Kia Niro Plug-In Hybrid 2018, il video e la prova del crossover ibrido con batterie ricaricabili "fratello" della Niro Hybrid

I motori ibridi convenzionali danno il loro meglio in città, dov'è più facile sfruttare la parte elettrica nelle ripartenze o quando si cerca parcheggio guidando a bassa velocità. In autostrada o nelle strade di scorrimento questi benefici vengono meno, perché il motore a zero emissioni non è in grado di far muovere l'auto alle andature più sostenute e le batterie non garantiscono percorrenze superiori a pochi chilometri. Questo però non vuol dire che l'ibrido sia una tecnologia prevalentemente da città. Lo dimostrano vetture come ad esempio il crossover Kia Niro Plug-In Hybrid, disponibile con un motore ibrido "normale" e uno di tipo plug-in, dotato cioè di batterie ricaricabili anche dalla rete elettrica e non soltanto nei rallentamenti, come invece avviene sugli ibridi convenzionali. Motori di questo genere assicurano percorrenze molto più elevate a zero emissioni e permettono teoricamente di vedere il benzinaio una volta al mese, perché l'autonomia con i motori elettrici è tale da poter lasciare spento a lungo il benzina.

La tecnologia si paga

 
Iniziamo subito dicendo che i motori ibridi plug-in hanno un costo d'acquisto ben superiore rispetto agli ibridi normali (di 6.700 euro nel caso della Niro Plug-In), complice la presenza di un motore elettrico molto più capace e di batterie maggiorate: sulla Niro Plug-in Hybrid il motore eroga 60 CV e le batterie "stoccano" 8,9 kWh di energia, mentre la Niro Hybrid fa affidamento su un motore da 44 CV e una batteria da 1,56 kWh. Il funzionamento dei motori però non cambia: sono collegati alle ruote anteriori e muovono l’auto insieme o separatamente a seconda delle condizioni, dello stile di guida e dello stato di carica delle batterie. Su entrambe è previsto inoltre il motore a benzina 1.6 da 105 CV, che funziona secondo il ciclo Atkinson (e non con il ciclo Otto) e quindi promette una maggiore efficienza a scapito della potenza massima. Le batterie si trovano sotto i sedili posteriori e il pavimento del portabagagli, dove rubano poco spazio alle persone o agli oggetti: la capacità di carico infatti passa dai 373 litri della Hybrid ai 324 litri della Plug-In Hybrid.

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A zero emissioni fino a 120 km/h

 
L'alto costo d'acquisto della Kia Niro Plug-in Hybrid si ripaga in parte con la possibilità di sfiorare i 60 chilometri ad emissioni zero, quindi teoricamente di coprire tutti gli spostamenti giornalieri senza mai far accendere il 1.6. La crossover infatti si accende e viaggia con il motore elettrico fino a quando non si scarica la batteria o in situazioni particolari, ad esempio oltre i 120 km/h, velocità che si può raggiungere anche con un certo piglio: a differenza che sulla Hybrid, dove l'acceleratore non va premuto troppo a fondo per non far entrare in funzione il benzina, sulla Plug-In Hybrid è possibile anche accelerare in maniera decisa e godersi i 10,8 secondi promessi dalla Kia nel passaggio da 0 a 100 km/h. Per ricaricare la batteria vanno messe in conto 9 ore da un normale impianto casalingo, oppure 2,5 ore "appoggiandosi" a una rete da 240 V.

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Fotogallery: Kia Niro Plug-In, anatomia dell'ibrido