Renault Captur (2024), perché comprarla e perché no
La versione full hybrid si guida bene ed è agile, e l'infotainment Google tra i migliori in circolazione. L'assetto, però, è rigido
È stata tra le prime del segmento, capace di convincere tanti nuovi clienti a passare alla Casa della Losanga. La Renault Captur è diventata un po' un'istituzione nella gamma del costruttore francese e, sebbene ora sia stata affiancata dalla già voluminosa Symbioz, ha ancora la sua da dire.
Motori ibridi e infotainment firmato Google sono solo due delle carte vincenti nel suo mazzo. C'è tanto altro ma, ovviamente, anche aspetti che possono essere migliorati. Vediamo tutto in questo #PerchéComprarla: ecco com'è, come va e quanto consuma.
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Dimensioni | Interni | Guida | Consumi | Prezzi
Pregi e difetti
| Ci piace | Non ci piace |
| Doti dinamiche e fluidità di marcia | Assetto rigido |
| Infotainment Google | Visibilità posteriore |
| Taratura ADAS | |
| Bocchette d'aerazione dietro |
È cresciuta tanto, la Captur. Nei contenuti, non nelle dimensioni, e con i vari aggiornamenti e l’offerta di ben quattro motorizzazioni diverse, rimane una delle scelte più interessanti del segmento.
Dimensioni, bagagliaio e spazio
Le modifiche estetiche, che rendono la Captur più matura e meno "giocattolosa", non intaccano le dimensioni esterne che restano pressoché identiche al modello uscente. Il suo bagagliaio è capiente, ma su questa full hybrid la componente elettrica fa rinunciare a qualcosa in termini di litri totali. Eppure ciò non le impedisce di offrire un doppiofondo capiente, col pavimento che può essere regolato in basso. Peccato però che sotto la cappelliera non ci stia.
Renault Captur restyling, la prova di Motor1.com
Lo spazio è sfruttabile grazie anche al divano scorrevole, che crea una piccola botola quando spostato in avanti. Ci sono due ganci alti e il divano si abbatte in configurazione 60:40.
Renault Captur restyling, la prova di Motor1.com
L’apertura delle portiere è ampia e anche chi, come me, supera il metro e novanta non ha problemi per le gambe o per la testa. Diverso al centro, dove invece lo scalpo sfiora. Ottimo che ci siano le bocchette dell’aria, sempre più rare in questo segmento, e ben tre prese di ricarica.
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Le misure |
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Fuori |
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Lunghezza |
4,24 metri |
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Larghezza |
1,80 metri |
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Altezza |
1,57 metri |
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Passo |
2,64 metri |
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Dentro |
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Bagagliaio |
348 / 484 - 1.458 / 1.596 litri |
Plancia e comandi
I piccoli aggiornamenti svelano un'evoluzione molto furba. Il primo è l’infotainment powered by Google, l’altro è nell’introduzione di nuove funzioni che aumentano le possibilità alla guida. Non ci sono più i rotori per il controllo del clima, che resta monozona, perché ora i comandi sono integrati nel touch. Al loro posto c’è un nuovo portaoggetti.
Renault Captur restyling, la prova di Motor1.com
Per il resto, si ritrova la console sospesa, che forse potrebbe essere fissata un po’ meglio e che sotto offre spazio per altri oggetti. Ho apprezzato che abbia l’imbottitura sul bordo, così le ginocchia non soffrono.
Non mancano l’illuminazione ambientale personalizzabile, un enorme cassetto anteriore, una presa 12V e due prese USB-C retroilluminate. I materiali sono morbidi dove serve, cioè sulla plancia, sopra e sotto, e sui pannelli porta, anche dietro: non scontato in questa categoria.
Renault Captur restyling, la prova di Motor1.com
Renault Captur restyling, la prova di Motor1.com
Tornando all'infotainment, essendo basato su Android Automotive, sembra in tutto e per tutto uno smartphone e dunque è uno dei pochi sistemi che non ti porta a collegare subito il tuo telefono. Questo perché puoi usare il navigatore di Google Maps ma anche scaricare dallo store online le varie applicazioni come Spotify, Waze e altre dedicate all’intrattenimento e così via. Nella sua semplicità, non gli manca nulla ed è anche veloce nell’utilizzo.
