BYD Atto 2 DM-i: come va l'ibrida economica che non c'era
Fa 90 km in elettrico puro, circa 1.000 in combinata. La BYD Atto2 arriva in versione plug-in con due tagli e prezzo di 29.800 euro
In un epoca di "transizione" nel senso più puro e eterogeneo del termine, l'ibrido DM-i è la chiave di volta che, secondo BYD, può aprire le maglie europee. Un ibrido che lavora in serie e in parallelo e che, dalla sua, permette di sfruttare le potenzialità del plug-in ottemperando, talvolta, a quella laconica dimenticanza tipicamente nostrana: il ricaricare.
Chi conosce questo sistema lo sa: muove fortemente in elettrico lasciando una buona riserva di energia da gestire e che può essere ricaricata anche sfruttando il termico. Un'idea che solletica dunque anche ad un uso full hybrid e che la Casa cinese ha deciso di proporre per ogni suo prodotto.
Dopo il buon successo della Seal U, arriva la compatta, la BYD Atto2. Sono volato fino a Barcellona per metterla alla prova.
Esterni | Interni | Guida | Prezzi
| Mi piace | Non mi piace |
| - Dinamica di guida più europea rispetto al passato | - Sistema di gestione rigenerazione ancora "cinese" per l'ergonomia |
| - L'ibrido Dual permette di scegliere il quantitativo di carica residua, facendolo lavorare simile a un full hybrid | - Stile poco originale |
BYD Atto2 DM-i (2025), gli esterni
Se dovessi riassumere in una parola la Atto 2 DM-i, mi verrebbe da definirla "camaleontica". Non che si tratti di una novità: tra elettrica e ibrida, la differenza è nei dettagli. Esteticamente dunque, si mantiene quello stile che rompe un po' gli schemi rispetto alle sorelle dalla casa madre, quali Seal, Seal U o Dolphin. Per certi versi, l'estetica riprende un concetto di "ritorno al futuro" visto che il richiamo con la prima EV arrivata su questi lidi - la Atto 3 - è piuttosto evidente.
Le proporzioni, invece, ricordano maggiormente una concorrente, la smart #1, pur con una propria personalità definita.
BYD Atto 2 DM-i, la prova su strada
I lati più interessanti della BYD Atto 2 sono evidentemente la fiancata e il posteriore. Di lato, si notano il tetto che sembra quasi “sospeso” sui montanti neri e gli inserti in plastica grigia nella parte bassa delle portiere, a simulare l’aspetto di un fuoristrada. Nella coda, invece, i fari hanno la grafica LED col disegno di un nodo cinese, simbolo di fortuna infinita.
Curiosità: sullo specchietto è riportata la scritta "NFC". Questo perché l'auto può essere sbloccata anche appoggiando una carta, uno smartphone o uno smartwatch abilitati, oltre alla classica chiave.
| Lunghezza | Larghezza | Altezza | Passo |
| 4,33 metri | 1,83 metri | 1,67 metri | 2,62 metri |
BYD Atto2 DM-i (2025), gli interni
Durante l’ultimo viaggio in Cina ho avuto l’occasione di poter vedere da vicino la Atto2. Da un punto di vista stilistico e concettuale, gli interni non cambiano tra modello elettrico e modello ibrido. L’impostazione - tipicamente cinese - rimane la medesima. Razionalità, buona qualità per quanto riguarda gli assemblaggi e le finiture certo, ma comunque abbondante presenza di materiali plastici. D’altro canto, come si è potuto intuire vivendo da vicino quella realtà, l’approccio qualitativo si fonde molto con quello tecnologico a quelle latitudini.
BYD Atto 2 DM-i, la prova su strada
Dunque, monitor di guida con 8,8 pollici con grafica che, comunque, a livello di ergonomia, ha ricalibrato e migliorato l’approccio rispetto ai primissimi modelli. Sulla Atto2, ad esempio, la velocità è ora posta al centro, seppur piccola, e la gestione dell’energia si legge in maniera cumulativa inserendo anche l’autonomia totale, oltre al consumo di termico ed elettrico separatamente.
