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Le Renault ispirate al passato sono finite

Lo dice Arnaud Belloni, responsabile marketing di Renault: la Twingo è l'ultimo modello del filone retrofuturismo. Cosa arriverà dopo?

Renault Twingo 2026
Foto di: Renault

Il panorama automobilistico globale sta vivendo una delle sue fasi più convulse, ridefinito dall'offensiva dei costruttori asiatici e dalla transizione energetica. L'Europa cerca di tenere il passo, puntando sull'elettrico ma rivedendo le proprie strategie anche in chiave ibrida e puramente termica, puntando come non mai sulla propria storia.

Storia che in Renault negli ultimi tempi è tornata di strettissima attualità con i lanci di Renault 5, Renault 4 e Renault Twingo. Un terzetto di modelli che si rifà ad altrettante auto del passato, non solo nei nomi ma anche nelle forme. Un retrofuturismo, come definito dalla Casa, in chiave esclusivamente elettrico. Una strategia che sta funzionando. Ma fino a quando durerà il ritorno al passato della Casa francese? Per capire le strategie abbiamo partecipato a un incontro con Arnaud Belloni, direttore marketing globale di Renault. 

L'importanza della storia

Mentre i nuovi brand cinesi si affacciano sul mercato europeo con una miriade di nomi inediti e design spesso privi di radici storiche, negli ultimi anni Renault ha rispolverato assi storici come le già citate Renault 5, Renault 4 e Twingo. Un approccio che potrebbe sembrare studiato a tavolino proprio per rispondere all'invasione cinese, ma così non è. A domanda diretta infatti Belloni ha risposto

"Le avremmo fatte comunque anche senza l'arrivo dei cinesi"

<p>Renault 5</p>

Renault 5

Foto Di: Renault
<p>Renault 4 Ein Plein Sud</p>

Renault 4 Ein Plein Sud

D'altra parte il ritorno di modelli iconici è figlio della Renaulution voluta da Luca De Meo (poi superata FutuREady), quando ancora la Cina era sì vicina ma non faceva così paura. Una lungimiranza figlia quindi non di una risposta estemporanea alla concorrenza orientale, ma di una precisa scelta di posizionamento culturale. Il tutto per sfruttare icone immediatamente riconoscibili che possano rassicurare i clienti storici (i baby boomer) e, al contempo, affascinare le nuove generazioni (la Gen Z).

La cosa importante però, sottolinea Belloni, è "Mantenere la fedeltà al concetto iniziale". Solo così si può avere successo. Insomma, produrre una nuova Twingo e venderla a 30.000 euro sarebbe stato solo un ritorno di nome e non di filosofia.

Arnaud Belloni
Foto di: Renault

Siamo alla fine

Tuttavia, il corso del "retro-futurismo" non sarà infinito. Belloni ha infatti definito "chiuso" il capitolo del ritorno di nomi e linee del passato. Al Salone di Parigi 2026 vedremo quello che sarà il nuovo corso Renault, con concept a esplorere un registro stilistico completamente diverso, che tali resteranno. Nelle intenzioni della Losanga infatti saranno solo prototipi, anche se dovessero registrare forte apprezzamento da stampa e pubblico... mai dire mai. 

Intanto Renault si gode il successo della Twingo, merito soprattutto del prezzo base inferiore (di poco) ai 20.000 euro. Un modello che sta superando i già ottimi numeri della Renault 5, senza però cannibalizzarne in mercato. Nessuna sovrapposizione dunque, ma un'unione che fa la forza soprattutto in un momento in cui i prezzi di benzina e diesel continuano a salire ."C'è una forte reazione allo shock petrolifero da parte de clienti" ha commentato Belloni. 

La prova della nuova Renault Twingo

Nuovi strumenti

La trasformazione di Renault non è solo tecnica e stilistica ma anche di immagine. E chi meglio del numero uno del marketing per raccontarci il nuovo approccio della Losanga alla comunicazione? Belloni ha infatti spiegato il ritorno come sponsor al Roland Garros, per anni legato alla rivale e conterranea Peugeot.

"Fino a 6 anni fa eravamo legati al mondo del calcio, ma i calciatori non volevano guidare Renault e gli spettatori invece già possedevano una nostra auto. Quando abbiamo deciso di lanciare nuovi modelli dovevamo concentrarci su una nuova clientela".

E il pubblico del Roland Garros, ma del tennis in generale, era quella adatta. Assieme agli appassionati di rugby.