Elli, Palazzo: “L’auto elettrica ora può far guadagnare”
Il CEO di Elli Giovanni Palazzo racconta la nuova frontiera del V2G: l’auto restituisce energia alla rete e può generare valore economico
Nel pieno della trasformazione energetica e della mobilità elettrica, il ruolo delle infrastrutture di ricarica e dei servizi intelligenti sta diventando sempre più centrale. In questo scenario si inserisce l’evoluzione di Elli, la società del Gruppo Volkswagen Group nata per accompagnare la diffusione dell’elettrico e oggi sempre più orientata verso un ecosistema integrato tra auto, casa, azienda e rete.
Nata inizialmente con l’obiettivo di offrire agli automobilisti strumenti semplici per la ricarica domestica e in viaggio, Elli ha rapidamente ampliato il proprio raggio d’azione fino a diventare uno dei principali attori europei nel charging e nei servizi energetici, con accesso a una delle reti di ricarica più estese del continente. Negli ultimi anni, però, il mercato è cambiato profondamente: l’hardware si è consolidato, la concorrenza si è intensificata e le esigenze di privati e aziende si sono spostate verso soluzioni sempre più integrate.
Un vero "eco"sistema
Oggi Elli non è più soltanto il “braccio” del Gruppo Volkswagen per la ricarica, ma un soggetto strategico che opera all’incrocio tra mobilità ed energia. Il suo ruolo è quello di connettere veicoli elettrici, wallbox, sistemi fotovoltaici, batterie di accumulo, pompe di calore e infrastrutture di rete in un unico sistema intelligente, capace di ottimizzare i flussi energetici, ridurre i costi e aumentare l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili. Una visione che punta a trasformare l’auto elettrica in una vera risorsa energetica attiva, all’interno di quello che Elli definisce Managed Battery Network.
È proprio su questa evoluzione, e sul futuro di un ecosistema in cui energia e mobilità sono sempre più connesse, che ne parliamo con Giovanni Palazzo, amministratore delegato di Elli, per capire come cambiano le esigenze del mercato, quale sarà il ruolo del software nella gestione dell’energia e come il Gruppo Volkswagen immagina la prossima fase dell’elettrificazione in Europa.
Si parla spesso di ecosistema. Elli viene presentata come l'ecosistema per antonomasia dell'elettrificazione automotive. Cosa intende con questo termine e in che senso Elli è un ecosistema?
Elli è un ecosistema perché offriamo sistemi di ricarica in evoluzione. Significa che oggi puoi comprare una wallbox, collegarci il tuo pannello solare senza grandi complessità — abbiamo un piccolo EMS integrato nella wallbox — e puoi anche associare una tariffa di tipo dinamico. È un primo livello di smart charging che tecnicamente consente di arrivare fino al 30% di risparmio.
Parlo di evoluzione perché già oggi stiamo lavorando sul V2H, Vehicle to Home, in cui l'auto diventa un elemento perfettamente integrato all'interno del contesto residenziale. Abbiamo un progetto pilota attivo in Germania e i primi dati ci dicono che, già con il V2H, i clienti riescono a essere autarchici dal punto di vista energetico fino al 95%. Uno dei nostri clienti ci ha riferito di riuscire a risparmiare fino a 1.000 euro all'anno.
Poi arriviamo alla sublimazione di questa evoluzione, che è il V2G — Vehicle to Grid — in cui l'auto non è solo un elemento integrativo dell'ecosistema energetico, ma ti aiuta, addirittura, a generare un profitto, dando la possibilità all'utente finale di restituire alla rete l'energia in eccesso. Questo avviene garantendo quello che tecnicamente si chiama plug-in time: devi semplicemente mantenere l'auto connessa alla wallbox bidirezionale AC o DC, e noi come operatori ti premiamo perché siamo in grado di monetizzare queste capacità virtuali nel mercato di trading europeo e internazionale.
Elli è anche un fornitore di energia, non solo di infrastrutture. Come funziona questo lato del business?
