La Ferrari meno potente (e meno cara) è anche la migliore?
La Amalfi è la nuova Ferrari "entry level", con motore V8 non ibrido, trazione posteriore, 2+2 posti. Ecco come va
La Ferrari Amalfi è la Ferrari meno potente nell'attuale listino del cavallino rampante. Ed è anche la meno cara. Quanto dev'essere potente, dunque, una Ferrari... quanto deve costare, quanto dev'essere veloce per essere considerata una "vera" Ferrari?
È quello che mi sono chiesto prima di provare la Ferrari Amalfi, il modello che sostituisce la Ferrari Roma ereditandone l'impostazione da gran turismo 2+2, con un motore V8 anteriore non ibrido abbinato alla trazione posteriore e con delle novità che riguardano soprattutto l'abitacolo.
Gli ingredienti per una splendida sportiva sembrano esserci tutti, insomma, soprattutto pensando a gran parte delle supercar moderne, che alzano sempre di più il livello delle prestazioni, esasperando i numeri delle loro schede tecniche. Scoprite come si è comportata la nuova Amalfi in questa prova.
Esterni | Interni | Guida | Prezzi
| Mi piace | Non mi piace |
|
Schema "motore anteriore - trazione posteriore" che dà grande piacere di guida |
Assenza di una modalità di guida personalizzabile sul "manettino" |
|
Interni migliorati rispetto alla Roma |
Conformazione dei sedili |
| Equilibrio tra prestazioni, comfort e prezzo da riferimento per le concorrenti |
Ferrari Amalfi (2026): gli esterni
La Ferrari Amalfi evolve il linguaggio stilistico della Ferrari Roma, con volumi e proporzioni che emergono da superfici poco lavorate. Sulla fiancata, per esempio, c'è una nervatura che non emerge subito dalla carrozzeria, andando poi ad abbinarsi a uno spigolo sul passaruota posteriore per disegnare una forma molto riuscita, che tra l'altro è un elemento che si nota spesso durante la guida, quando si guarda nello specchietto laterale.
Il design della Amalfi ha un sapore più "tecnico" rispetto a quello della Roma che, in particolare, nella zona anteriore aveva una griglia che prendeva ispirazione dalle sportive degli anni '50 e '60.
Ferrari Amalfi 2026 - Prova su strada
Ora la presa d'aria è più evidente e si è cercato di mimetizzare meglio il radar e i sensori sul paraurti. I gruppi ottici hanno ancora una porzione che si assottiglia lasciando più spazio alle esigenze dell' aerodinamica, tenute in considerazione anche nella parte inferiore del "muso", dove si trovano dei canali venturi e delle carene chiamate scarpette, che riducono il coefficiente Cx di penetrazione aerodinamica. Turbolenza e pressione dell'aria hanno influenzato anche il disegno dei cerchi in lega, con una lavorazione molto bella delle razze che va anche ad alleggerire le ruote.
In coda si fanno notare i 4 terminali di scarico sfalsati, che richiamano visivamente le luci posteriori, annegate in una fascia che crea un effetto luminoso diffuso, quasi liquido, decisamente interessante. Poco sopra c'è un labbro aerodinamico a tutta larghezza, con al centro del portellone un'ala mobile per cui sono previste 3 posizioni: bassa resistenza, deportanza media e massima deportata, per produrre 110 kg di carico aerodinamico verticale in più a 250 km/h, con un aumento del 4% per quel che riguarda il drag.
Ferrari Amalfi 2026 - Prova su strada
Ferrari Amalfi (2026): le dimensioni
| Lunghezza | Altezza | Larghezza | Passo |
| 4,66 metri | 1,30 metri | 1,97 metri | 2,67 metri |
Ferrari Amalfi (2026): gli interni
La fascia che ingloba le luci posteriori nasconde anche la maniglia per aprire il bagagliaio, che ha una capacità minima di 273 litri, sviluppata poco in altezza ma con una buona profondità, sfruttabile anche ribaltando i sedili posteriori.
