Ferrari 296 Speciale, il nome dice tutto. La prova
In strada e in pista con la nuova Ferrari 296 Speciale, 880 CV per il Cavallino più facile e giocoso di tutti
L'ibrido in quel di Maranello ha già messo radici da tempo, ma mai sulle versioni speciali del Cavallino. L'onore di rompere gli indugi tra le berlinette spetta alla Ferrari 296 Speciale (nomen omen), la sportiva che - come la GTB e meglio della GTB - vuole convincerti che la Ferrari più facile e giocosa da guidare ovunque ora sia lei, che ha 880 CV, ma il bello è che fa finta di non saperlo.
Io però l'ho capito fin da subito di quanto questa Speciale sia speciale (spoiler: questo aggettivo lo leggerete spesso), senza nemmeno bisogno di andare in pista. Cosa che ho fatto, a Fiorano, dopo essermi goduto le strade intorno a Maranello.
Specialissima
Dicevamo: 880 cavalli. Ma non bastano per essere speciale. Ecco quindi 60 kg in meno rispetto alla GTB, 435 kg di carico aerodinamico a 250 all’ora. Numeri da cordolo, ma è su strada che questa Ferrari 296 Speciale emerge come nessuna delle sue antenate pistaiole poteva nemmeno lontanamente desiderare di essere, e questo lo si deve in buona parte al carattere camaleontico derivato dalla GTB. Ma anche al suo assetto strepitoso che, nella configurazione dell’auto che ho guidato, è davvero straordinario.
Ferrari 296 Speciale, la prova
Perché bella la sportività, ma su strada - lo ammettono in pochi - serve il comfort. Non è questione di non avere il fisico, bensì di fisica: se buche, avvallamenti e bump ci rendono la guida difficile, la tecnologia ce la rende migliore. La 296 Speciale non si è inventata nulla di nuovo, non vuole cambiare il mondo, ma riesce a smorzarlo di un pochino, solo per rendere una guidata - magari verso Sestola, tra motociclisti, ciclisti e nel traffico del sabato mattina - ancora più gustosa. E come lo fa?
Con le sospensioni semi-attive magnetoreologiche MagneRide, un accessorio noto da tempo in Ferrari e ottimizzato cammin facendo, di cui è dotata la Speciale della mia prova e che la rendono più cordiale nel filtrare il filtrabile. L’assetto è ribassato di 5 mm rispetto alla GTB, ma acquistando questo accessorio pare sia inclusa anche tanta “gentilezza” nel divorare i pessimi asfalti che le nostre strade oggi ci offrono in pasto, senza contare che, in abbinamento a queste raffinate sospensioni regolabili su tre livelli, c’è anche la funzione che ti salva la vita quando devi affrontare malefiche rampe di garage o dossi artificiali.
Fotogallery: Ferrari 296 Speciale, la prova
Ora, nonostante questo assetto magico non la definirei come la sportiva ideale con cui andare a scorrazzare per strade sconosciute, strette o con fondi irregolari, però ammetto che presentarsi a una con gli amici a bordo di un ferro del genere, beh non sarebbe male una volta nella vita. E poi via, accompagnati dal sound del V6 (che suona leggermente meglio rispetto a quello della GTB) o nel silenzio dell'elettrico che promette 25 km di autonomia. Elettrico cui si devono 315 Nm di coppia e una potenza massima di 180 CV tra 6.000 e 8.500 giri/min. Ma la cosa bella è che si hanno sempre 700 CV puramente termici, basta avere benzina nel serbatoio. Ma non di sola strada vive la 296 Speciale.
È successo qualcosa
Challenge, Challenge Stradale, Scuderia, Speciale, Pista e adesso ancora Speciale. Questa la progressione delle V8 e ora V6, capaci di migliorare drammaticamente i loro tempi sul giro a Fiorano: in circa 30 anni si è scegli dall’1 e 33 della 348 Challenge all'1 e 19 della 296 Speciale, ben 2 secondi in meno della GTB e quarta assoluta dietro a F80, SF90 XX e Testarossa. Qualcosa è successo. Anzi, molto più di qualcosa.
Perché non sono solo i cavalli in più ad aver reso possibile il tempone. Certo, fanno la loro parte, ma non bastano.
Ferrari 296 Speciale, la prova
Frena, gira, accelera
Capitolo 1: il nuovo ABS EVO. Si serve del sensore 6D per leggere in tempo reale tutti i dati relativi a velocità e aderenza, prevedendo e non correggendo eventuali sbavature. Il braccio armato di queste innovazioni dell’elettronica si chiama Brembo, che mette in campo la pinza Dyadema, monoblocco a 6 pistoni ricavata dal pieno che al suo interno ingloba un condotto di raffreddamento integrato, per canalizzare l’aria direttamente sulle pastiglie e ottimizzare così il raffreddamento. I dischi carboceramici sono da 398 millimetri davanti e 360 dietro (con pinza a 4 pistoni). Quindi si, se Fiorano tra una curva e l’altra sembra più corto, il merito va anche ai freni.
Poi l'assetto: come detto altezza da terra sempre ridotta di 5 mm e gradiente di rollio inferiore del 13% rispetto alla GTB. La Ferrari 296 Speciale guidata in pista poggiava su ammortizzatori Multimatic passivi, di derivazione 296 GT3, a taratura singola con molle alleggerite in titanio. Risultato: tutto arriva prima e si fa capire con maggiore nitidezza.
Infine l'aerodinamica: tutto ciò che di differente, noti sulla Speciale rispetto alla GTB è li per una ragione. Anche due. Dall’anteriore che integra un Aero Damper derivato dalla 296 Challenge alla parte più sexy e rappresentativa di questa nuova Ferrari, ovvero le Side Wings di ispirazione FXX K e del Challenge. Ogni dettaglio è stato oggetto di studio per massimizzare l’efficacia prestazionale e stilistica, una combo che non sempre “va d’accordo subito”. Lo spoiler attivo adesso, a differenza della GTB, lavora su tre livelli: Low Drag, Medium e High Downforce, con un netto +20% di carico rispetto alla GTB, pari quindi a questi ormai famosi 435 kg totali a 250 km/h.
La preferita
Tempo di bilanci. Non ho paura ad ammetterlo: sarei in grado di rifiutare un V12 Ferrari per un V6, ma fatto così. La 296 Speciale ha rapidamente scalato le mie personalissime gerarchie ed è diventata la mia Ferrari preferita di sempre. Seconda solo alla 488.
Ferrari 296 Speciale, la prova
Dovesse diventare anche la vostra sappiate che una Speciale mediamente accessoriata supera di slancio i 450.000 euro. E tenete conto che averla, anche potendosela permettere, non è così facile. Almeno per adesso la priorità infatti ce l’avranno gli attuali possessori di 296 o comunque Ferraristi di lungo corso.
Consigliati per te
La Bugatti Mistral che vuole volare
Ecco chi guiderà lo sviluppo delle nuove Lamborghini
Dealer automotive, bee2link punta su efficienza e marginalità
Citroen Ami Rip Curl: la serie speciale urbana in stile surf
Scania a Transpotec 2026: elettrico, idrogeno e servizi digitali
La Lamborghini Temerario Sterrato? Potrebbe essere così
Furgoni, marzo 2026 torna positivo, ecco i più venduti