Ridurre l'impronta di carbonio di un prodotto significa ormai passare al setaccio l'intero processo per individuare tutti i possibili tagli su ogni singolo componente, visto che ciascun elemento concorre al risultato finale portando in dote tutte le emissioni prodotte dal momento dell'estrazione delle materie prime di base e lungo tutto il processo produttivo.

Il compito non è semplice, perché non di rado la quantità di CO2 prodotta nel corso di questo lungo e complicato percorso finisce per superare di molte volte la massa del materiale che ne scaturisce. Ecco perché le tecnologie per produrre materiali più sostenibili giocano un ruolo fondamentale per gli obiettivi di sostenibilità; anche nel settore auto.

Alluminio green, più "leggero" in tutti i sensi

I metalli, come l'acciaio e l'alluminio, rappresentano ancora oggi la fetta più consistente nel peso complessivo di un veicolo, ma la loro lavorazione è anche una delle più impattanti sull'ambiente. In buona parte per via del consumo energetico richiesto dal processo di trasformazione del minerale grezzo, che concorre a produrre grandi quantità di CO2

Quanto? Recentemente Porsche ha citato dati interessanti annunciando la collaborazione con Norsk Hydro, fornitore di alluminio a basso tenore di carbonio ed estrusioni Hydro Reduxa 4.0. Le due azienda parlano di un taglio pari al 60% rispetto al valore medio dell'alluminio in campo automotive, che darebbe come risultato 3,5 kg di CO2 per ogni kg di alluminio. Significa che il valore standard sfiora i 10 kg per 1 kg utilizzato.

Questo avverrà gradualmente nei prossimi anni e sarà parte di un percorso che pian piano dovrebbe portare i prodotti Porsche verso la totale neutralità delle emissioni entro il 2030. Lo farà aumentando l'uso di energia rinnovabile nella produzione di alluminio e riciclando materiali da veicoli rottamati per ottenere un ciclo chiuso efficace.

L'alluminio lavorato nella fabbrica BMW di Landshut

L'alluminio lavorato nella fabbrica BMW di Landshut

Lo stesso principio ha guidato le iniziative di numerosi altri costruttori, come BMW, Mercedes, Nissan, Audi e Jaguar, che hanno stretto accordi per forniture di acciaio e alluminio a basso tenore di CO2 e avviato procedure di riciclaggio a ciclo chiuso direttamente nelle fonderie delle loro fabbriche per accorciare la filiera e ridurre il bisogno di materie prime "nuove".

Anche le batterie "pesano"

L'altra parte dell'accordo tra le due società (Porsche e Norsk Hydro) è lo sviluppo di una catena del valore sostenibile delle batterie in Europa. Anche per questa l'obiettivo è lavorare sul riciclaggio in modo da ridurre le emissioni derivate dalla lavorazione della materia prima e realizzare un efficace circuito chiuso per le batterie EV della casa tedesca.

La filiera europea dei materiali-chiave della produzione di batterie è, invece, ancora nella sua fase iniziale, ma si prevede che anche qui il riciclaggio svolga un ruolo cruciale per arrivare a soddisfare la crescente domanda di batterie per autoveicoli in futuro. Per avere successo saranno necessarie collaborazioni tra i settori tradizionali.

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