Il settore dei ricambi auto offre lavoro
Le aziende cercano personale e investono, ma faticano a trovare figure qualificate sul mercato
Il settore dei ricambi auto in Italia continua a crescere e a generare valore, ma si scontra sempre di più con un problema concreto: trovare personale qualificato. A dirlo è la ricerca “Il settore dell’Aftermarket dell’automotive in movimento”, realizzata dal Centro Studi Tagliacarne per la Camera di commercio di Modena, insieme alla Camera di commercio di Torino e con il supporto di ANFIA.
Nonostante un giro d’affari da oltre 31 miliardi di euro e prospettive di crescita, la carenza di competenze rischia di rallentare la corsa del comparto.
Crescono fatturato e assunzioni, ma non basta
L’aftermarket automotive, che comprende produzione e vendita di ricambi e servizi legati all’auto, rappresenta oggi una fetta importante dell’economia italiana, con oltre 400 mila occupati e una produttività superiore alla media nazionale. Le imprese guardano con moderato ottimismo al futuro: circa una su quattro prevede un aumento del fatturato e il 36% punta ad assumere nuovo personale già nel 2026.
A sostenere il settore è anche la forte vocazione internazionale, con il 67% delle aziende attive sui mercati esteri. Tuttavia, la crescita si innesta in un contesto di trasformazione tecnologica ancora parziale: la maggior parte delle imprese resta legata alla componentistica per motori tradizionali, mentre gli investimenti nell’elettrico procedono con cautela.
"L’aftermarket automotive si conferma un pilastro tutt’altro che marginale dell’economia italiana", ha spiegato il presidente del Centro Studi Tagliacarne e della Camera di commercio di Modena, Giuseppe Molinari, evidenziando però alcune criticità da non sottovalutare.
Dove gira di più il business dell'aftermarket auto
| Area | Valore prodotto | Peso sull’economia locale | Occupati |
| Lombardia | 8,8 miliardi € | 2% | 102.320 |
| Emilia-Romagna | 4,3 miliardi € | 2,4% | 48.787 |
| Veneto | 4,2 miliardi € | 2,3% | 54.093 |
| Piemonte | 3,7 miliardi € | 2,6% | 47.497 |
| Marche | 979 milioni € | 2,2% | 14.199 |
Il vero problema è trovare personale qualificato
Il nodo principale riguarda il mismatch tra domanda e offerta di lavoro. Due imprese su tre segnalano difficoltà nel reperire figure professionali adeguate e, per il 36,8%, questo problema potrebbe tradursi direttamente in un freno alla crescita. Non solo: oltre la metà delle aziende prevede un aumento del carico di lavoro per i dipendenti già presenti, con effetti anche sui costi di gestione.
A complicare ulteriormente il quadro si aggiungono le incertezze sulle forniture di componenti strategici, come semiconduttori e batterie, e la crescente pressione internazionale.
Secondo il presidente della Camera di commercio di Torino, Massimiliano Cipolletta, il settore si trova ad affrontare le stesse sfide dell’intero comparto automotive, tra transizione elettrica e nuove dinamiche globali.
In questo scenario, come sottolineato dal presidente del Gruppo Componenti di ANFIA, Marco Stella, diventa essenziale sostenere le imprese con politiche mirate, soprattutto sul fronte del lavoro e della competitività.
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