Sì, in Germania abbiamo due prodotti energetici. Uno si chiama Volkswagen Naturstrom — Naturstrom significa "energia naturale" — e conta quasi 100mila clienti residenziali. Il secondo è una tariffa flessibile e digitale che consente di partecipare attivamente al mercato energetico, necessaria per abilitare il V2H e il V2G.
Questo modello verrà replicato in Italia o in altri mercati europei?
Non abbiamo intenzione di entrare come fornitori di energia in nuovi mercati. La situazione tedesca è frutto di una preesistenza storica e ne siamo molto soddisfatti, ma non è un modello che vogliamo replicare altrove. La nostra strategia sarà quella di offrire in modo verticale la wallbox bidirezionale e tutta la parte aggregativa e di trading che manterremo internamente, collaborando, invece, con operatori locali di energia — penso a Enel X in Italia, EDF in Francia, Iberdrola in Spagna e così via.
L'Europa va a velocità molto diverse sul fronte dell'elettrificazione. Cosa manca all'Italia per recuperare il ritardo e affrontare la transizione in modo virtuoso?
È una domanda molto bella. Sono italiano, romano e lavoro all'estero, quindi ho un punto di vista privilegiato. La ricetta, senza voler ipersemplificare, è abbastanza chiara.
Prima di tutto bisogna abbassare il prezzo unitario dell'energia e per farlo occorre investire massicciamente nelle rinnovabili. In Italia il costo alla punta — soprattutto fuori casa — arriva a 70, 80, anche 90 centesimi per kWh, una cifra che mette seriamente a rischio la sostenibilità del modello elettrico per l'utente finale.
Volkswagen ID.3 Neo 2026
In secondo luogo, bisogna uscire dalla discussione ideologica. L'elettrico è ancora un tema divisivo nel dibattito pubblico italiano, ed è difficile superare questa impasse. Detto questo, ci sono segnali incoraggianti: ogni volta che arriva sul mercato un prodotto giusto a un prezzo allettante, anche il consumatore italiano acquista elettrico. Lo abbiamo visto nelle ultime settimane con diversi modelli.
Infine, sul fronte infrastrutturale: l'Italia conta circa 70mila punti di ricarica AC e DC, un numero non lontano da quello tedesco. Il vero gap è la qualità e l'affidabilità della ricarica nei centri urbani, dove manca un investimento serio sia in AC di qualità sia in DC ad alta potenza. Se a questo si aggiungono misure monetarie e non monetarie — ricordiamo quando le auto elettriche potevano parcheggiare sulle strisce blu o accedere alle ZTL gratuitamente — con un piano organico la mobilità elettrica può davvero decollare. Lo dimostrano Spagna e Francia, paesi con strutture urbane simili alle nostre che, avendo investito con una strategia chiara, stanno accelerando in modo molto significativo.
Volkswagen ID.3 Neo 2026
Ultima domanda: che rapporto c'è tra Elli e la componente più propriamente automotive del Gruppo Volkswagen? E le auto hanno caratteristiche specifiche per abilitare il V2G?
Due considerazioni. La prima: siamo ormai fortemente integrati nei processi di sviluppo dei veicoli sul lato ricarica. Nessun marchio del Gruppo va in produzione senza consultare i nostri esperti. Forniamo indicazioni tecniche che entrano direttamente nelle specifiche dei veicoli — siamo parte attiva di quel processo.
La seconda: siamo completamente integrati nel modello di vendita dell'auto. Nel passato si vendeva un pezzo di metallo; oggi si vende un pacchetto che include un voucher di accesso all'infrastruttura di ricarica e un'offerta energetica per la casa. In futuro immaginiamo una wallbox integrata direttamente nell'auto, accompagnata da un contratto energetico. Questo approccio aiuta a stabilizzare il valore residuo del veicolo, ad arricchirne il contenuto di qualità e a fidelizzare il cliente nel tempo.
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