Per Stellantis il problema non è la Cina ma l'Europa e le sue regole
In un'intervista Antonio Filosa, ceo di Stellantis, parla del futuro del Gruppo e chiede all'Europa aperture per i motori termici
L'Europa ha aperto alla revisione in anticipo del piano riguardante lo stop ai motori termici, previsto per il 2035, raccogliendo così le numerose richieste da parte di politica e industria che da tempo chiedono che ogni cambiamento avvenga alla luce del concetto di neutralità tecnologica.
Un coro composto anche da Stellantis che, per bocca del ceo Antonio Filosa intervenuto alla trasmissione Cinque Minuti di Bruno Vespa, ha ribadito l'urgenza di una revisione generale da parte dell'Unione Europea, basandosi su quattro punti.
Libertà di scelta
Abbiamo bisogno che queste regole riflettano la realtà del mercato e restituiscano ai clienti la libertà di scegliere la macchina che vogliono, come avviene negli Stati Uniti
Si può riassumere così il pensiero di Filosa, che ha poi ampliato il discorso con quelle che secondo lui - e secondo molti - sono le priorità da affrontare
"Aprire al concetto di neutralità tecnologica e al rinnovamento del parco circolante - in Europa circolano 256milioni di veicoli, 150milioni dei quali hanno più di 12 anni, quindi inquinano di più rispetto a quelle moderne - vogliamo un focus specifico sulle vetture piccole, abbiamo bisogno che i target sui veicoli commerciali siano modificati urgentissimamente perché sono irraggiungibili"
Jeep Compass 2025
Concetti già espressi in passato da altri dirigenti Stellantis - come Jean-Philippe Imparato in occasione del Salone di Monaco 2025 - che tornano ancora una volta sulla voglia di far rinascere il segmento delle citycar, creando di fatto una sorta di kei car all'Europea: auto piccole, leggere ed economiche che devono rientrare in alcuni parametri come dimensioni e potenza, potendo così beneficiare di regimi fiscali vantaggiosi.
L'impegno in Italia
Durante l'intervista non sono mancati passaggi relativi a Stellantis e le fabbriche italiane
"L'impegno di Stellantis con l'Italia non è in discussione. Per noi l'Italia è al centro del progetto strategico e lo stiamo dimostrando con fatti concreti: presenteremo la Jeep Compass a Melfi e il prossimo mese la Fiat 500 Hybrid a Mirafiori. Il nostro impegno con l'Italia è investire il primo anno 2 miliardi di euro, acquistare 6 miliardi di euro in componenti e servizi fornitori tutti italiani [...] Non ci sono ridimensionamenti in vista. Il nostro piano assegna a ciascuno stabilimento una chiara missione produttiva. Abbiamo bisogno di un'urgente revisione delle regolamentazioni in Europa"
Antonio Filosa a Mirafiori con la nuova Fiat 500 Hybrid
Stellantis ribadisce quindi l'impegno in Italia, pur riconoscendo come per alcuni aspetti il Bel Paese non sia competitivo rispetto agli altri Paesi europei come la Spagna, dove il Gruppo investirà per una Gigafactory. Il tema centrale è quello dei costi dell'energia e della manodopera.
"In Spagna paghiamo 80-90 euro per megawatt ora, in Italia più del doppio"
Filosa ha sottolineato come l'Italia rimarrà centrale per il design.
La Cina è un problema?
Chiusa finale sulla Cina, vista non come il vero problema per i costruttori europei. L'ostacolo più grosso secondo Filosa è rappresentato dall'Unione Europea
"Il problema sono regolamentazioni che partono da Bruxelles, che non sono realistiche e che stanno indebolendo quello che di meglio abbiamo: l'industria automobilistica europe. Se cambiano queste regolamentazioni noi abbiamo di tutto per tornare a quello che eravamo prima: design, innovazione, tecnologia e progettualità".
Consigliati per te
Le mire di BYD sugli stabilimenti europei. E su Maserati
Offerta Fiat Hybrid 500 Dolcevita, quanto conviene?
In Europa le city car tornano di moda con l'Italia in testa
Stellantis entra nella WCM Association, cosa cambia ora
È stata prodotta l'ultima BMW Z4
La nuova Alfa Romeo Stelvio è su strada
Stellantis apre a nuove partnership: "Non solo Leapmotor"