Skoda: "Nel 2026 Epiq e Peaq, ma lavoriamo su ibrido e nuova Karoq"
Intervista esclusiva con Andrea Calcagni, nuovo Brand Manager del marchio, che svela i vari fronti sui quali l'azienda si sta muovendo
Quello che si è appena concluso è stato un anno da record per Skoda. I numeri parlano chiaro: con oltre 830.000 unità vendute in Europa, per la prima volta si è imposto come terzo costruttore del Vecchio Continente, subito dopo Volkswagen e Toyota.
E, tra nuovi modelli strategici in arrivo e aggiornamenti per quelli già in vendita, gli obiettivi restano ambiziosi anche per questo 2026. Un anno che, in più, in Italia vive un cambio alla guida del marchio, con Andrea Calcagni che ne diventa direttore.
Manager di esperienza internazionale e trasversale, Calcagni ha ricoperto, per tre anni, il ruolo di direttore Volkswagen in Giappone e, successivamente, è stato a capo dei veicoli commerciali per l'Italia. Con lui ho approfondito il presente e il futuro di Skoda tra nuove auto, elettrificazione, flotte aziendali e tanto altro.
D: Il 2026 l'anno della Epiq, il nuovo crossover compatto basato sulla piattaforma nativa elettrica MEB+. Poi, nella seconda parte dell'anno, arriva invece la Peaq, il SUV a sette posti basato su MEB. Il marchio non ha mai avuto una gamma così ampia: che momento è per Skoda?
Epiq e Peaq in realtà arriveranno in contemporanea sul mercato, in concessionaria a partire dall'autunno. Effettivamente oggi Skoda ha una gamma veramente molto completa. Non è mai stata così completa perché, soltanto parlando di SUV, la carrozzeria più apprezzata dai clienti italiani, abbiamo Kamiq, Karoq e Kodiaq. Quindi tutte le fasce di mercato.
Skoda Kodiaq RS (2025)
Poi ci sono i prodotti iconici come la Fabia, aggiornata da poco, la Superb e l'Octavia, che è la station wagon più venduta in Italia tra i prodotti generalisti. Ancora, le elettriche: Epiq, Elroq, le due versioni di Enyaq, SUV e coupé, più la Peaq che arriverà a fine anno. Effettivamente oggi abbiamo una gamma di modelli e di tecnologie che parla trasversalmente a molti potenziali clienti, da chi cerca la prima auto di famiglia, come nel caso del Kodiaq, anche grazie all'ibrida plug-in [qui la nostra prova dei consumi reali, ndr], a chi invece la seconda auto, come potrà essere la Epiq, o magari un'auto da flotta come l'Octavia.
Skoda Octavia 4x4 Sportline
Questa gamma così completa ci aiuta sul mercato italiano ad attrarre sempre un maggior numero di potenziali clienti, ma Skoda sta lavorando molto bene a livello europeo e i risultati del 2025 lo dimostrano. Per l'Italia servirebbe sicuramente avere il mild hybrid sui nostri modelli più compatti, e ci stiamo lavorando per abbinarlo al tre cilindri 1.0 turbo benzina.
E per quanto riguarda il full hybrid che debutta sulla nuova T-Roc?
Anche quella è un'opzione in campo.
Negli ultimi 15 anni la percezione di Skoda è passata dal "value for money" a quello di brand generalista a tutti gli effetti, con i punto di forza della qualità percepita, della versatilità e della retention. Ma quindi ora qual è l'identità di Skoda? Non c'è sovrapposizione con il brand Volkswagen?
Io credo che nel mercato ci sia spazio per ogni brand che ha una proposizione forte sul mercato stesso. Onestamente credo che non ci sia sovrapposizione tra Skoda e Volkswagen, avendo lavorato anche per quest'ultimo. Volkswagen è e rimane un brand aspirazionale con il suo posizionamento di prodotto e di prezzo. Skoda fa parte insieme a Volkswagen dei brand che si rivolgono a un pubblico ampio ma si rivolge a un cliente più attento alla qualità costruttiva rispetto all'immagine di brand. Questa è la filosofia e la forza del gruppo.
Un segmento chiave del mercato europeo è quello dei SUV di segmento C. Nel caso di Skoda, la Karoq ha però ormai 9 anni sulle spalle. Arriverà una nuova variante termica o ibrida opuure, visti gli investimenti del marchio sull'elettrico, l'attuale generazione sarà solo aggiornata fino alla fine del suo ciclo di vita?
Il cambiamento del contesto, soprattutto dal punto di vista normativo, di riferimento, sta facendo rivedere anche le strategie commerciali delle singole case, in particolare anche di quelli del brand del gruppo Volkswagen. Sicuramente ci sarà un nuovo Karoq e non sarà necessariamente elettrico. Continueremo ad avere una gamma full electric che si affiancherà a una gamma di motori termici, anche ibridi. Per noi l'importante è mettere a disposizione del cliente tutta la tecnologia che abbiamo a nostra disposizione per offrirgli il modello ideale.
Foto - Skoda Karoq 2022
A proposito di gamma e di offerta, le flotte giocano un ruolo importante nelle vostre attività. Quanto conta ancora il diesel per le vendite?
Su prodotti come Octavia il diesel è ancora una tecnologia di riferimento, soprattutto per quei clienti che percorrono tanti chilometri l'anno. Oggi avere un diesel efficiente, così come da tradizione del mondo Skoda, è una proposizione importante sul mercato, perché sempre più case stanno abbandonando questa tecnologia che invece, secondo me, per una certa tipologia di cliente, rappresenta ancora il miglior rapporto tra qualità, prezzo e anche piacere di guida.
È stato per tre anni in Giappone alla guida del brand Volkswagen. Mercati diversi, culture diverse, ma che cosa pensa che la arricchisca di più di quell'esperienza per poi gestire Skoda in Italia?
Credo che ci sia una parola giapponese che racchiude un po' lo spirito con cui dobbiamo approcciarci al nostro cliente, che è omotenashi. È una cura quasi maniacale da parte dei giapponesi nei confronti dei clienti. Il valore aggiunto di Skoda è questo human touch che dobbiamo mettere in tutte le cose, non soltanto sulle vendita ma ancora di più nel post vendita e nell'assistenza. Sicuramente è questa la lezione importante: la centralità del cliente e la qualità dei servizi che dobbiamo offrirgli per mantenerlo all'interno dell'ecosistema Skoda.
Skoda Epiq bozzetti
Oggi già la rete di concessionari fa un ottimo lavoro, abbiamo un tasso di fidelizzazione dei clienti molto alto. Dobbiamo non soltanto continuare a coccolare i nostri clienti ma, soprattutto con modelli nuovi come l'Epiq, attrarne ancora di più e, soprattutto, arrivare a coloro che ancora non ci conoscono perché, dati alla mano, chi prova una Skoda rimane piacevolmente colpito e vuole rimanere all'interno del nostro brand.
Le sue priorità professionali per questo 2026?
Dobbiamo lavorare bene sui lanci dei nuovi prodotti, quindi su Epiq e su Peaq. Chiaramente i risultati commerciali saranno anche influenzati da eventuali incentivi: l'anno scorso la Elroq ha fatto molto bene. E, secondo me, dobbiamo anche fare un passo ulteriore sul brand: abbiamo prodotti validi e completi che danno la possibilità al marchio di proporsi in modo diverso. Per questo svilupperemo dei veri progetti di comunicazione che riguardino il ciclismo e X-Factor. Lavoreremo per far distinguere il brand e farlo percepire più italiano, più in linea con le nostre auto.
Fotogallery: Skoda Peaq, le foto teaser
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