Un Ford Bronco senza freni anteriori va all’asta
Restaurato nel 2011, questo Ford Bronco da competizione racconta l’epoca delle corse estreme e delle modifiche senza compromessi
Negli ultimi anni i Ford Bronco d’epoca sono tornati al centro dell’attenzione, spesso protagonisti di restauri modernizzati o di progetti pensati per l’off-road più estremo. Ma l’esemplare del 1966 che sta per andare all’asta negli Stati Uniti racconta una storia diversa dal solito.
Non nasce come restomod, né come fuoristrada ricreativo, perché è stato costruito negli anni Sessanta come drag racer da sabbia e oggi è uno dei pezzi più singolari legati alla storia del modello.
Peso ridotto all’osso, anche a costo dei freni
Questo Ford Bronco, come anticipato, ha avuto origine come veicolo di pre-produzione, prima di essere trasformato radicalmente da Charlie Erickson e Bill Stroppe, due figure note nel mondo delle competizioni americane. Il risultato è un mezzo pensato esclusivamente per correre sulla sabbia, utilizzato nelle gare di fine anni Sessanta e modificato senza compromessi per ridurre il peso e migliorare le prestazioni.
Tutto ciò che non era essenziale è stato eliminato, seguendo una filosofia estrema che ancora oggi colpisce per coerenza e radicalità.
Ford Bronco, dragster da sabbia (1966)
La ricerca della massima leggerezza ha portato a soluzioni oggi impensabili su un’auto stradale. Le sospensioni anteriori sono abbinate ad ammortizzatori rinforzati, mentre le ruote sono da 15 pollici con pneumatici Goodyear specifici, caratterizzati da scanalature intagliate a mano per migliorare la trazione sulla sabbia. In nome delle prestazioni, i freni anteriori sono stati completamente eliminati, una scelta estrema ma coerente con l’obiettivo di ridurre ogni grammo superfluo.
Anche l’abitacolo segue la stessa logica minimalista. All’interno non ci sono rivestimenti, né comfort: un solo sedile, il volante e pochi strumenti fissati su una plancia in legno. Mancano porte e finestrini, dettaglio che rende evidente come questo Bronco non sia mai stato pensato per l’uso quotidiano.
Motore elaborato e meccanica da competizione
Sotto il cofano troviamo il sei cilindri in linea Ford da 170 pollici cubi, pari a circa 2,8 litri, profondamente rivisto rispetto alla configurazione originale. Il motore è stato dotato di un compressore Paxton, doppio carburatore Stromberg a due corpi e un collettore di aspirazione su misura, oltre a modifiche alle camme di aspirazione e scarico.
Non sono disponibili dati ufficiali sulla potenza, ma l’abbinamento con un cambio manuale a tre rapporti modificato lascia intuire un carattere decisamente più aggressivo rispetto al Bronco di serie.
Ford Bronco, dragster da sabbia (1966) con interni minimal
Quanto costa?
Il valore stimato per l’asta di Mecum Auctions (che ci sarà il 21 marzo) non è stato comunicato, ma per collezionisti e appassionati di storia Ford, questo Bronco rappresenta un oggetto unico, testimonianza di un’epoca in cui le regole erano poche e la creatività meccanica aveva campo libero.
Prima di arrivare sul mercato, è stato sottoposto a un restauro completo nel 2011, che ha mantenuto intatto l’aspetto storico ma ha aggiornato in modo sostanziale la parte meccanica.
Il lavoro ha incluso l’installazione di differenziali autobloccanti anteriori e posteriori, barre di trazione e una revisione completa delle sospensioni, per rendere il mezzo nuovamente funzionante e coerente con la sua vocazione originale.
Fotogallery: Ford Bronco, dragster da sabbia (1966)
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