Audi A6 restyling, sofisticata potenza
Prima prova dell’“astronave” tedesca con fari Matrix LED, frecce dinamiche, molle in vetroresina e motori ultra ad alta efficienza
Se c'è una certezza nel mondo dell'automobile questa si chiama Audi A6, la berlina premium che da 20 anni rappresenta la Germania nel mondo, assieme a BMW Serie 5 e Mercedes Classe E. Il lusso, la tecnologia e le comodità di viaggio della A6 sono ai massimi livelli, praticamente da ammiraglia come dimostrano anche i tanti utilizzi da "auto blu"; il podio non ė però un risultato acquisito e immutabile, sicché pure l'Audi A6 ha bisogno di aggiornarsi fra una generazione e l'altra, proprio per rimanere nell'Olimpo delle grandi berline. Il 2014 è l'anno di tale aggiornamento, quello che dal mese di novembre porterà nelle concessionarie italiane l'Audi A6 restyling. Per provare in anteprima la rinnovata quattro porte lunga poco meno di 5 metri sono volato a Dresda, dove le strade lisce della ex Germania dell'Est aiutano ad esaltare le doti da grande viaggiatrice della rinnovata A6.
Luci a LED da astronave
La prima cosa che ho notato sono le poche e sapienti modifiche apportate allo stile esterno, dove i più attenti possono notare i nuovi fari a LED e Matrix LED e una scelta di cerchi in lega fino a 20" di disegno inedito. A parte l'effetto spettacolare che i bianchissima fari a LED proiettano sulla strada e la bella firma luminosa anteriore c'è l'effetto molto hi-tech degli indicatori di direzione dinamici, ovvero le frecce a LED che si accendono in maniera progressiva. Altri "perfezionamenti" riguardano la calandra single frame, lo stile dei paraurti e i sottoporta laterali; piccoli elementi che invecchiano di colpo il modello precedente e rendono desiderabile la nuova A6: missione compiuta, insomma! Il resto delle modifiche è invece sotto la carrozzeria (berlina o Avant), riservate alla meccanica, ai materiali leggeri e ai motori ulteriormente affinati, tutti Euro 6.
Un ambiente sempre accogliente
L'abitacolo dell'Audi A6, anche quella ristilizzata, mi accoglie sempre nel modo migliore, con un posto guida adatto ad ogni taglia e spazio abbondante per i fortunati passeggeri. La strumentazione, quasi fantascientifica, ha due indicatori circolari separati da uno spettacolare display/navigatore con Google Maps che si somma allo schermo da 8" dell'MMI plus motorizzato e all'head display a colori proiettato sul parabrezza; l'effetto astronave ė assicurato. Tutto ok anche dal fronte ausili alla guida, con il Cruise controllo adottivo che non sbaglia un colpo e l'Audi Active Lane Assist che aiuta a mantenere la corsia di marcia. Per la familiare A6 Avant c’è anche la comoda apertura motorizzata del portellone con comando a sensore. Il bagagliaio resta invariato e arriva sulla Avant fino a 1.680 litri di capacità.
2.0 TDI ultra 190 CV S tronic, quella poco assetata
La prima A6 restyling che ho provato nella ex DDR è la berlina 2.0 TDI ultra 190 CV S tronic, versione che dichiara un consumo combinato di soli 4,2 l/100 km. In realtà ero molto curioso di provare le speciali sospensioni con molle in vetroresina invece che in acciaio, realizzate con l'italiana Sogefi e riservate proprio alla 190 CV. Coi consumi non sono riuscito a fare meglio di 6,3 l/100 km nella breve prova di 40 km, per la verità con un paio di poco efficienti puntate in autostrada. A livello di assetto non ho trovato differenze rispetto alle molle "normali" e ciò mi fa credere che il futuro dell'auto ultraleggero passi anche da qui. La cosa bella è che l'abbinamento fra il due litri diesel più potente in gamma, il cambio a doppia frizione 7 marce e la trazione anteriore è così equilibrato e piacevole che solo i più "assetati" di potenza possono pensare di rivolgersi al 3.0 TDI. Anche l'abbandono del multitronic in favore dell'S tronic lascia spazio a pochi rimpianti, non fosse altro per la velocità di cambiata e l'efficienza del doppia frizione.
Audi A6 3.0 TDI quattro, un portento da 320 CV
Un mondo a parte è poi l'A6 Avant 3.0 TDI quattro tiptronic clean diesel biturbo 320 CV, la poderosa familiare a gasolio che sorprende per il suono da sportiva vera, la progressione inesauribile e la coppia di 650 Nm che trova una spalla fidata nel cambio tiptronic a 8 rapporti. Mi sembra quasi superfluo ricordare che qui siamo al top dei propulsori diesel e che un viaggio sulla 3.0 TDI resta ben impresso nella memoria. Confesso pure che ogni volta che interviene lo start/stop a spegnere il motore sento quasi la mancanza del cupo borbottio del V6 common rail: ok, non è un V8 benzina, ma tenuto conto che in oltre 66 chilometri di prova ho consumato in media 8,7 l/100 km, direi che mi posso proprio accontentare!
Prezzi a partire da 43.100 euro
L’Audi A6 restyling ha un listino prezzi ritoccato leggermente al rialzo, giustificato da motori con potenze superiori, nuovi contenuti tecnologici e uno stile ancora più moderno. Si parte dai 43.100 euro della berlina 2.0 TDI ultra 150 CV, cifra che nel caso di carrozzeria Avant sale a quota 45.500 euro. La sofisticata 2.0 TDI ultra S tronic 190 CV con molle in vetroresina e consumi sempre contenuti in 4,2 l/100 km viene venduta a 47.550 euro. Per avere la trazione integrale con il motore a gasolio occorre portarsi sulla 3.0 TDI quattro S tronic con potenze da 218 a 320 CV e prezzi da 55.050 a 61.900 euro (57.450-64.300 euro la Avant). Chi vuole la speciale A6 allroad deve essere invece disposto a spendere almeno 61.050 euro, il prezzo della 3.0 TDI quattro S tronic 218 CV. Per conoscere i prezzi di tutte le altre versioni leggete il nostro articolo sui prezzi di A6 restyling.
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