I limiti a 30 km/h di Bologna potrebbero scomparire
Il TAR dell'Emilia Romagna ha accolto il ricorso di due tassisti e il Comune può ancora appellarsi al Consiglio di Stato
Da più di un anno Bologna è una cosiddetta città 30, vale a dire dove la stragrande maggioranza delle strade ha un limite di velocità fissato a 30 km/h. Limiti che potrebbero scomparire presto: il TAR dell'Emilia-Romagna infatti ha accolto il ricorso di due tassisti, annullato di fatto il provvedimento del Comune.
Nella sentenza si legge "Il Tribunale Amministrativo Regionale per l'Emilia Romagna [...] lo accoglie nei limiti di cui in motivazione e per l'effetto annulla l'impugnato Piano Particolareggiato del Traffico Urbano (PPTU) "Bologna Città 30" e le ordinanze istitutive delle zone in cui il limite di velocità è stato portato a 30 km orari, fermi restando gli ulteriori provvedimenti che l'Amministrazione intenderà adottare".
Bologna città 30: perché il TAR ha detto di no
Il ricorso contro i nuovi limiti di velocità è stato presentato da due tassisti che, come riportato nel testo della sentenza del TAR
"lamentavano il fatto che l'imposizione generalizzata del limite dei trenta chilometri orari avrebbe comportato tempi di percorrenza quasi doppi, con la conseguente riduzione del numero delle chiamate a cui rispondere e notevole contrazione del guadagno, per buona parte legato alla quota fissa richiesta per ogni corsa che va dai 3,40 euro ai 6,10 euro o addirittura 11,00 euro dall'aeroporto".
Il TAR ha evidenziato come il limite di 50 km/h su strade all'interno di centri abitati, stando a quanto stabilito dal codice della strada, può possa essere abbassato solo su determinati tratti, a patto che sussistano particolari circostanze: prossimità di scuole, istituti, campi sportivi, chiese, ospedali, centri commerciali o in occasione di manifestazioni varie. Inoltre "la misura deve essere caratterizzata da proporzionalità ed adeguatezza.
Inoltre l'abbassamento del limite di 50 Km/h deve rispettare altre condizioni come assenza di marciapiedi, movimento pedonale intenso, anomali restringimenti delle sezioni stradali e altro. Tutte condizioni che restringono quindi i confini di Bologna città 30.
La mappa di Bologna città 30
Il TAR sottolinea quindi come l'abbassamento dei limiti di 50 km/h debba essere motivata e circoscritta solo ad alcune zone sensibili, chiedendo quindi che il Comune di Bologna produca motivazioni più dettagliate per giustificare i nuovi limiti a 30 km/h su gran parte del territorio comunale.
Bologna città 30: è la fine?
Bisogna prima di tutto sottolineare come quanto deciso dal TAR non rappresenti lo stop definitivo ai limiti di 30 km/h a Bologna: l'amministrazione cittadina potrà infatti fare ricorso al Consiglio di Stato entro 60 giorni, producendo una documentazione che giustifichi il mantenimento delle ordinanze di Bologna città 30. D'altra parte bisogna capire cosa succederà da domani: i limiti rimarranno o no?
Il sindaco di Bologna Matteo Lepore ha scritto sui propri canali social, citando il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini (da sempre critico sull'abbassamento dei limiti nel capoluogo emiliano) e ricordando come in un anno siano calati incidenti e vittime
"La sentenza del Tar dell’Emilia-Romagna che boccia la città 30 pone questioni burocratiche sugli atti alle quali siamo pronti a rispondere, ma conferma una cosa importante: la funzione pianificatoria del Comune sui limiti di velocità. La Città 30 quindi andrà avanti. Le vittime della strada e i loro familiari ce lo chiedono e noi siamo con loro, con l’obiettivo che abbiamo sempre avuto e rivendicato: salvare vite sulla strada, ridurre e prevenire gli incidenti e in questi due anni abbiamo dimostrato che è possibile".
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