Del resto, la configurazione 2+2 rende la Ferrari Amalfi una gran turismo più versatile di altre super sportive, anche se lo spazio nella zona posteriore è adatto più che altro a dei bambini (a delle persone adulte solo per trasferimenti brevi). Si tratta comunque di una comodità in più per mettere giubbotti o qualche borsone morbido.
Ferrari Amalfi 2026 - Prova su strada
Nell'aggiornare gli interni dalla Ferrari Roma e la Ferrari Amalfi, l'abitacolo è stato rivisto in maniera sostanziosa, mantenendo l'impostazione simmetrica della plancia tra l'area dedicata al pilota e quella del passeggero. Ora però i rivestimenti definiscono un ambiente più ampio, con dei pannelli porta più regolari, geometrici.
E sono cambiati i materiali, a cominciare dall'alluminio satinato del tunnel centrale, ricavato dal pieno, che riserva una nicchia al telecomando della chiave di accensione, con la forma del marchio Ferrari.
Più avanti ci sono il tipico "cancelletto", che ricorda il selettore del cambio manuale delle Ferrari del passato, una mensola per ricaricare senza fili il telefono e i tasti per i vetri elettrici.
Ferrari Amalfi 2026 - Prova su strada
Il display centrale dell'infotainment - dotato di Apple CarPlay e Android Auto senza fili - non è più messo in verticale e non ha più una cornice in nero lucido, soluzione ormai passata di moda (per fortuna): ora ha una disposizione orizzontale che rende più intuitivo l'utilizzo.
A richiesta si può avere anche uno schermo touch per il passeggero ed è digitale anche la strumentazione dietro al volante, da cui sono spartiti i tasti digitali (una modifica che molti clienti aspettavano da tempo) per tornare a dei pulsanti fisici, più facili da azionare durante la guida. Sempre a grande richiesta, il tasto di accensione e spegnimento del motore non è più digitale, ma restituisce un piacevole "clic" quando lo si preme.
Ferrari Amalfi 2026 - Prova su strada
Ferrari Amalfi (2026): la guida
Con la Ferrari 12cilindri, il costruttore di Maranello ha aggiornato il suo motore più iconico - il V12 - per adeguarlo alle più recenti normative antinquinamento, dedicando il motore V6 ibrido ai modelli con più prestazioni, come le Ferrari 296 e Ferrari F80, omaggiando anche le vittorie di questo propulsore a Le Mans e nel campionato WEC. Il motore V8 invece è disponibile nella versione ibrida della Ferrari 849 Testarossa, e nella configurazione termica che equipaggia la Ferrari Amalfi.
Rispetto all'otto cilindri della Ferrari Roma è stato riprogettato il basamento, ci sono alberi a camme alleggeriti per avere un motore più elastico, ed è diminuito il ritardo di risposta dell'acceleratore, con il turbo che ha una velocità di rotazione di 6.000 giri/min più alta, arrivando a 171.000 giri/min. Sono stati fatti anche degli interventi sul suono, per renderlo più naturale, per quel riguarda i terminali di scarico e lavorando sui dispositivi di bypass, per compensare le nuove normative antinquinamento.
Ferrari Amalfi 2026 - Prova su strada
Il risultato è di 640 CV di potenza, 20 CV in più della Roma, con il limitatore a 7.600 giri/min e una coppia massima di 760 Nm, che per un motore solo termico - nell'era dell'elettrificazione - resta ancora un valore che fa impressione. L'erogazione è progressiva anche nel transitorio di intervento dei turbo, si può viaggiare anche con 2 o 3 marce in più senza irregolarità o ritardi di risposta, e al tempo stesso si arriva presto nella zona rossa del contagiri, con la cattiveria che ti aspetti da una Ferrari, seppur elegante e meno sportiva delle sorelle più potenti.
