L'alleanza tra Nissan, Honda e Mitsubishi alla fine si potrebbe fare
Dopo il naufragio della mega-fusione, le tre case cercano sinergie su veicoli elettrici e software automobilistici
Dopo lo spettacolare naufragio della mega-fusione annunciata nel 2024, Nissan, Honda e Mitsubishi continuano a discutere di partnership, cercando punti in comune per affrontare le sfide del mercato globale. Lo riporta Automotive News Europe, sottolineando che, nonostante i passi avanti nelle singole collaborazioni, i progetti concreti restano ancora pochi.
Le tre aziende, pur rimanendo tra i principali produttori giapponesi, si trovano del resto a fronteggiare problemi simili a quelli che hanno impedito la fusione: sovrapposizione di mercati principali, gamme di prodotti e siti produttivi.
Collaborazioni in attesa di concretezza
Nissan, guidata dal CEO Ivan Espinosa, ha già iniziato a collaborare con Mitsubishi fornendo una versione della sua auto elettrica Leaf e valutando insieme lo sviluppo di un SUV per il mercato nordamericano. Allo stesso tempo, la casa giapponese ha messo in vendita negli Stati Uniti la Outlander plug-in hybrid di Mitsubishi sotto il marchio Rogue, colmando una lacuna nella propria gamma ibrida.
Honda, seconda casa giapponese per volume, conferma invece che non esistono ancora piani concreti. Secondo il vicepresidente esecutivo Noriya Kaihara, le discussioni riguardano forniture complementari di modelli e lo sviluppo di sistemi software per veicoli, ma “entrambi abbiamo fatto progressi individuali e non è ancora il momento di trarre conclusioni”.
Priorità interne prima di nuove alleanze
Nonostante l'urgenza di consolidare risorse e competenze, Nissan e Honda hanno deciso di rimandare ogni progetto di integrazione completa per concentrarsi sulla propria stabilità finanziaria. Honda ha annunciato una revisione della strategia automobilistica, a causa delle perdite accumulate sugli investimenti prematuri in veicoli elettrici, pari a 267 miliardi di yen (circa 1,8 miliardi di euro) nei primi nove mesi dell’anno fiscale. Nissan, dal canto suo, prevede un secondo anno consecutivo di perdite nette superiori a 4 miliardi di dollari, con la chiusura di sette stabilimenti e la riduzione di 20.000 posti di lavoro.
Espinosa sottolinea come sia fondamentale avere un piano autosufficiente: “Affidarsi ad altri non significa necessariamente pianificare il successo. Dobbiamo avere qualcosa su cui possiamo contare da soli”. In questo contesto, l’idea di una collaborazione a tre resta viva, anche se il suo futuro dipenderà dall’evoluzione del mercato nordamericano e dalla capacità di ogni azienda di rafforzare la propria struttura interna.
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