Si guida bene, ma distrae un po'. La prova della Aion Ut
Lunga quasi come una Volkswagen ID.3 la Aion Ut è disegnata in Italia e prodotta in Austria. Ecco come va
Se pensate che ormai tutto, ma proprio tutto, debba avere una carrozzeria SUV vi sbagliate. Le compatte, quelle classiche, senza assetto rialzato, ci sono ancora. Una delle ultime novità si chiama Aion Ut e viene dalla Cina. Anzi no, ha passaporto italiano e austriano, anche se l'accento è smaccatamente cinese. Mi spiego.
Aion è un brand del Gruppo GAC, tra i più importanti della Cina e per il suo nuovo modello ha scelto di fare affidamento sul proprio centro stile italiano. Ha sede a Milano ed è operativo da 5 anni, durante i quali sono state sfornate proposte di stile e concept. Progetto approvato dalla Casa madre e affidato a Magna Steyr, colosso austriaco dell'auto, che assembla la Aion Ut nel proprio stabilimento di Graz. Triplice passaporto per una compatta elettrica che ho provato in un breve test drive nei dintorni di Milano. In questa prova vi racconto tutto.
Esterni | Interni | Guida | Prezzi | Pro e contro
Aito Ut: gli esterni
Design italiano dunque per la Aion Ut, che nelle proporzioni riprende la Volkswagen ID.3 con cofano corto, linee morbide e sbalzi ridotti. Anche la lunghezza è molto simile a quella della rivale tedesca: 4,27 metri di lunghezza. A differenziarla da molte novità viste negli ultimi tempi ci pensano i gruppi ottici, che sia davanti sia dietro rinunciano a linee luminose orizzontali. A volte per distinguersi basta tornare al passato.
| Lunghezza | Larghezza | Altezza | Passo |
| 4,27 metri | 1,85 metri | 1,58 metri | 2,75 metri |
Aion Ut: gli interni
La Aion Ut è figlia dei nostri tempi e negli interni ricalca quella che ormai è un'impostazione molto classica: strumentazione digitale (da 8,8") sul piantone dello sterzo e monitor centrale (da 14,4") per l'infotainment, inseriti in un abitacolo molto minimal che fa praticamente a meno di pulsanti fisici. Se da una parte quindi non ci sono novità di rilievo da parte del design, dall'altra ci si sente un po' a casa, inseriti in un ambiente familiare dal punto di vista dell'impostazione e anche molto comodo e arioso.
Aion Ut, gli interni
La piattaforma nativa elettrica e il passo lungo e ben disteso regalano tanto spazio e sedersi dietro significa accomodarsi su un divanetto accogliente, con centimetri a sufficienza per gambe e testa. Anche il bagagliaio svolge egregiamente il proprio lavoro, con una capacità di carico che varia da 440 a 1.600 litri. Ci sono SUV compatti che fanno peggio.
Tornando alla tecnologia il sistema di infotelematica ha una grafica comune a molti altri modelli di tanti altri brand (specialmente cinesi), bella da vedere ma rivedibile dal punto di vista dell'usabilità. Perdersi nei menù - molto scorrevoli - è facile, a discapito dell'attenzione durante la guida. Il volante si impugna bene e le razze ospitano pochissimi pulsanti fisici e due rotori, uno a destra e uno a sinistra, configurabili. Una scelta che si ritrova su Tesla e altri costruttori e che non trovo particolarmente comoda: durante la prova della Aion Ut mi sarebbe piaciuto sistemare la posizione degli specchietti retrovisori, ma avrei dovuto entrare nel menù dell'infotainment, settare la funzione per il rotore di destra e poi finalmente regolare gli specchietti.
A livello di qualità invece nulla da dire: la firma di Magna si vede tutta e tra materiali e assemblaggi il livello è decisamente buono.
Aion Ut: la guida
Progressività. È questo il primo termine che mi è venuto in mente durante la prova della Aion Ut. Abituati come siamo ad auto elettriche che accelerano in modo immediato, la piccola cinese sembra voler andare (parzialmente) contro corrente. Ed è un bene. L'accelerazione infatti non è immediata - attenzione però, la Ut non è per nulla pigra - ma (appunto) progressiva. Si avvicina all'esperienza di guida di un'auto termica, con quel qualcosa in più proprio dell'elettrico. Così si ha una sensazione meno straniante, mantenendo naturalmente la silenziosità tipica dell'elettrico, che non fa però emergere fruscii aerodinamici né rotolamento ruote.
Aion Ut
Mi è piaciuto anche il feeling del freno: corsa sufficientemente lunga, nessuna sensazione "on-off" che può dare vita a involontarie inchiodate. La Aion Ut risulta così docile e facile, merito anche di una buona visibilità. Il test drive non è stato particolarmente lungo e mi ha portato a percorrere autostrada (tanta) e poca città, ma tra le viette milanesi mi ha colpito molto positivamente il raggio di sterzata. Divincolarsi tra auto parcheggiate in maniera fantasiosa e traffico da settimana prima del Salone del Mobile è stato più facile del previsto.
Per quanto riguarda l'assetto l'impressione è stata quella di un'impostazione alla cinese: taratura votata al comfort con conseguente tendenza al rollio, che non emerge però più di tanto grazie all'assetto non da SUV.
Guardando alla scheda tecnica la Aion Ut è mossa da un motore elettrico anteriore da 204 CV alimentato da una batteria da 60 kWh netti, per un'autonomia di 430 km. Per passare dal 10 all'80% della capacità delle batterie ci vuole poco meno di mezz'ora e grazie alla tecnologia V2L (Vehicle to Load) si possono ricarica device esterni, con potenza massima di 3,3 kWh.
Aion Ut: i prezzi
I prezzi della Aion Ut non sono ancora stati comunicati, sappiamo però che gli allestimenti saranno due e il listino dovrebbe partire da circa 28.000 euro. L'allestimento di serie è particolarmente ricco già nella entry level e mancano giusto sedili ventilati, piastra per la ricarica a induzione dello smartphone, tetto panoramico e portellone ad azionamento elettrico.
Per la commercializzazione GAC dovrebbe fare affidamento (manca la conferma ufficiale) su Autotorino, sfruttando la rete capillare presente in Italia.
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