Nuova Mazda CX-5, la prova del nuovo SUV giapponese da 35.900 euro
La CX-5 adotta un nuovo motore mild hybrid a benzina. Non è molto potente, ma la Mazda si guida bene, è comoda ed è silenziosa
La CX-5 è da sempre uno dei modelli di maggior successo di Mazda. E con questa nuova generazione arrivata in concessionaria da pochi mesi, la Casa giapponese punta a rimanere al top anche nel nostro Paese.
Più grande, più spaziosa e ora solo ibrida, la CX-5 si è evoluta parecchio rispetto al passato, pur confermando un posizionamento di prezzo interessante, con un listino che parte da 35.900 euro. L'ho provata a Barcellona per scoprirne pregi e difetti.
Esterni | Interni | Guida | Prezzi
| Mi piace | Non mi piace |
| Elevata abitabilità posteriore | Poco rapida in accelerazione |
| Ottima capacità del bagagliaio |
Materiali rigidi anche negli allestimenti più ricchi
|
| Posizione di guida non troppo alta |
Mazda CX-5 (2026), gli esterni
Dimensioni ed estetica evolvono parecchio sulla CX-5. Partendo dal primo aspetto, ora la Mazda è più lunga di 11,5 cm, per 4,69 m complessivi. E' larga 1,86 m (+1,5 cm), è alta 1,70 m (+3 cm) e ha un passo di 2,82 m (+11,5 cm). Le misure, quindi, sono importanti e la avvicinano molto alla sorella maggiore CX-60.
Il frontale è imponente, anche perché il cofano è più alto di 5 cm rispetto al modello uscente. La firma luminosa è spigolosa e la calandra è più ampia, mentre la mascherina in nero lucido (così come i passaruota e le minigonne, che sono presenti nell'allestimento Homura, il top di gamma) snelliscono complessivamente le proporzioni.
Nel posteriore troviamo dei gruppi ottici a sviluppo orizzontale con un design simile a quelli della CX-60. I cerchi hanno misure tra 17" e 19".
Mazda CX-5 (2026), gli interni
La plancia della Mazda ha un look elegante e minimalista. Oltre al nuovo quadro digitale da 10,25" con una visuale chiara e semplice, troviamo anche un display da 15,6" al centro (12,9" negli allestimenti meno equipaggiati). Integra le app di Google (come Maps e Assistant), l'intelligenza artificiale Google Gemini e le telecamere a 360°.
I comandi fisici sono ridotti al minimo. Ci sono solo quelli per sbrinare il parabrezza e il lunotto, mentre tutte le altre regolazioni del climatizzatore sono integrate nei display e alcune funzioni sono attivabili con due passaggi. Pure per regolare il volume dell'impianto multimediale Bose (di ottima qualità) bisogna usare uno slider nello schermo dato che non c'è un rotore fisico (al di là dei comandi al volante).
Mazda CX-5 (2026), gli interni
Per quanto riguarda i materiali, questi sono perlopiù rigidi (ma non ruvidi) nelle portiere e nella plancia. Di fatto, le uniche zone un po' morbide sono nella parte dei braccioli delle portiere e nel bracciolo centrale. Questo è un aspetto su cui si può chiudere un occhio negli allestimenti base, ma nel top di gamma mi sarei aspettato qualcosa di diverso.
Il passo maggiore di quasi 12 cm rispetto al modello uscente porta ad avere ancora più spazio per le gambe per i passeggeri posteriori. E i passeggeri più alti hanno tanto agio anche per la testa. Inoltre, le portiere posteriori si aprono quasi a 90°, facilitando la salita a bordo.
Mazda CX-5 (2026), il bagagliaio
Naturalmente, anche il bagagliaio risente in positivo dell'aumento di dimensioni. Ora, il vano è più grande di 61 litri, per una capacità minima di 583 litri (contando anche il doppiofondo) e totale di 2.019 litri abbattendo la fila posteriore in configurazione 40:20:40.
Mazda CX-5 (2026), la guida
Sotto al cofano della nuova CX-5 c'è un 2.5 quattro cilindri aspirato da 141 CV e 238 Nm con funzionamento mild hybrid a benzina. La trazione è anteriore o integrale (a seconda dei modelli) e l'abbinamento è esclusivamente a un cambio automatico a sei rapporti. Più avanti la gamma si allargherà con l'arrivo del nuovo Skyactiv-Z full hybrid a benzina.
Mazda CX-5 (2026), la prova su strada di Motor1.com
Il fatto di avere un motore aspirato (a differenza di tante rivali che sono turbo) permettere di ottenere una risposta reattiva quando si preme sull'acceleratore. Tuttavia, quando c'è bisogno di prendere velocità in fretta, il 2.5 mostra qualche limite. Accelerando a fondo, il propulsore sale tanto di giri e si fa sentire un po' troppo nell'abitacolo. Il cambio automatico non è poi velocissimo in scalata.
Ma è anche vero che le qualità di questa Mazda sono altre. Prima di tutto la tecnologia. Infatti, il motore è capace di disattivare due cilindri a velocità costante per ridurre i consumi. Inoltre, la Casa ha lavorato moltissimo per ridurre notevolmente vibrazioni e soprattutto rumori percepiti all'interno dell'abitacolo.
Questo perché troviamo nuovi pannelli fonoassorbenti e i vetri anteriori doppi (anche negli allestimenti base) che migliorano l'insonorizzazione. Il risultato è che a velocità urbane sembra di viaggiare su un'auto elettrica, mentre in autostrada si sentono poco fruscii aerodinamici e rumore di rotolamento degli pneumatici.
Mazda CX-5 (2026), la prova su strada di Motor1.com
Resta confermata poi la presenza del G-Vectoring Control Plus nelle versioni con trazione integrale. Su questi modelli, il sistema interviene sul bilanciamento della coppia per migliorare la risposta dello sterzo e dare maggiore stabilità o fluidità in curva, a seconda delle situazioni.
Infatti, alla guida la CX-5 risulta piacevole, con una posizione di guida non troppo alta e un rollio poco accentuato rispetto a quello di altre rivali. Convincente anche il feeling dello sterzo, sufficientemente diretto per dare sicurezza quando si alza il ritmo in curva.
La dotazione di sicurezza è poi completa e include elementi molto utili. Per esempio, In caso di malore del conducente, l'auto può rallentare progressivamente fino a fermarsi e ad attivare le quattro frecce.
C'è poi il cambio di corsia assistito e un sistema capace di riconoscere la differenza di velocità rispetto al veicolo che precede e di intervenire quindi sui freni, tenendo a distanza la CX-5 (un po' come succede sulle auto elettriche dotate della frenata rigenerativa automatica).
Mazda CX-5 (2026), i prezzi
La CX-5 parte da 35.900 euro con l'allestimento Prime Line, abbinabile solo alla trazione anteriore. Qui ci sono di serie elementi come troviamo di serie elementi come i cerchi da 17", i fari anteriori LED, il quadro strumenti da 10,25" e il display centrale da 12,9", oltre ai sedili in tessuto e al volante in pelle.
Nella top di gamma Homura ci sono cerchi da 19", le modanature in nero lucido per il paraurti e gli interni in pelle nera o color cuoio sportivo. Nell'allestimento di mezzo chiamato Exclusive Line, infine, ci sono il display centrale da 15,6", il sedile del passeggero anteriore regolabile elettricamente, i sedili posteriori riscaldabili, l'impianto audio Bose da 12 altoparlanti e il sistema di telecamere a 360°.
Fotogallery: Mazda CX-5 (2026), la prova su strada di Motor1.com
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