E se arrivassero incentivi per le auto usate?
L'Acea, associazione dei costruttori europei, chiede all'Europa di strutturare degli incentivi per auto usate
Gli incentivi auto sono un tema sul quale si dibatte da tempo, strumenti utilizzati da vari Paesi (europei e non) per sostenere la vendita di auto nuove, specialmente quelle con emissioni più basse. Un modo per rinnovare il parco circolante tagliando i prezzi di listino, ormai sempre più alti.
Non esistono però incentivi auto a livello europeo e proprio per questo l'Acea (associazione europea dei costruttori auto) chiede all'Europa di agire a riguardo. In una maniera però non scontata: introdurre incentivi per le auto usate.
Incentivi auto usate, la proposta Acea
Secondo l'associazione, che cita uno studio effettuato in collaborazione con Quantalyse, il mercato dell'usato è il "punto cieco" della transizione ecologica europea. Se i valori residui crollano e le infrastrutture di ricarica restano carenti, il mercato del nuovo rischia la paralisi. La sfida ora è creare politiche che rendano l'elettrico accessibile non solo a chi acquista una flotta aziendale, ma anche a chi cerca un'occasione di seconda mano, garantendo che la tecnologia "green" si diffonda equamente in tutta la società.
In tal senso si chiedono quindi incentivi per le auto usate (utilizzati in Italia nel 2025), guardando a modelli con pochi anni sulle spalle e con omologazione Euro 6, così da svecchiare il parco circolante europeo che ha un'età media di 12 anni.
Secondo Acea i vantaggi di una politica di incentivi sulle auto usate sono molteplici:
Stabilità dei valori residui: incentivare l'usato sostiene i prezzi di rivendita, riducendo il rischio percepito dai primi acquirenti e dai finanziatori, il che abbassa i canoni di leasing e stimola la vendita di veicoli nuovi.
Accessibilità e inclusività: gli incentivi mirati all'usato (specialmente per veicoli con più di 5 anni) permettono alle famiglie a basso reddito, per le quali il nuovo è inaccessibile, di partecipare alla transizione elettrica.
Effetto moltiplicatore: ogni euro investito per migliorare la ritenzione del valore nell'usato ha lo stesso impatto di un euro di sussidio all'acquisto, ma senza costi diretti per i contribuenti, poiché rafforza la fiducia dell'intero mercato.
Assorbimento dell'offerta: senza misure che stimolino la domanda di usato, l'afflusso massiccio di veicoli elettrici dalle flotte aziendali rischia di creare un eccesso di offerta che deprime i prezzi e blocca il rinnovo della flotta.
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