Porsche Boxster E, l’abbiamo guidata

Il Michelin Challenge Bibendum di Berlino è il primo evento in cui Porsche fa toccare con mano la Boxster E, prototipo di sportiva elettrica che sperimenta le soluzioni studiate dai tecnici tedeschi per non rinunciare al piacere di guida, anche quando le auto fanno a meno del tradizionale motore a combustione interna. La nostra prima presa di contatto è avvenuta sulla pista dell'aeroporto dismesso di Tempelhof, con uno dei due prototipi a trazione posteriore (il terzo esemplare esistente, invece, è a trazione integrale). Vi riportiamo dunque le impressioni di guida di un breve percorso tracciato tra i birilli.

SOUND VIRTUALE, MA COINVOLGENTE

Prima di accedere all'abitacolo leggiamo sulla portiera "Porsche Intelligent Performance", ma oltre alla vista un altro dei nostri sensi viene conivolto: l'udito. Non per il silenzio che ci si aspetta da una vettura elettrica, ma dal suono riprodotto elettronicamente - e diffuso da altoparlanti nel sottoscocca e nell'abitacolo - come se si avesse a che fare con un'auto ferma con il motore al minimo. Il tecnico Porsche che ci accompagna per questo breve test ci spiega che il sistema è disinseribile, ma che è stato studiato per far percepire meglio le performance del veicolo. Percorrendo i primi metri, infatti, ci accorgiamo che l'intensità del sound è legata alla velocità e alla posizione del pedale dell'acceleratore, il cui feedback è molto simile a un'auto tradizionale e restituisce la sensazione di "peso" giusta per valutare la richiesta ...