Parlando di prestazioni, comunque, non si scherza affatto: il tempo di accelerazione nello 0-100 km/h è di 3,3 s e di 9,0 s nello 0-200 km/h, fino a una velocità massima di 320 km/h. Il tutto per 1.470 kg di peso dichiarato a secco, che porta a un peso di quasi 1.700 kg in ordine di marcia, pari a circa 1.620 kg a vuoto.
Ferrari Amalfi 2026 - Prova su strada
Interessante il fatto che, al di sotto dei 2,70 metri di passo, i tecnici Ferrari non adottino le ruote posteriori sterzanti e in effetti sulla Amalfi la guida è tradizionale, è "meccanica", in senso positivo. Quando vi inserite in traiettoria, con uno sterzo sempre rapido seppur leggero, cosa tipica per Ferrari, percepite bene l'appoggio del retrotreno per poi affidarvi a un'altra specialità delle Ferrari moderne: i controlli elettronici della dinamica di guida, differenziale autobloccante compreso.
Il bello a quel punto è godervi la trazione posteriore, giocando con lo splendido bilanciamento della distribuzione dei pesi e dell'assetto, con gomme da 20" sia davanti che dietro (245/35 anteriori e 285/35 posteriori).
Con il manettino sul volante si cambiano le modalità di guida salendo progressivamente con la "cattiveria" di motore e cambio (un doppia-frizione a 8 marce), controlli di trazione e stabilità, suono dello scarico e risposta delle sospensioni, con la possibilità di premere separatamente il tasto per regolare la rigidezza degli ammortizzatori elettronici in maniera indipendente.
Ferrari Amalfi 2026 - Prova su strada
Peccato che non si possa separare, disaccoppiare, in maniera analoga la soglia di intervento dei controlli elettronici, per lasciare ad esempio il motore in Sport con una maggiore libertà del retrotreno, per una guida sportiva con più correzioni del pilota, in base alla configurazione della strada o alle condizioni di aderenza dell'asfalto. Su altre Ferrari c'è la posizione CT OFF del manettino, ma mi piacerebbe avere la possibilità di personalizzare di più i vari parametri, come racconto più in dettaglio nel video.
Ben giudicata, invece, la calibrazione del pedale del freno by wire, che è migliorata rispetto ad esempio all'impianto della Ferrari Purosangue o della Ferrari 12Cilindri, per ottenere una risposta corta del pedale e la costanza di funzionamento, la ripetibilità delle decelerazioni e anche di linearità delle frenate.
Ferrari Amalfi (2026): i prezzi
La Amalfi è dunque la Ferrari meno cara attualmente presente in listino. Il prezzo di partenza è di 240.000 euro, con cui si posiziona in una categoria che ha tra le auto di riferimento la Porsche 911 Turbo S, da poco aggiornata con la tecnologia del turbo ibrido a un prezzo di attacco un po' più alto 280.000 euro circa).
Anche da questo si intuisce dunque l'obiettivo di Ferrari: rivolgersi a chi magari non aveva preso in considerazione una rossa di Maranello, considerandola un'auto troppo estrema, andando così a dare fastidio ad altre concorrenti.
Come la Mercedes AMG GT Coupé, anche lei con un abitacolo 2+2 e prezzi di partenza intorno ai 200.000 euro per le motorizzazioni paragonabili a quelle della Amalfi. Una rivale diretta in termini di caratteristiche e marchio, in ogni caso, è la Aston Martin DB12 Coupé (da circa 250.000 euro a salire), con la Bentley Continental GT (da quasi 260.000 euro) più orientata al comfort.
Tra le alternative "un po' diverse" ci sono anche la BMW M8 Coupé, meno cara (parte da meno di 200.000 euro) ma sempre con motore termico V8 anteriore e abitacolo 2+2, o la Maserati GranTurismo, sempre da circa 200.000 euro come listino di partenza ma con i posti posteriori più sfruttabili e un motore V6.
Fotogallery: Ferrari Amalfi
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