Alfa Romeo Duetto, un giro con l'ultima vera Spider all'italiana
Evoluzione della leggendaria Alfa Spider, la Serie 4 degli Anni ’90 resta un’icona del piacere di guida, con stile e carattere
Poche auto possono vantare una carriera lunga oltre trent’anni, diventando a tutti gli effetti delle leggende. L’Alfa Romeo Spider è una di queste. Presentata nel 1966 con il nome di “Duetto”, disegnata da Pininfarina e prodotta fino alla metà degli Anni ’90, è sopravvissuta a tutte le sue rivali, evolvendosi lentamente e rimanendo fedele a sé stessa.
Noi di Motor1 abbiamo avuto il piacere di guidare in Germania uno degli ultimi esemplari della Serie 4, quella del 1990.
Un po' di storia
All’inizio degli Anni ’90, il panorama delle spider sta cambiando: nel 1989 arriva la Mazda MX-5, fresca, leggera, precisa. Nello stesso anno Lotus lancia l’Elan M100, con trazione anteriore e motore turbo. Toyota propone la MR2 seconda serie, con motore centrale e tettuccio Targa. In mezzo a questi nuovi arrivati, l’Alfa Romeo Spider appare come una signora d’altri tempi: affascinante, colta, ma un po’ fuori dal tempo.
Alfa Romeo Spider 1990
Per restare competitiva, Alfa Romeo apporta aggiornamenti estetici e tecnici: paraurti in tinta carrozzeria, nuovi gruppi ottici posteriori, una carrozzeria rifinita meglio e interni più curati. Debuttano materiali di qualità superiore, sedili con inserti in Alcantara (o in pelle), volante rivestito, moquette fin dentro il bagagliaio e, finalmente, la servosterzo, che migliora la guida urbana.
Alfa Romeo Spider 1990, il 2.0 Twin Cam con distribuzione a doppio albero e fasatura variabile (VVT)
Sotto al cofano resta il classico 2.0 Twin Cam con distribuzione a doppio albero e fasatura variabile (VVT): 120 CV a 5.500 giri/min, 181 Nm di coppia, 0-100 in circa 10 secondi e 190 km/h di velocità massima. Non numeri da urlo, ma un motore pieno di carattere, dal sound coinvolgente, soprattutto se abbinato al cambio manuale a 5 marce.
Il telaio resta fedele alla ricetta tradizionale: sospensioni anteriori indipendenti e ponte rigido posteriore con molle elicoidali. Nulla di moderno, ma tutto molto comunicativo.
Tra il 1990 e il 1993 sono prodotti circa 21.400 esemplari nello stabilimento Pininfarina a Grugliasco. Poi il modello viene sostituito dalla nuova generazione del 1995 (serie 916), con trazione anteriore e un’impostazione completamente diversa. Per questo motivo, la Serie 4 è considerata l’ultima vera Spider classica, quella che incarna al meglio lo spirito del roadster italiano puro.
Fotogallery: Alfa Romeo Spider 1990
Guidarla oggi
Alla guida, l’Alfa Romeo Spider regala un’esperienza molto lontana dagli standard di oggi. L’accesso a bordo è complicato, specie per chi supera il metro e ottantacinque, ma una volta dentro, si è avvolti in un abitacolo affascinante: cruscotto con sei strumenti, volante a tre razze, sedili in pelle. Certo, non mancano pecche: plastica economica e comandi presi in prestito da altri modelli Fiat, ma nel complesso il fascino vince.
Lo spazio per le gambe è limitato e la posizione di guida penalizza i più alti, ma si perdona tutto non appena si apre la capote e si parte. Il vento entra subito, anche a basse velocità, regalando una sensazione di libertà autentica, rara nei cabrio moderni.
Alfa Romeo Spider 1990, gli interni
Il volante è preciso, il comportamento stradale sorprendentemente vivace e su strade di campagna il feeling è ancora tutto da gustare, nonostante l’età.
Il cambio è preciso, il motore ha abbastanza coppia per muovere con brio i poco più di mille chili della vettura. Solo la rigidità del volante (nonostante il servosterzo) e il ponte posteriore rivelano i limiti del progetto nelle curve più sconnesse.
Eppure, proprio queste imperfezioni rendono l’Alfa Romeo Spider speciale. Il suo design senza tempo, simile a una piccola barca (una "barchetta", con largo anticipo sulla Fiat omonima), è ancora capace di far girare la testa. In un’epoca dominata da SUV, crossover e tecnologie ibride o elettriche, un’auto così pura, essenziale e coinvolgente sembra appartenere a un altro mondo.
Alfa Romeo Spider 1990, la nostra prova
Chi cerca il piacere di guida nella sua forma più semplice (aria aperta, trazione posteriore, cambio manuale e stile italiano) non può non prendere in considerazione un classico come l’Alfa Spider Serie 4. Non sarà perfetta, ma è unica. E il nuovo, oggi, non basta per sostituirla.
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