Alla stessa maniera il monitor di infotelematica da 12,8 pollici con orientamento gestibile sia in verticale che in orizzontale, permette di gestire ogni singola informazione o tutto l’intrattenimento, così come la climatizzazione. Tra l’altro, il sistema ora è stato potenziato con modelli di AI generativa e vari modelli linguistici - BYD ha stretto accordi con 14 differenti sistemi di linguaggio AI.
La razionalità di alcuni elementi si percepisce nella piastra inclinata della ricarica a induzione con, a seguire, la consolle centrale con gestione anche delle due modalità EV-HEV.
BYD Atto2 DM-i (2025), la guida
La BYD Atto 2 è forse la prima vera cinese "europea" che ho provato in questi ultimi anni. Passatemi la licenza e vi spiego cosa si intende. Solitamente, la clientela cinese ha dalla sua un'impostazione tipicamente morbida, con un rollio accentuato e uno smorzamento "sfrenato" quando si affrontano buche e dossi. Questione culturale, ma al contempo anche logica: in Cina apprezzano molto stare seduti dietro - ecco il perché di auto con passo lungo anche a scapito di bagagliai - e, dunque, serve tanta comodità.
Giusto, ma questo - in linea di principio - ha sempre un po' frenato la dinamica di guida di oggetti del genere. La Atto 2, invece, provata sia su strade cittadine qui a Barcellona sia nei tornanti fuoriporta - sempre molto belli da guidare - ha mostrato finalmente un approccio più concreto, con un rollio meno marcato e un appoggio migliore in curva. Oserei dire, un passo in avanti marcato e deciso rispetto anche solo alla prima BYD Seal.
BYD Atto 2 DM-i, la prova su strada
L'erogazione della potenza è lineare e fluida e non potrebbe essere altrimenti: la Atto 2 si muove per il 90% e oltre del tempo con il motore elettrico. Il termico ha funzione di range extender ma non solo, anche di trazione. Si perché il sistema DM-i, oramai conosciuto, è un ibrido in serie-parallelo, dunque può dare trazione alle ruote, ma solo in pochi e determinati momenti. Concettualmente solo quando si ha necessità di più potenza.
Per il resto, il 4 cilindri in linea - molto semplice nella sua architettura ma con un'efficienza che, a detta della casa madre, arriva al 40% - lavora per rigenerare il pacco batteria da 18 kWh che a sua volta da energia al motore elettrico.
La potenza complessiva di 156 kW non è strabordante, anche variando tra i suoi driving mode: la Atto 2 è facile da guidare, con una propensione a un buon inserimento in curva, senza troppe inerzie. Certo, il carico sul volante rimane filtrato, con una buona precisione, ma senza alcun tipo di velleità.
Ciò che rimane ancora una volta elemento chiave di un oggetto del genere è la gestione stessa dell'energia: stabilire un quantitativo di carica permette di forzare l'uso del termico. In pratica si può far lavorare l'auto come fosse quasi una full hybrid. Considerando come in Italia non apprezziamo molto la carica alla spina, questa può essere una buona idea.
Buono il livello di insonorizzazione anche a velocità autostradali, cosi come la visibilità a 360°. Un plauso anche al livello qualitativo delle telecamere. Buoni anche acceleratore e freno, in termini di feedback dei pedali e carico. Soprattutto il freno ha un mordente ben cadenzato, senza spugnosità, cosa non cosi scontata quando si parla di un'ibrida.
BYD Atto2 DM-i (2025), i prezzi
Il prezzo della nuova BYD Atto 2 DM-i è di 29.800 euro, che con l'offerta promozionale - senza alcun vincolo di rottamazione o permuta - si abbassa a 26.500. Disponibile nel solo allestimento Boost di serie offre cerchi in lega da 17", monitor centrale da 12,8", telecamera a 360°, tetto panoramico, sedili anteriori e volante riscaldati, climatizzatore automatico e numerosi sistemi di assistenza alla guida. La lista degli optional è ridotta all'osso: 750 euro per le tinte carrozzeria (di serie è disponibile in Midnight Blue).
Fotogallery: BYD Atto 2 DM-i, la prova su strada
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