Auto ibrida plug-in, come funziona? La sua anatomia con la Kia Niro Plug-In
Kia Niro Plug-In Hybrid 2018, il video e la prova del crossover ibrido con batterie ricaricabili "fratello" della Niro Hybrid
I motori ibridi convenzionali danno il loro meglio in città, dov'è più facile sfruttare la parte elettrica nelle ripartenze o quando si cerca parcheggio guidando a bassa velocità. In autostrada o nelle strade di scorrimento questi benefici vengono meno, perché il motore a zero emissioni non è in grado di far muovere l'auto alle andature più sostenute e le batterie non garantiscono percorrenze superiori a pochi chilometri. Questo però non vuol dire che l'ibrido sia una tecnologia prevalentemente da città. Lo dimostrano vetture come ad esempio il crossover Kia Niro Plug-In Hybrid, disponibile con un motore ibrido "normale" e uno di tipo plug-in, dotato cioè di batterie ricaricabili anche dalla rete elettrica e non soltanto nei rallentamenti, come invece avviene sugli ibridi convenzionali. Motori di questo genere assicurano percorrenze molto più elevate a zero emissioni e permettono teoricamente di vedere il benzinaio una volta al mese, perché l'autonomia con i motori elettrici è tale da poter lasciare spento a lungo il benzina.
La tecnologia si paga
A zero emissioni fino a 120 km/h
Fotogallery: Kia Niro Plug-In, anatomia dell'ibrido
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