Come va e quanto consuma
È molto facile trovare la posizione di guida più adatta per avere un buon controllo davanti e anche lateralmente perché la linea di cintura bassa dà la possibilità di vedere ampiamente. Date le dimensioni compatte, la Captur è molto agile e si parcheggia facilmente, supportati da sensori e telecamera che fa il suo senza eccellere di risoluzione.
La E-Tech full hybrid della prova, con 145 CV e 250 Nm combinati, ha un 1.6 quattro cilindri aspirato e due motori elettrici, uno di trazione e l’altro che fa da avviamento e generatore. Il cambio è un automatico senza frizione, con 4 marce per il 1.6 e due elettriche, la prima e la retro. È detto multimodale perché consente varie modalità di utilizzo: questa Captur può andare solo in elettrico alle basse velocità, può procede con entrambi i motori, solo in elettrico, col benzina che ricarica la batteria o, viceversa, solo col benzina. Questo è il funzionamento di un sistema, cosiddetto, in serie-parallelo: è tutto automatico e l'auto fa tutto da sé.
Renault Captur restyling, la prova di Motor1.com
Nella vita di tutti i giorni ciò si traduce in una guida fluida, senza strattoni, magari a volte solo qualche rumore nel passaggio tra elettrico e benzina. La mappa di guida Eco è quella che ho preferito in città, abbinata alla modalità B del cambio – che sta per brake – che rispetto ad altre full hybrid aumenta la rigenerazione dell’energia intensificando la frenata al rilascio dell’acceleratore, senza chiamare in causa il benzina che resta spento. Il pedale del freno non è spugnoso.
C’è l’auto hold e anche la modalità E-Save, per conservare almeno il 40% della carica della batteria 1,2 kWh. Una funzione che ha senso magari se si sa che bisogna affrontare percorsi in salita, così si aiuterà il termico a consumare meno.
Renault Captur restyling, la prova di Motor1.com
Con questi cerchi da 19 pollici l’assorbimento delle irregolarità stradali è piuttosto rigido. Per contro, quando poi si guida in extraurbano, allora hai l’ennesima conferma che i tecnici Renault le auto le sanno fare eccome: la Captur è neutra, piacevole, e con le mappe Comfort e Sport assume tutto un altro carattere tra spinta progressiva e feedback dello sterzo che si irrigidisce.
Quando le chiedi tanto c’è un po’ un lag nella risposta, ma del resto questo sistema non è pensato per essere fulmineo quanto piuttosto lineare, con uno 0-100 km/h in 10 secondi. Infine, in autostrada, l’isolamento acustico è sufficiente per la categoria e lo sterzo resta un po’ troppo leggero.
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Versione provata |
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Motore |
1.6 full hybrid |
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Potenza |
145 CV |
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Coppia |
250 Nm |
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Cambio |
Automatico multimodale |
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Trazione |
Anteriore |
Prezzi e concorrenti
Tre allestimenti: Evolution, Techno e Esprit Alpine, riservato però solo ai motori mild hybrid o full hybrid. Il listino parte da poco meno di 23.000 euro per il 1.0 tre cilindri turbobenzina da 90 CV, mentre 23.600 euro servono per il GPL.
Renault Captur restyling, la prova di Motor1.com
Con l’allestimento intermedio il prezzo sale di 2.000 euro, mentre il 1.3 mild hybrid 4 cilindri da 160 CV costa 27.600 euro e la full hybrid quasi 30.000 euro. Per queste due motorizzazioni, l’Esprit Alpine viene rispettivamente poco più di 30.000 e poco meno di 33.000.
Venendo alle alternative, come abbiamo detto la Captur è stata tra le prime a dare via a questo segmento che poi si è popolato e conta rivali di spicco come la Ford Puma, la Toyota Yaris Cross, la Volkswagen T-Cross e, ovviamente, la Dacia Duster, che con la Renault condivide piattaforma e motori.
Fotogallery: Renault Captur restyling, la prova di Motor1.com
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