia di Mulhouse, dove vengono fusi per produrre nuovi motori. In altre parole: lo stesso metallo che ha viaggiato per anni sotto un cofano, ora torna su strada, ma in una nuova forma.

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Una strategia industriale

Questa filiera chiusa, sviluppata da Stellantis e SOREMO, è molto più di un'operazione di riciclo: è una strategia industriale circolare, che consente di ridurre l'uso di materiali vergini, limitare le emissioni legate all'estrazione e alla lavorazione e garantire l'approvvigionamento di risorse preziose, come l'alluminio, in modo stabile e sostenibile.

Attraverso una rete di processi coordinati, SUSTAINera è inoltre in grado di recuperare anche rame, plastica, batterie e componenti elettronici, sia dai veicoli dismessi che dagli scarti industriali e dai residui di manutenzione post-vendita. Un sistema che mira a dare nuova funzione a ciò che, fino a ieri, era destinato allo smaltimento.

Al centro di questo ecosistema circolare opera anche SUSTAINera Valorauto, la joint venture che coordina la gestione degli ELV (veicoli a fine vita) per clienti aziendali e privati. Il suo ruolo è quello di garantire che ogni componente, una volta disassemblato, possa essere tracciato, valutato e reintrodotto nel ciclo produttivo o commerciale, rafforzando la catena del valore del riciclo.